Il partenariato industriale come leva fondamentale per il rafforzamento delle relazioni economiche con i Paesi africani, nell’ottica del cambio di passo operato dal lancio del Piano Mattei, con l’obiettivo di realizzare le alleanze necessarie a far convergere gli interessi di aree più dinamiche, come i paesi del G7 e del Golfo, in un progetto strategico e di lungo periodo.
Il 2025 sarà l’anno in cui «vogliamo accelerare l’internazionalizzazione del Piano Mattei in particolare con l’Unione europea tramite il programma Global Gateway e tramite il PGII del G7». È questo uno degli spunti nell’intervento di Fabrizio Saggio, consigliere diplomatico della premier Giorgia Meloni e coordinatore della Struttura di missione Piano Mattei per l'Africa, all’assemblea pubblica 'L’imprenditorialità in Africa a un anno dal lancio del Piano Mattei' organizzato da Confindustria (Assafrica & Mediterraneo).
«Il Piano Mattei è un Piano di interesse nazionale che punta a mettere a fattor comune le eccellenze del Sistema Italia con l'obiettivo di creare partenariati mutualmente benefici con il continente africano», ha spiegato Saggio, rimarcando che «in ambito energetico il Piano intende contribuire a rispondere alla necessità di sostenere l’accesso del continente all’energia: più di 600 milioni di persone in Africa non hanno disponibilità di energia elettrica».
A conferma della dinamica incrementale del Piano - ha ricordato il consigliere diplomatico di Palazzo Chigi -, il presidente del Consiglio ha recentemente annunciato l’estensione della strategia a cinque nuove Nazioni: Angola, Ghana, Mauritania, Senegal e Tanzania. Si tratta di partner con cui abbiamo già alcune importanti collaborazioni nei settori di intervento del Piano e rispetto ai quali intendiamo sviluppare nuove iniziative in coordinamento con l’Unione Africana».
Ad un anno dal lancio del Piano Mattei, arrivano i primi risultati tangibili. Ad evidenziarli lo stesso amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), Dario Scannapieco, sottolineando che sono stati mobilitati circa 650 milioni di euro per un totale di nove progetti, di cui cinque già stipulati. «Il Piano ha una buona dotazione finanziaria. Ora la priorità dev’essere quella di mettere insieme le risorse italiane e quelle europee, coinvolgendo il sistema delle istituzioni pubbliche oltre a quelle private. Le risorse ci sono, attraverso strumenti di natura molto differenti», ha aggiunto Scannapieco, ricordando che dal 2014 - anno in cui Cdp è diventata la banca di sviluppo italiana - ha stanziato complessivamente 3,5 miliardi di euro, di cui il 50 per cento nel continente africano, e che ha aperto un ufficio in Egitto un altro in Marocco, mentre presto ne saranno aperti altri due ad Abidjan e a Nairobi.
Numeri che fanno il paio con quelli snocciolati dall’amministratrice delegata di Sace, Alessandra Ricci, che ha ricordato come la compagnia assicurativa abbia rilasciato finora circa 5,5 miliardi di euro di garanzie in progetti per complessivi 13 miliardi di euro, salvaguardando circa 18 mila posti di lavoro. «A questo si affianca la nostra Push Strategy, conduciamo operazioni di finanziamento attraverso cui cerchiamo di sviluppare maggiormente l’export italiano, identificando delle controparti all'interno dei Paesi beneficiari del Piano e garantendo loro finanziamenti al fine di facilitare l'export», ha aggiunto Ricci, ricordando che nel continente africano sono stati aperti quattro uffici Sace a Johannesburg, Il Cairo, Nairobi e Rabat.
Il Piano Mattei, ha affermato da parte sua il presidente di Simest, Pasquale Salzano, ha «l’enorme merito» di aver costituito «un contesto strategico» per le imprese italiane che intendono investire in Africa, che va ben al di là della nostra presenza in Africa. «Questo costituisce sicuramente una novità unica nel contesto italiano, che si va ad unire ad un contesto geopolitico che diventa sempre più interessante per quanto riguarda gli investimenti in Africa. Identificare il Mediterraneo allargato come punto di riferimento e' anche una questione di sicurezza e in questo senso la posizione geografica dell'Italia costituisce una grande opportunità», ha aggiunto. Sulla stessa linea d'onda il presidente dell'agenzia Ice, Matteo Zoppas, secondo il quale il Piano Mattei rappresenta un’opportunità unica che ci stiamo costruendo per il futuro, per questo non si può non fare un plauso alla lungimiranza mostrata dal governo. «Stiamo parlando di un mercato di 1,4 miliardi di persone che crescerà molto nei prossimi anni. Il modo migliore per sfruttare questa opportunità è assicurare i finanziamenti sulla formazione e consentire agli imprenditori di avere gli strumenti adeguati, portando avanti progetti in grado di fare la differenza in questa economia in forte espansione», ha aggiunto.