Wall Street chiude in rialzo dopo l'uscita dei verbali della Federal reserve: Dow Jones invariato, S&P500 +0,6%, Nasdaq +1,1%. I partecipanti al meeting della Fed del 16-17 settembre «hanno osservato che la politica monetaria non ha seguito un percorso prestabilito e sarà informata da un'ampia gamma di dati in arrivo, dall'evoluzione delle prospettive economiche e dall'equilibrio dei rischi. I partecipanti hanno espresso una serie di opinioni sul grado di restrittività dell'attuale orientamento della politica monetaria e sul probabile andamento futuro della politica monetaria. La maggior parte ha ritenuto che probabilmente sarebbe opportuno allentare ulteriormente la politica nel resto di quest'anno».
Alle ore 18 le borse Usa proseguono in positivo, aumentano i guadagni dell’apertura: S&P500, Nasdaq e Dow Jones sono al rialzo rispettivamente dello 0,6, 0,8 e 0,4%. A sostenere i listini è la performance dei titoli tecnologici che decidono ormai le sorti del listino. L’andamento giornaliero del comparto, misurato con l’indice Xlk, è il migliore di tutti i settori dell’S&P500. L’Xlk guadagna infatti un 1,3%. Sul podio anche gli industriali (+0,82%) e i materials (+0,74%). Tra i peggiori settori dell’S&P500 figurano gli energetici (-0,4%) e, a pari merito, l’immobiliare (-0,3%) e i beni di consumo essenziali (-0,3%).
Le prime otto aziende per capitalizzazione di mercato - tutte del comparto tech - valgono più del 35% dell’S&P500 e più del 45% del Nasdaq. L’elevata concentrazione potrebbe portare a rischi finanziari rilevanti, circoscritto non soltanto all’economia Usa. Oggi la Bank of England (Boe) ha lanciato un avvertimento su questo tema.
Sul versante valutario, il dollaro ha esteso i guadagni registrati durante la settimana, mentre il rischio politico in Giappone e in Francia ha continuato a pesare rispettivamente sullo yen e sull’euro. Il Dollar Index ha raggiunto mercoledì mattina il massimo intraday dal 1° agosto, dopo tre giorni consecutivi di rialzi. Lo yen giapponese ha perso lo 0,5% rispetto al dollaro, man mano che si affievolivano le prospettive di un aumento dei tassi da parte della Bank of Japan. Parallelamente, l’euro si è indebolito nel contesto della crisi politica francese, con le dimissioni del primo ministro, annunciate lunedì dopo appena un mese in carica.
Nonostante i recenti rialzi, il Dollar Index, che misura la performance del dollaro rispetto a un ampio paniere di valute, resta in calo di circa il 6,5% nel 2025. A pesare sul corso della valuta americana hanno contribuito le preoccupazioni sulle politiche tariffarie del presidente Trump, sull’indipendenza della Federal Reserve e sul crescente debito pubblico statunitense.
S&P500, Nasdaq e Dow Jones guadagnano rispettivamente lo 0,2, 0,3, 0,3%. L’oro, che ieri ha chiuso sopra i 4.000 dollari per la prima volta, è in aumento dell’1,3% a 4035 dollari l’oncia. In rialzo anche i prezzi dell’argento (+2,2% a 48,9 dollari), avvicinandosi ai massimi storici registrati nel 1980. Il Dollar Index (Dxy) sale dello 0,2% a 98.77 punti.
I rendimenti dei Treasury a lungo termine hanno leggermente corretto al ribasso in vista dell’asta dei titoli decennali.
Alle 20, gli investitori riceveranno anche i verbali della riunione di politica monetaria della Federal Reserve di settembre, in cui la banca centrale ha effettuato il primo taglio dei tassi dell’anno. I future sui tassi indicano che i trader vedono una probabilità del 95% che la Fed operi un nuovo taglio entro questo mese.
Per quanto riguarda i titoli che stanno muovendo il mercato, le azioni Nvidia sono salite dell’ 1,7% in avvio di seduta, interrompendo una serie di tre giorni in calo, dopo il rilascio di un rapporto secondo cui il produttore di chip AI potrebbe investire fino a 2 miliardi di dollari nella start-up xAI di Elon Musk. La mossa rappresenterebbe l’ultimo passo di della società tech per sostenere gli investimenti dei suoi clienti nell’intelligenza artificiale.
Vivek Arya di Bank of America ha confermato il rating buy su Nvidia, con obiettivo di prezzo a 235 dollari, sottolineando che il successo dell’AI dipende più dal ritmo di costruzione dei data center. Da inizio anno, le azioni Nvidia segnano un guadagno del 38%, rispetto al +14% dell’S&P 500.
Tra i titoli che hanno registrato i movimenti più significativi all’apertura di Wall Street, Tesla ha perso l’1,2%, dopo un calo del 4,5% registrato ieri, in seguito all’annuncio di nuovi veicoli a partire da meno di 40.000 dollari, tra cui una nuova Model Y standard da 39.900 dollari e una Model 3 da 36.900 dollari. Tesla resta ha registrato un rialzo del 7,2% nel 2025.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Le azioni sono salite dell’ 1,4% all’apertura di Wall Street, dopo che la società ha annunciato una riduzione dei prezzi dei punteggi di credito ipotecario, per renderli più competitivi.
La crescita delle consegne trimestrali del produttore di veicoli elettrici ha pazialmente deluso gli investitori. Le azioni sono salite del 0,4% in avvio di seduta.
Il conglomerato giapponese ha raggiunto un accordo per acquistare la divisione robotica di Abb, rafforzando la propria spinta nell’intelligenza artificiale. Le azioni SoftBank sono scese del 2% a Tokyo, mentre Abb è salita di circa l’1% a Zurigo.
La banca d’investimento ha comunicato che la sua unità Point Bonita Capital aveva 715 milioni di dollari di esposizione verso il fornitore di componenti auto fallito First Brands. Le azioni Jefferies sono calate del 3,2% all’apertura dei mercati.
La società ha siglato un accordo con Verizon Communications per fornire ai clienti del carrier connettività a banda larga dallo spazio a partire dal 2026. Le azioni Asts sono balzate del 14% all’apertura di Wall Street.(riproduzione riservata)