Borse asiatiche ad andamento misto, mercoledì 4 gennaio 2023. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei, che riprende le contrattazioni dopo le festività, cede l’1,45%, l’Hang Seng corre per il 2,3%, Shanghai è sopra la parità.
Sale ancora l’oro, +0,4% a 1.853 dollari l’oncia, in calo ancora in petrolio Wti americano dello 0,75% a 76,35 dollari il barile.
Dopo la corsa, ieri, del dollaro, oggi le maggiori valute tornano a rialzare la testa in media dello 0,2%: l’euro passa di mano a 1,0576, lo yen a 130,72, la sterlina a 1,1987. Il T bond decennale vede il rendimento calare dal 3,74% al 3,718% di inizio sessione asiatica, mentre i futures su Wall Street sono positivi dopo una sessione debole (+0,3% il Nasdaq).
Mercoledì i mercati azionari asiatici salgono per lo più grazie al miglioramento della propensione al rischio. Nel frattempo, le preoccupazioni per l'aumento dei tassi e i timori di recessione negli Stati Uniti, nonché le incertezze legate al Covid in Cina continuano a pesare sul sentiment.
I futures sul greggio Wti sono rimasti sotto i 77 dollari al barile mercoledì dopo essere scesi di oltre il 4% nella sessione precedente, appesantiti dall'indebolimento delle prospettive della domanda tra i crescenti timori di recessione negli Stati Uniti e le incertezze legate al Covid in Cina.
L'ex presidente della Fed di New York, William Dudley, ha affermato che una recessione negli Stati Uniti è in vista ma probabilmente non sarà grave, mentre l'ex presidente della Fed, Alan Greenspan, ha spiegato che la recessione è il «risultato più probabile» per la più grande economia del mondo.
Anche l'aumento dei casi di Covid e l'aumento del bilancio delle vittime in Cina hanno danneggiato le prospettive della domanda a breve termine nel principale importatore mondiale di greggio, ma la continua riapertura del Paese è vista come un fattore positivo per la sua economia a lungo termine.
Nel frattempo, gli investitori rimangono cauti su ulteriori azioni di ritorsione da parte della Russia dopo aver vietato le esportazioni di petrolio agli acquirenti stranieri che adottano il tetto al prezzo, nonché sulla prospettiva di ulteriori tagli alla produzione da parte dell'Opec+.
Il Dollar index è scivolato a circa 104,5 mercoledì, in calo dal massimo di due settimane di 104,86 raggiunto nella sessione precedente mentre gli investitori attendono con cautela i verbali della riunione di dicembre della Federal Reserve (Fomc), che potrebbero fornire indizi sul suo percorso di inasprimento politico.
Gli investitori stanno anche guardando a una serie di dati economici statunitensi questa settimana, soprattutto il rapporto sull'occupazione di dicembre in uscita venerdì.
La Cina ha affermato che intende reagire contro le nazioni che hanno imposto restrizioni Covid ai suoi viaggiatori come «obiettivi politici», dopo che Stati Uniti, Giappone e altri Paesi hanno affermato che i cittadini cinesi devono risultare negativi prima di poter entrare.
Le restrizioni arrivano dopo che la Cina ha abbandonato le sue rigide politiche di quarantena che, per anni, hanno reso molto difficile l'ingresso nel Paese. L'aumento dei contagi ha preoccupato altre nazioni, che temono possa emergere un nuovo ceppo del virus. Nel frattempo, scrive Bloomberg, i corpi si stanno accumulando nei crematori cinesi, nonostante i dati ufficiali registrino solo una dozzina di morti per Covid. (riproduzione riservata)