Wall Street chiude la seduta di martedì con il segno positivo: Dow Jones a 34.240 (+0,5%) e Nasdaq a 13560 (0,7%). Prosegue il recupero dell’indice Russell 2000 (+1,4%).
Il rialzo è ancora una volta modesto ma continuo, tale da rendere più roseo lo scenario finora oscurato da inflazione e recessione. Proprio dal dato dell’inflazione Usa in calo al 4% si desume il senso del successo per le mosse della Fed che ora può dire stop al ciclo dei rialzi del costo del denaro.
La festa del tech continua ma ancora per pochi selezionati e fortunati titoli. Dall’inizio dell’anno le 5 azioni più importanti di Wall Street hanno fatto più del triplo rispetto all’indice (47% contro il 13%) e del resto del mercato. Le rimanenti 495 società dell’indice S&P 500 hanno messo a segno solo un più modesto +5%.
Oggi brillano in particolare Lumen Technologies (+15%), C3 (+14%), Tesla (+3.4%), Nvidia (+3%), Microsoft (+0,6%) e Adobe (+1%). Prendono fiato dopo la corse Apple, Alphabet e Amazon.
La crescita dell'indice dei prezzi al consumo è stata del 4% annuo a maggio, il livello più basso da marzo 2021, grazie in gran parte al calo dei prezzi dell'energia, ma questo effetto positivo potrebbe non durare.
I prezzi del petrolio hanno raggiunto il picco nel marzo dello scorso anno e quindi sono rimasti relativamente alti fino a metà giugno, quando hanno poi iniziato a diminuire costantemente. Ciò significa che i ribassi del petrolio nei prossimi mesi dovrebbero apparire più modesti.
I cali di maggio, ovviamente, sono stati tutt'altro che modesti. Su base annua, i prezzi dell'energia sono diminuiti dell'11,7%. Ciò include la benzina, che è scesa del 19,7%. Il gas naturale, utilizzato per il riscaldamento domestico e l'elettricità, è diminuito dell'11%.
È probabile che anche il gas naturale si stabilizzi dopo il rapido declino di quest'anno, dato che i produttori di gas naturale hanno iniziato a rimuovere dal servizio le piattaforme di perforazione.
Ma attenzione. L'energia costituisce circa il 7% del CPI, conferendogli un peso significativo, ma probabilmente non sufficiente da sola a modificare la traiettoria complessiva dell'inflazione. E la Fed toglie i prezzi dell'energia e del cibo quando considera l'inflazione "core".
Quindi, mentre Powell e il Federal Open Market Committee valutano se alzare nuovamente i tassi di interesse, è improbabile che l'energia faccia pendere definitivamente la bilancia in entrambe le direzioni.
Il Nasdaq riprende slancio e sale dello 0,8% grazie al dato sull’inflazione Usa sotto le attese (leggi sotto). «Il rapporto di oggi è una buona notizia per le famiglie che lavorano sodo», commenta il presidente americano Joe Biden. «Mostra continui progressi, mentre la disoccupazione rimane ai minimi storici. L’inflazione annuale è ora al livello più basso da marzo 2021, e meno della metà di quella dello scorso giugno».
Dopo il dato sui prezzi di maggio gli analisti propendono per uno stop della Fed nella riunione del 14 giugno. «Il calo delle misure headline e core toglie un po’ di pressione alla Federal Reserve e ci rassicura sul fatto che un rialzo dei tassi di interesse a giugno probabilmente non è previsto», spiega Roman Ziruk, senior market analyst di Ebury. «Allo stesso tempo, però, il fatto che la componente core si attesti comunque ancora intorno al 5% conferma la nostra opinione secondo cui un taglio dei tassi nel 2023 rimane improbabile».
Wall Street apre la seduta in rialzo. Il Dow Jones guadagna lo 0,3%, l’S&P 500 lo 0,5% e il Nasdaq lo 0,7%. Le borse Usa beneficiano del dato sull’inflazione di maggio. I prezzi al consumo sono saliti dello 0,1% su base mensile, in linea con le previsioni degli analisti e meno del +0,4% di aprile. Su base annuale, invece, l’inflazione è aumentata del 4% (+4,9% in aprile): è il dato più basso registrato da marzo 2021, con gli analisti che si aspettavano +5,2%. Il valore core, infine, è salito del 5,3%, meno del +5,5% di aprile.
E con il dato sull’inflazione inferiore alle attese è sempre più probabile che la Fed si prenda una pausa nella riunione del 14 giugno. I tassi dovrebbero tornare a crescere a luglio. Ma lo stop di giugno basta a far perdere terreno al dollaro: il cambio con è a 1,0813 euro (+0,51%). Forte ripresa invece per il petrolio, con il prezzo del Brent e del Wti che sale del 3%, mentre il rendimento del Treasury decennale si muove leggermente verso il basso: è al 3,714% (-0,051%). Ecco cinque titoli da tenere sotto controllo martedì 13 giugno.
Alle 15:30 il titolo Accenture guadagna lo 0,7%. La società di consulenza tecnologica ha annunciato un investimento di 3 miliardi in tre anni nella sua pratica Data & AI. Lo scopo di Accenture è offrire nuove soluzioni e modelli predefiniti che aiuteranno le aziende di 19 settori a generare valore. Inoltre, l’azienda ha lanciato anche la piattaforma AI Navigator for Enterprise e il Center for Advanced AI per aiutare a massimizzare il valore dell’AI generativa.
Alle 15:30 le azioni Apple sono piatte. Il titolo è sceso dopo che Ubs lo ha declassato da buy a neutral. Gli analisti della svizzera credono che la domanda di iPhone sia sottopressione nonostante il supporto dei mercati emergenti. Cupertino ha lanciato di recente il suo nuovo visore per il metaverso, un nuovo prodotto che nelle intenzioni della Big Tech dovrebbe segnare una svolta nel settore della realtà aumentata.
Alle 15:30 il titolo Oracle sale del 4,2%. I risultati del quarto trimestre fiscali e le indicazioni sui ricavi trimestrali della società informatica hanno superato le attese. Oracle ha registrato 1,67 dollari per azione di utile rettificato (consenso a 1,58 dollari per azione), mentre i ricavi hanno toccato i 13,84 miliardi (13,74 miliardi le attese). Nel primo trimestre fiscale il ceo Safra Catz si aspetta utili rettificati compresi tra 1,12 e 1,16 dollari per azione. Gli analisti intervistati da Refinitiv, invece, prevedono 1,14 dollari di utili rettificati.
Alle 15:30 le azioni Microsoft guadagnano lo 0,9%. La Federal Trade Commission statunitense ha presentato la richiesta a un tribunale federale per bloccare l’acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft prima della scadenza del deal, prevista per il 18 luglio. La Ftc teme che la Big tech possa bloccare il lancio dei popolari videogames di Activision Blizzard su altre console di gioco, come quelle vendute da Sony, oppure addebitare loro un costo maggiore.
Alle 15:30 il titolo Zions Bancorp cede il 4%. La banca regionale americana paga il calo delle prospettive di reddito derivanti dagli interessi netti. La precedente guidance di Zions Bancorp aveva già evidenziato una riduzione moderata, mentre l’aggiornamento arrivato il 12 giugno ha confermato un peggioramento delle previsioni. (riproduzione riservata)