L’idea del cessate il fuoco in Ucraina «è giusta e la appoggiamo» ma ci sono alcune questioni che vanno discusse con i partner statunitensi. Lo ha detto il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin in una conferenza stampa al termine del colloquio con il leader bielorusso Aleksandr Lukashenko. «Magari attraverso un colloquio telefonico con il presidente Donald Trump», ha detto Putin, ribadendo l’apertura a «una soluzione pacifica» che porta ad una «pace duratura» ed «elimini le cause della crisi».
Un esempio di equilibrismo anche la reazione che arriva dall'inquilino della Casa Bianca. Putin ha fatto una dichiarazione «molto promettente» ma «non completa», ha detto Trump incontrando il segretario generale della Nato Mark Rutte. Il presidente ha quindi precisato che sarebbe «un momento molto deludente per il mondo» se la Russia rifiutasse un piano di pace. «Mi piacerebbe incontrami, parlare con Putin», ha fatto sapere ancora Trump. Ma per ora non è in programma nemmeno un nuovo colloquio telefonico tra i due leader, ha sottolineato il consigliere del Cremlino per la politica estera, Yuri Ushakov.
Tuttavia la questione della tregua e delle possibili condizioni per la pace sono al centro di colloqui tra lo stesso Putin e l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, cominciati in serata nel più stretto riserbo nella capitale russa. Mosca non ha precisato quando avranno termine, ma secondo il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, presente in conferenza stampa con il capo del Cremlino dopo un incontro bilaterale, il confronto potrebbe estendersi anche alla giornata di domani. Per il momento Putin non ha voluto mostrare alcun cedimento, ma nemmeno segnali di chiusura che rischierebbero di guastare i rapporti con Washington, che Mosca cerca pazientemente di ricostruire, anche al di là della questione Ucraina.
Putin ha elencato, inoltre, alcuni di quelli che individua come nodi. Le «prossime tappe» verso la tregua e la pace in Ucraina dipenderanno dall’esito della controffensiva russa nel Kursk, che sarebbe ormai sotto «il pieno controllo» della Russia. In particolare, ha detto che le truppe ucraine sono accerchiate e che è necessario determinare prima di un cessate il fuoco se lì deporranno le armi e si arrenderanno.
Le truppe di Kiev dovranno scegliere «se arrendersi o morire», ha detto Putin che nelle ore precedenti ha visitato le truppe nel Kursk, per poi rientrare a Mosca. Il presidente ha, inoltre, sottolineato che è necessario sviluppare un meccanismo per controllare eventuali violazioni di una tregua. Un’altra questione, ha detto ancora, è se l’Ucraina possa usare il cessate il fuoco di 30 giorni per continuare la mobilitazione e il riarmo e come controllare che non lo faccia.
Dunque, la Russia non rigetta del tutto la proposta di tregua in Ucraina come invece aveva fatto intendere in un primo momento il consigliere diplomatico del Cremlino, Yuri Ushakov, sostenendo che «il cessate il fuoco temporaneo proposto in Ucraina non è altro che una tregua momentanea per far riprendere fiato all’esercito ucraino». La proposta «rappresenta solo l’approccio dell’Ucraina e deve essere modificata per tenere conto degli interessi della Russia». Mosca, aggiunge Ushakov, «non vuole una tregua temporanea, ma è interessata a un accordo a lungo termine».
Secondo Reuters Mosca ha consegnato agli Usa una lista di richieste per chiudere la guerra, tra cui il riconoscimento della Crimea e delle quattro regioni ucraine occupate. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, non commenta l’indiscrezione e dichiara all’agenzia Ria Novosti che «la Crimea e le regioni ucraine di Kherson, Zaporizhzhia, Donetsk e Lugansk fanno parte della Federazione, come è scritto nella Costituzione russa. È un dato di fatto».
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, aggiunge che per Mosca è «assolutamente inaccettabile» l’eventuale dispiegamento di peacekeeper europei in Ucraina (fonte Interfax). Per il governo russo implicherebbe «il coinvolgimento dei rispettivi Paesi in un conflitto fisico diretto con la Russia. Questi piani rappresentano un passo apertamente provocatorio, che non mira a risolvere il conflitto, ma a mantenere le illusioni malsane e dannose del governo ucraino».
Da Zakharova è arrivato anche un nuovo attacco al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «Le affermazioni in cui sostiene che la Russia minaccia l’Europa con armi nucleari sono menzogne e falsità» (fonte Tass). «Condanna severa contro l’ennesimo attacco verbale nei confronti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Uomo di pace e simbolo di unità nazionale ed europea. Per questo ho deciso di far convocare l’Ambasciatore russo in Farnesina. Al Capo dello Stato la mia più sincera solidarietà». Lo annuncia sui social network il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.(riproduzione riservata)