Wall Street chiude in lieve ribasso: Dow Jones -0,1%, S&P500 - 0,2%, Nasdaq -0,1%. L’inflazione cpi a settembre è cresciuta del 2,4%, più del 2,3% atteso. Il dato comunque è inferiore al 2,5% di agosto e rappresenta il valore più basso da oltre tre anni. Mentre l’inflazione core (non considera energia e alimenti, beni volatili) è aumentata al 3,3% dal 3,2% di agosto. Il dato inoltre ha superato le attese (+3,2%). A livello mensile, invece, il valore core è rimasto fermo al +0,3%, sopra il +0,2% stimato.
Alla risalita dei prezzi si sono aggiunti i rinnovati timori sul mercato del lavoro. Nella settimana finita il 5 ottobre le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono salite a 258 mila unità (+33 mila). Il dato è superiore alle 230 mila unità previste e rappresenta un nuovo massimo da 14 mesi.
E attenzione al petrolio: il Wti è salito del 3,7% a 75,96 dollari, spinto dalla crescente domanda di carburante negli Stati Uniti, mentre l'uragano Milton ha colpito duramente la Florida, dalle preoccupazioni per le interruzioni dell'approvvigionamento in Medio Oriente e dalle aspettative di una crescente domanda di energia negli Stati Uniti e in Cina.
Adesso i mercati si chiedono cosa farà la Fed nella riunione del 7 novembre. Dalle minute del vertice di settembre è emerso che tutti i membri erano favorevoli a un taglio e che gli unici dubbi riguardavano l’entità della sforbiciata (alla fine dello 0,5%). Dopo i dati di oggi il Cme FedWatch indica che le probabilità di un nuovo taglio dello 0,25% sono salite dall’80% all’86% (i fed fund sono al 4,75-5%). Segno che la debolezza del mercato del lavoro preoccupa più dell’inflazione. Ecco cinque titoli da monitorare giovedì 10 ottobre.
Alle 15:30 il titolo Tesla cede lo 0,5%. A borsa chiusa la casa automoblistica di Elon Musk dovrebbe alzare il sipario sul prototipo del suo robotaxi. Gli investitori si aspettano che Tesla sveli anche i progressi raggiunti nella guida autonoma e nell’integrazione dell’intelligenza artificiale sulle sue auto.
Alle 15:30 le azioni Delta Air Lines perdono l’1,7%. Eppure la compagnia aerea americana ha dichiarato che i suoi profitti sono in crescita. La società ha diffuso la guidance per il quarto trimestre, che mostra utili rettificati tra 1,6 e 1,85 dollari per azione, più degli 1,28 dollari dell’anno precedente. Il merito è delle prenotazioni consistenti in vista delle vacanze natalizie.
Alle 15:30 il titolo Nike sale dello 0,5%. Truist ha alzato il rating del gigante dell’abbigliamento sportivo da hold a buy. Il motivo? «Gli sforzi a breve termine, come quelli sul marketing, del nuovo management dovrebbero convincere gli investitori sull’arrivo di tempi migliori». Ma la ripresa definitiva è prevista solo nel lungo periodo.
Alle 15:30 le azioni Gxo Logistics guadagnano il 14%. Bloomberg sostiene che la società sta riflettendo su un’offerta di acquisto che le sarebbe pervenuta. Gxo Logistics (spin off del big dei trasporti Xpo) ne starebbe discutendo con dei consulenti finanziari e non ha ancora preso una decisione definitiva. Dopo la diffusione dell’indiscrezione la capitalizzazione dell’azienda di logistica è scesa a 6,1 miliardi.
Alle 15:30 il titolo 10x Genomics cede quasi il 30%. La società di biotecnologia ha previsto un calo dei ricavi, che nel terzo trimestre dovrebbero scendere a 151,7 milioni (-1%). Secondo il ceo Serge Saxonov i cambiamenti che 10x Genomics ha subito nei suoi processi commerciali e nell’organizzazione sono stati «più dirompenti del previsto, soprattutto nelle Americhe». (riproduzione riservata)