Undicesimo mese di raccolta positiva per l'industria italiana del risparmio gestito sostenuta dal buon andamento dei mercati finanziari e dai tassi ai minimi che stanno spingendo i risparmiatori a diversificare nell'asset management la liquidità accumulata nel corso dell'ultimo anno e mezzo. Novembre, emerge dalla mappa di Assogestioni, ha chiuso con flussi pari a 7,71 miliardi di euro, in aumento dai 6,37 miliardi di ottobre, per un totale di 83,91 miliardi da gennaio, quasi quattro volte rispetto ai 23,26 miliardi dello stesso periodo del 2020.
Per quanto riguarda le singole categorie di fondi comuni, i flussi si sono concentrati sugli azionari (2,41 miliardi, dai 2,51 miliardi di ottobre e 30,36 miliardi da inizio anno), anche grazie alle buone performance messe a segno quest'anno dalle borse. Seguono i bilanciati con 1,81 miliardi (1,83 miliardi a ottobre e 22,11 miliardi da gennaio), poi, a distanza, gli obbligazionari con 254 milioni (-203 milioni a ottobre e +9,22 miliardi da gennaio) e i flessibili con 243 milioni (775 milioni a ottobre e -1,83 miliardi da gennaio). I fondi monetari hanno chiuso il mese con una raccolta netta negativa pari a 1,22 miliardi dai -2,19 miliardi di ottobre (-623 milioni negli 11 mesi).
La raccolta per gruppo vede sul podio Amundi con 2,27 miliardi, seguono le Poste con 2,12 miliardi e Anima con 2,07 miliardi. In rosso invece i big Intesa Sanpaolo (-666 milioni, di cui -1,29 miliardi riferiti ad Eurizon a causa di deflussi per 2,40 miliardi dalle gestioni istituzionali, e +624 milioni raccolti da Fideuram) e Generali (-1,33 miliardi). La compagnia triestina precisa che il risultato include l'effetto materiale derivante dai flussi sui fondi monetari all'interno dei mandati assicurativi in gestione.
Tra le altre società più grandi, Mediolanum ha raccolto 265 milioni, Allianz 164 milioni, Arca 128 milioni, Azimut 4,4 milioni, Bnp Paribas 131 milioni, mentre Deutsche Bank ha avuto deflussi per 40,9 milioni. Positive Ubs (332 milioni), Credem (394 milioni), Mediobanca (360 milioni) e Kairos (95 milioni). Le case estere senza una rete di distribuzione propria in Italia hanno avuto un andamento a due velocità: JP Morgan Am ha chiuso il mese con un saldo negativo (-190 milioni), come Morgan Stanley (-64 milioni), Franklin Templeton (-113 milioni) e Schroders (-21 milioni). In attivo invece Axa Im (280 milioni) e M&G (141 milioni). (riproduzione riservata)