Numeri sopra le attese, crescita a doppia cifra e un’Ipo sempre più vicina. La startup canadese Cohere accelera nel settore dell’intelligenza artificiale per le imprese e si presenta agli investitori con risultati che rafforzano la sua candidatura a diventare uno dei prossimi titoli ‘pure play’ dell’AI quotati a Wall Street.
Secondo un memo agli investitori datato febbraio, la società ha chiuso il 2025 con circa 240 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annuali (Arr), superando il target di 200 milioni. La crescita trimestre su trimestre ha superato il 50% per tutto l’anno, segnale di un’accelerazione in un contesto competitivo sempre più affollato.
Fondata a Toronto nel 2019, Cohere sviluppa modelli linguistici e strumenti software per clienti enterprise, con un focus particolare sui settori regolamentati. Tra i suoi investitori figurano colossi come Nvidia e Salesforce Ventures. La valutazione della società è salita a circa 7 miliardi di dollari.
Nel memo, il management sottolinea come la propria «tesi industriale» stia trovando riscontro nel mercato: le organizzazioni globali, soprattutto nei comparti più regolamentati, sceglierebbero Cohere come partner per un’adozione sicura e scalabile dell’AI. Un posizionamento che punta su affidabilità, protezione dei dati e integrazione nei sistemi aziendali esistenti.
La concorrenza, tuttavia, è agguerrita. Big del settore come OpenAI e Anthropic hanno già costruito basi clienti imponenti nel mercato enterprise. OpenAI ha dichiarato di servire oltre un milione di imprese nel mondo, mentre Anthropic conta più di 300mila aziende clienti: numeri che alzano l’asticella per tutti gli operatori emergenti.
Cohere rivendica però un modello «capital-efficient» come fattore distintivo. La società genera la maggior parte dei ricavi dal software e limita i costi infrastrutturali, consentendo ai clienti di utilizzare i propri modelli tramite cloud gestiti oppure direttamente su hardware proprietario. Questo approccio, secondo il management, permette di reinvestire in modo più aggressivo in acquisizione clienti e ricerca e sviluppo.
I margini lordi medi si sono attestati attorno al 70% nel 2025, in miglioramento di 25 punti base su base annua, un dato che rafforza il profilo di sostenibilità finanziaria. «Scalando le risorse di calcolo in funzione della domanda effettiva, restiamo isolati dagli eccessi speculativi che circondano il mercato dell’AI», si legge nel documento agli investitori.
Sul fronte strategico, il ceo Aidan Gomez aveva già anticipato in autunno l’intenzione di portare la società sui mercati pubblici «presto», puntando a offrire agli investitori un’opportunità di investimento focalizzata esclusivamente sull’intelligenza artificiale.
Per il 2026 il gruppo prevede un’ulteriore espansione in Europa e il potenziamento della piattaforma di agenti AI North, con l’obiettivo dichiarato di proseguire su un sentiero di «crescita rapida». (riproduzione riservata)