Emmanuel Macron può tirare un sospiro di sollievo, per ora. La prima asta di titoli di Stato francesi da quando il presidente ha indetto elezioni anticipate ha incontrato una solida domanda, segno che l'incertezza politica non ha scoraggiato gli acquirenti. Il Tesoro di Parigi ha, infatti, raccolto 10,5 miliardi di euro attraverso le aste di Oat con scadenze 2027, 2029, 2030 e 2032. Nello specifico, il bond con scadenza ottobre 2027 ha una cedola annua del 2,75% ed è stato collocato con un rendimento a scadenza del 3,04% (bid to cover di 2,05). Quello che scade nell’aprile 2029 offre una cedola del 5,5% (bid to cover di 2,67) con un rendimento del 3,03%. Sale fino a 2,51 e 2,52 il rapporto di copertura per le altre due scadenze, ma il rendimento è allineato: 3,01% per la scadenza febbraio 2030 (precedente emissione era 2,77%) e 3,05% per la scadenza maggio 2032, che in questo caso ha visto una cedola pari a zero (2,83% in precedenza).
Nuovi capitali, anche se alcuni, come Candriam e BlueBay Asset Management, hanno dichiarato che stanno evitando i titoli di Stato francesi (il decennale rende il 3,16% e lo spread Francia/Germania quota a 70 pb) perché rimangono vulnerabili a ulteriori perdite mentre il paese si avvicina alle elezioni (30 giugno e il 7 luglio). Gli investitori sono preoccupati che il risanamento delle finanze pubbliche diventi più difficile se il partito di Macron, che è in svantaggio nei sondaggi rispetto al Rassemblement National dell’estrema destra di Marine Le Pen, perderà terreno in Parlamento.
La Commissione Europea ha rimproverato la Francia per avere un deficit di bilancio del 5,5%, un livello che supera di gran lunga il limite del 3% del blocco. Lo stesso ministro francese dell'Economia, Bruno Le Maire, descrivendo i programmi del Nuovo Fronte Popolare (l'unione dei partiti di sinistra) e del RN come «deliranti e fuori dal tempo della situazione delle finanze pubbliche», ha messo subito in chiaro che «il margine di manovra di bilancio della Francia è zero. Dobbiamo risanare i conti pubblici». In attesa di sviluppi sulla situazione francese, gli investitori ponderano le notizie arrivate ieri da diverse banche centrali: la Norges Bank ha lasciato i tassi invariati al 4,5%, ferma anche la BoE (al 5,25%), mentre la Banca Nazionale Svizzera ha annunciato un taglio di 25 punti base all'1,25%. (riproduzione riservata)