Wall Street chiude positiva: il Dow Jones guadagna lo 0,17%, il Nasdaq sale dello 0,9% e l'indice S&P 500 avanza dello 0,54%.
L’S&P 500 è salito quest’anno del 16%, mentre gli investitori scommettono che qualsiasi debolezza economica entro dicembre sarà soddisfatta con un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve. Il rialzo da gennaio del Nasdaq è invece del 22%.
Tesla ha guadagnato il 2%, mentre le azioni Apple sono aumentate del 2,1% toccando un nuovo massimo storico. Nvidia è rimasta indietro (-1,9%), a seguito di un downgrade sul titolo, che ha citato un limitato potenziale rialzo per il produttore di chip.
Per quanto riguarda la campagna presidenziale, «Lasciatemelo dire nel modo più chiaro possibile. Sono il presidente in carica degli Stati Uniti. Sono il candidato del Partito democratico. Rimango in gara». Così il presidente degli Usa, Joe Biden, su X.
Alle ore 17:30 a Wall Street salgono il Nasdaq (+0,7%) e l’S&P 500 (+0,25%), mentre il Dow Jones è piatto (-0,04%). Tra le tech accelerano Amd (+4,2%), Meta (+4,2%), Intel (+2,6%), Google (+2,3% le classe A), Apple (+1,6%), Microsoft (+1%) e Amazon (+1,2%). Tesla segna +0,8% sulla scia dei dati sulle consegne. Arm (+6,5%), tocca nuovi massimi. Microsoft ha da poco presentato il suo nuovo laptop Surface dotato di processori Arm, che secondo i benchmark è più performante del Macbook Air M3 di Apple.
A Wall Street le borse aprono piatte con il Dow Jones che segna -0,1%, l’S&P 500 piatto e il Nasdaq Composite sopra la parità (+0,17%). Giovedì 4 luglio, in occasione dell’Indepence Day, Wall Street è rimasta chiusa.
Dal mercato del lavoro arrivano segnali contrastanti. «Il report è consistente con il softening dei dati sul mercato del lavoro che stiamo vedendo nelle ultime settimane» commenta Martina Daga, economista di AcomeA sgr. A giugno i nonfarm payroll sono stati pari a 206 mila unità, mentre il tasso di disoccupazione è salito al 4,1%, oltre le attese del 4%, e la crescita dei salari medi orari è rallentata al 3,9% annuo. In risposta, i rendimenti a 10 anni dei Treasury scendono leggermente al 4,31%.
Secondo il presidente della Federal Reserve Bank di New York, John Williams, nonostante il recente rallentamento dell’inflazione verso il target del 2% (il pce di maggio è sceso al 2,6%), «abbiamo ancora molta strada da fare per raggiungere il nostro obiettivo del 2% su base continuativa», ha detto venerdì 5 luglio a Mumbai. «Siamo impegnati a portare a termine il lavoro».
Martedì, a Sintra, il governatore della Fed Jerome Powell ha detto che «l'inflazione non tornerà al 2% quest'anno ma forse alla fine dell'anno prossimo o nel 2026, ma stiamo facendo progressi. La politica monetaria è restrittiva e resterà tale».
Ecco cinque azioni da tenere d’occhio venerdì 5 luglio.
Alle 15:30 le azioni Tesla sono piatte (-0,1%). Dopo il dato sulle consegne del secondo trimestre, di 444 mila veicoli contro le attese di 439 mila, il titolo ha invertito la rotta del 2024 e ha ripreso a crescere. A causa del rimbalzo gli short seller hanno bruciato circa 3,5 miliardi di dollari.
Alle 15:30 il titolo Nvidia perde lo 0,5% a 127,6 dollari. La società di chip divenuta leader nel settore dell’intelligenza artificiale ha ripreso a salire in borsa dopo un periodo di assestamento. Nelle ultime settimane l’ad Jensen Huang ha venduto azioni incassando 169 milioni di dollari. Negli ultimi dodici mesi i manager hanno venduto azioni per un totale di 1,1 miliardi di dollari.
Secondo il Financial Times, quest’anno Nvidia potrebbe vendere in Cina chip per l’intelligenza artificiale per 12 miliardi di dollari. I chip in questione sarebbero gli H20, depotenziati per aggirare le sanzioni imposte dal governo americano.
Alle 15:30 le azioni Shell guadagnano l’1,2%. La compagnia petrolifera ha dichiarato venerdì che subirà una svalutazione fino a 2 miliardi di dollari dopo la vendita della sua raffineria di Singapore e la sospensione della costruzione di uno dei più grandi impianti di biocarburanti in Europa, a Rotterdam.
Secondo Bloomberg Shell, TotalEnergies, Bp e Mitsui stanno investendo nella costruzione di un impianto di produzione di gas naturale liquefatto (Gnl) nella raffineria di Ruwais, negli Emirati Arabi Uniti, per aumentare le esportazioni.
Alle 15:30 il titolo Instructure sale del 5,6%. La società di software educativi è nel mirino di Francisco Partners e di Kkr, rivela Reuters. Entrambe le società di private equity stanno per avanzare un’offerta vincolante per acquisire la società.
Alle 15:30 le azioni Macy’s salgono dell’8,8%. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, i due azionisti di minoranza del department store, Arkhouse management e Brigade capital, che starebbero tentando il delisting del gruppo dallo scorso dicembre, negli ultimi giorni avrebbero avanzato una terza offerta di 6,9 miliardi di dollari, corrispondente a 24,8 dollari per azione.
Si tratterebbe di ulteriore aumento dello 0,67%, pari a 300 milioni dollari (277,1 milioni di euro), rispetto alla proposta dello scorso marzo e del 18% rispetto a quella iniziale.