La svolta di dicembre verso una politica monetaria più accomodante della Fed, che ha segnalato tre tagli dei tassi previsti per il 2024, ha spinto il mercato a fare scommesse su una prima riduzione del costo del denaro già a marzo. Così come per la Bce però, le aspettative degli investitori sembrano essersi spinte troppo in là e troppo velocemente per i gusti della banca centrale Usa. Guardando alla due giorni della Fed che si concluderà mercoledì 31 gennaio, gli analisti di Pictet si aspettano che il Fomc mantenga i tassi stabili al 5,25-5,50% e il quantitative tightening (Qt) e gli altri tassi di interesse amministrati invariati.
Mentre gli analisti si dividono tra coloro che si aspettano un primo taglio dei tassi a maggio e altri che non lo prevedono prima di giugno, il coro degli esperti è unanime nell’escludere che una prima mossa sui Fed Funds possa avvenire già a maggio.
«La crescita dei salari potrebbe rimanere sostenuta e la produttività potrebbe risultare debole», spiegano gli esperti di Schroders «la combinazione di questi elementi porterebbe in ultima analisi a una pressione al rialzo dei costi unitari del lavoro e, di conseguenza, all’inflazione supercore». Pertanto, sebbene gli investitori stiano valutando una probabilità vicina all'80% che i tassi vengano tagliati a marzo, da Schroders ritengono che ciò sia prematuro
Tuttavia, il taglio dei tassi potrebbe non tardare molto. «La crescita è destinata a indebolirsi e il mercato del lavoro a normalizzarsi quest’anno», aggiungo di Schroders, «ci aspettiamo dunque che il primo taglio dei tassi avvenga a giugno, seguito da un allentamento ad ogni altra riunione fino alla fine del 2024. Ma entro la fine dell'anno, i dati dovrebbero mostrare in modo convincente che i tassi restrittivi non sono più necessari, tanto che ci aspettiamo che da lì in poi la Fed tagli ad ogni riunione per riportare i tassi alla neutralità, che secondo le nostre stime sarà attorno al 3,50%, partendo dal presupposto che il tasso di interesse neutrale reale sia compreso tra l’1,25% e l’1,50%».
Per gli esperti di Generali Asset Management, invece, i primi tagli dovrebbero arrivare già alla riunione del 1° maggio, prevedendo che nel 2024 la Fed dovrebbe mettere in campo un totale di quattro tagli dei tassi da 25 punti base, portando il tasso di riferimento al 4,25%.
Mercoledì la Fed non dovrebbe inoltere condividere né nuove proiezioni economiche né dot plot aggiornati: per questo motivo la dichiarazione di politica monetaria e la conferenza stampa di Powell assumono un’importanza maggiore.
Sebbene gli esperti si aspettano un passaggio a una posizione neutrale, è probabile che Powell mantenga la massima opzionalità e si astenga dall'impegnarsi sulla tempistica del primo taglio dei tassi. È probabile che ripeta le parole usate dal governatore Waller, secondo cui la Fed sarà metodica e prudente nel considerare i tagli dei tassi.
È inoltre possibile che, nel corso della conferenza stampa successiva alla riunione, si discuta molto del tapering del Qt e il presidente Powell potrebbe fornire una sintesi di queste discussioni, senza però fare alcun annuncio formale di inizio rallentamento del ritmo dei deflussi.
Powell potrebbe descrivere le condizioni del tapering intorno ai saldi di riserva e ai saldi reverse repo, ma probabilmente otterremo maggiori dettagli nel prossimo Fedspeak e nei verbali che seguiranno la riunione del Fomc. «Riteniamo», aggiungo ancora da Pictet, «che la Fed potrebbe iniziare il tapering a maggio prima di terminare il Qt nel quarto trimestre. La banca centrale Usa ha annunciato che porrà fine al programma di finanziamento a termine delle banche una volta raggiunta la scadenza a marzo e, nel frattempo, che aumenterà il tasso di prestito per prevenire l'arbitraggio.
La prima riunione del Fomc dell’anno vedrà infine la rotazione dei membri delle banche regionali della Federal Reserve. «La nuova rosa», segnalano da Pictet, «è leggermente orientata verso posizioni da falco, ma dato il calo dei dissensi e l'influenza dei governatori ci aspettiamo che la rotazione non sia rilevante per l'orientamento di policy generale». Verrà inoltre rilasciata una dichiarazione aggiornata sugli obiettivi di lungo periodo e sulla strategia di politica monetaria. Non ci aspettiamo cambiamenti quest'anno, ma è probabile che la Fed avvii discussioni e audizioni sul suo quadro di riferimento in vista della revisione quinquennale del prossimo anno. (riproduzione riservata)