Seduta debole a Wall Street, dove il Dow Jones ha chiuso in ribasso dello 0,7%, lo S&P500 dello 0,5% e il Nasdaq dello 0,2%. Si tratta della seconda chiusura consecutiva in rosso. E tutti già si domandano se non sia il segnale della fine del rally. Se ne saprà di più domani, quando il presidente della Fed, Jerome Powell interverrà alla Commissione servizi finanziari della Camera. Gli investitori sono ansiosi di scoprire se la banca centrare prolungherà lo stop deciso a giugno oppure se opterà per un nuovo rialzo dei tassi a luglio.
Improvvisa impennata del bitcoin, che alla chiusura di Wall Street guadagnava il 4,9% a 27.963 dollari dopo aver toccato un massimo di giornata a 28.150 dollari. Forse comincia a farsi sentire l’effetto finanza tradizionale, che sembra intenzionata a entrare sul serio nel mondo cripto, ora che la maggior parte dei pionieri si trova in gravi difficoltà soprattutto dal punto di vista delle regole (in particolare Binance). È notizia di oggi che Deutsche Bank ha richiesto una licenza alle autorità regolamentari della Germania per la custodia degli asset digitali. Sempre oggi una nuova borsa cripto, sostenuta da Charles Schwab, Fidelity Digital Assets e Citadel Securities ha annunciato di essere attiva da diverse settimane offrendo trading di bitcoin ed ether. Ma soprattutto il mercato sta cominciando a vedere con ottimismo la richiesta fatta qualche giorno fa da BlackRock alla Sec di approvare un Etf basato sul prezzo spot del bitcoin.
Wall Street recupera ma resta sotto la parità. Alle 19:00 il Dow Jones cede lo 0,6%, l’S&P 500 lo 0,4% e il Nasdaq lo 0,1%. Per il Washington Post Amazon (+0,52%) è finita al centro di un’indagine del senatore Bernie Sanders per la sicurezza dei suoi dipendenti. Secondo l’indiscrezione Sanders avrebbe inviato all’ad Andy Jassy una lettera in cui sostiene che le condizioni di lavoro nei magazzini sono «particolarmente pericolose». Amazon ha replicato con il portavoce Steve Kelly: «Negli ultimi quattro anni abbiamo investito più di 1 miliardo in iniziative per la sicurezza e continueremo a farlo perché nulla è più importante della sicurezza dei nostri dipendenti».
Al Congresso è attesa anche per il discorso di Jerome Powell. In attesa che il banchiere centrale fornisca nuove indicazioni sulle prossime mosse della Fed, i rendimenti dei Treasury sono in calo: il decennale scende al 3,713% e il biennale al 4,678%. I dati macro forti sull’immobiliare (leggi sotto) potrebbero alimentare le prospettive di un ulteriore rialzo nella riunione di luglio, dopo che nel meeting di giugno la banca centrale ha optato per una pausa.
Wall Street prosegue la seduta sotto la parità. Alle 17:00 il Dow Jones perde lo 0,8%, l’S&P 500 lo 0,7% e il Nasdaq lo 0,6%. Gli indici americani attendono il discorso del presidente della Fed, Jerome Powell, al Congresso (vedi sotto). Giornata nera per Alibaba che cede il 4,5% dopo le dimissioni del ceo (leggi giù). Microsoft perde invece l’1,5% e anche le altre Big Tech scambiano poco sotto la parità.
In particolare, Alphabet cede lo 0,6% dopo che Gannett Corporation, l’editore di Usa Today, ha intentato una causa federale per monopolio nei mercati delle tecnologie pubblicitarie e pratiche commerciali ingannevoli. In merito Dan Taylor, vp di Google Ads ha dichiarato a MF-Milano Finanza: «Queste affermazioni sono semplicemente sbagliate. Gli editori hanno molte opzioni tra cui scegliere quando si tratta di utilizzare la tecnologia pubblicitaria: infatti, Gannett stesso utilizza decine di servizi pubblicitari in concorrenza tra loro, incluso Google Ad Manager. E quando gli editori scelgono di utilizzare gli strumenti di Google, trattengono la stragrande maggioranza delle entrate. Mostreremo in tribunale in che modo i nostri prodotti pubblicitari avvantaggiano gli editori e li aiutano a monetizzare i loro contenuti online».
A Wall Street spiccano invece PayPal (+2,7%) dopo la vendita di un pacchetto di crediti a Kkr (leggi sotto) e Tesla. La casa di Elon Musk si gode il successo della sua rete di ricarica (+1,4%): dopo Ford e General Motors, anche Hyundai sta valutando di chiedere l’accesso alle colonnine Tesla.
Wall Street apre la seduta in rosso. Alle 15:30 il Dow Jones cede lo 0,6%, l’S&P 500 lo 0,45% mentre il Nasdaq è piatto. Le borse Usa sono in attesa del discorso del presidente della Fed, Jerome Powell, che mercoledì 21 giugno interverrà alla Commissione servizi finanziari della Camera. Gli investitori sono ansiosi di scoprire se la banca centrare prolungherà lo stop deciso a giugno oppure se opterà per un nuovo rialzo dei tassi a luglio.
A maggio il numero di nuovi cantieri edili negli Stati Uniti continua il trend positivo di aprile, che aveva interrotto la serie negativa iniziata a settembre. L’indice che misura l’avvio di nuovi cantieri registra un balzo del 21,7% rispetto al mese precedente. Il valore batte il consenso, che si aspettava un ribasso dello 0,8%. Su base annua, inoltre, si registra un ribasso del 12,7%. I permessi per le costruzioni segnano invece una crescita del 5,2% a 1,491 milioni di unità. Rispetto a maggio 2022 il dato sale del 18,5%.
In attesa delle parole di Powell, il dollaro resta bloccato. L’incertezza su un nuovo aumento dei tassi tiene il cambio euro-dollaro a 1,0922 (+0,01%). Soffre il petrolio: il prezzo del Brent scende dello 0,35% e quello del Wti dell’1,15%. Infine, il rendimento del Treasury decennale resta stabile: è al 3,73% (-0,039). Ecco cinque titoli da tenere sotto controllo martedì 20 giugno.
Alle 15:30 il titolo Adobe cede l’1%. La software house è finita sotto la lente dell’Antitrust Ue per l’acquisizione da 20 miliardi di dollari di Figma, una piattaforma cloud-based, annunciata a settembre 2022. L’indagine dell’authority avrebbe l’obiettivo di evitare che Adobe diventi monopolista nel mercato del design digitale. L’Antitrust Ue starebbe per lanciare un’investigazione formale, che dovrebbe iniziare già nel 2023, per accertare che l’operazione non vada a colpire l’innovazione nel settore e non porti a prezzi troppo elevati.
Alle 15:30 le azioni Alibaba perdono quasi il 4%. Dopo otto anni Daniel Zhang lascia la guida del gruppo quotato a Hong Kong e a Wall Street e fondato da Jack Ma. Zhang era amministratore delegato e presidente, poltrone in cui era subentrato a Ma. Secondo quanto comunicato dalla stessa Alibaba il suo ruolo come presidente sarà ricoperto dal prossimo 10 settembre dall’attuale vicepresidente esecutivo, Joseph Tsai. Mentre le deleghe di amministratore passeranno a Eddie Yongming Wu, presidente del gruppo Taobao e Tmall di Alibaba.
Alle 15:30 il titolo PayPal guadagna il 2%. Il colosso dei pagamenti ha raggiunto un accordo con Kkr per l’acquisto di fino a 40 miliardi di euro di crediti da prestiti con la modalità Buy now pay later erogati in Europa. La mossa segnala la popolarità del metodo di pagamento dilazionato su pochi mesi, ma anche le difficoltà in cui si trova il settore dopo il repentino aumento dei tassi d’interesse e il potere d’acquisto eroso dall’inflazione dei consumatori.
Alle 15:30 le azioni Alphabet salgono dello 0,4%. La Big Tech è alla ricerca di fornitori in India per spostare parte della produzione dei propri smartphone Pixel dalla Cina. In questo modo la società vorrebbe evitare nuovi blocchi alla produzione. A maggio il ceo di Alphabet, Sundar Pichai, ha ospitato il ministro della tecnologia indiano Ashwini Vaishnaw nella sede dell’azienda a Mountain View, in California. La conversazione è ruotata attorno alla spinta alla produzione indiana.
Alle 15:30 il titolo AT&T perde lo 0,75%. Il cfo della tlc, Pascal Desroches, ha lasciato intendere che il business della società si sta rivelando più debole del previsto. AT&T ha aggiunto circa 300 mila nuovi clienti nel secondo trimestre, al di sotto dei 476 mila previsti. Inoltre, commentando l’indiscrezione che vede Amazon pronta a offrire servizi di telefonia mobile ai membri di Prime, Desroches ha affermato che l’industria wireless «non ha incentivi a lavorare» con il gigante dell’e-commerce. (riproduzione riservata)