La guerra costa caro alle borse europee. Il bilancio della prima settimana di conflitto, dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, indica un profondo rosso per la maggior parte degli indici, soprattutto quelli che, come il Ftse Mib, sono particolarmente esposti alla debacle del settore bancario. Il paniere delle blue chip milanesi è stato il peggiore di tutte le economie avanzate, archiviando nell'ultima settimana in calo del 3,7%.
Male anche il Dax di Francoforte, che è sceso del 2,5%, seguito a ruota dall'Ibex di Madrid: -2,3%. Flessione analoga per il Cac di Parigi: -2,2%. È invece riuscito a terminare la settimana con un saldo poco sopra la parità (+0,4%) il Ftse 100 di Londra, un indice in cui si concentrano alcune tra le principali aziende estrattive e petrolifere del Vecchio Continente, che hanno beneficiato del rally dei prezzi delle materie prime.
Discorso a parte per Wall Street, grazie alla forte esposizione ai titoli tecnologici e di tipo growth, favoriti nelle ultime sedute dalle prospettive di banche centrali un po' più accomodanti di quanto annunciato a inizio anno. Il Nasdaq nella prima settimana di conflitto è salito così dell'1,2%, l'S&P 500 e il Dow Jones addirittura del 2,3%. (riproduzione riservata)