Wall Street chiude positiva: Dow Jones +0,6%, S&P500 +1%, Nasdaq +1,4%. Chiudono in forte ribasso i prezzi del petrolio, in risposta ai progressi diplomatici verso una possibile tregua a Gaza e per i timori di un indebolimento della domanda, in particolare dalla Cina. A New York il prezzo del greggio con consegna a settembre sul Wti è sceso a 74,3 dollari al barile, con un calo di quasi il 3%. Sul Brent il prezzo a barile con consegna a ottobre è sceso del 2,5%, chiudendo a 77,6 dollari
Nel mese di luglio, il leading index, un indice che ha lo scopo di anticipare l'andamento del ciclo economico, è sceso dello 0,6% dopo il calo dello 0,2% di giugno, ha riportato il Conference Board. Gli economisti avevano previsto un calo dello 0,3%. «Questi dati continuano a suggerire venti contrari alla crescita economica in futuro», ha dichiarato Justyna Zabinska-La Monica, senior manager del Conference Board. «Si prevede che la crescita del pil reale degli Stati Uniti rallenterà nei prossimi trimestri, poiché i consumatori e le imprese continueranno a tagliare le spese e gli investimenti».
Mercoledì sera, invece, si attende il verbale della riunione della Fed del 31 luglio, in anticipazione della conferenza della banca centrale a Jackson Hole.
Wall Street prosegue la seduta in rialzo. Alle 17:30 il Dow Jones sale dello 0,5%, mentre S&P 500 e Nasdaq guadagnano lo 0,4%. Sulle borse americane sale l’attesa per il simposio di Jackson Hole: gli investitori aspettano il discorso del presidente della Fed, Jerome Powell, per capire se a settembre la banca centrale americana taglierà per la prima volta i tassi. Secondo il Cme FedWatch la sforbiciata ci sarà e sarà di 50 punti base. Un secondo taglio da 25 punti base dovrebbe seguire a novembre, mentre non è detto che un quarto taglio della stessa entità arrivi a dicembre.
In ogni caso i fed fund scenderanno dall’attuale 5,25/5,5%, massimo da oltre vent’anni. Ecco perché l’euro si è rafforzato sul dollaro (il cambio è salito a quota 1,107, +0,4%) e anche il rendimento del Treasury decennale è sceso al 3,85%. Il sempre più probabile calo dei tassi ha spinto anche l’oro, che ha toccato nuovi massimi sopra i 2.500 dollari l’oncia: il metallo prezioso non dà rendimenti, quindi beneficia dalla normalizzazione delle politiche monetarie.
Wall Street apre la seduta in leggero rialzo. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,3%, S&P 500 dello 0,2% e il Nasdaq è piatto. Le borse americane arrivano da una settimana di rialzi durante la quale S&P 500 ha guadagnato il 3,9% (migliore settimana del 2024), il Dow Jones il 2,9% e il Nasdaq il 5,2%. Gli investitori hanno dimenticato i timori sull’economia statunitense dopo la serie di dati macro rassicuranti (prezzi alla produzione, inflazione, vendite al dettaglio) e così Goldman Sachs ha abbassato le probabilità di recessione negli Stati Uniti dal 25% al 20%.
La settimana si apre anche con la prima giornata della convention democratica a Chicago. Ma l’appuntamento più atteso dai mercati è il vertice dei bancheri centrali a Jackson Hole, che inizierà giovedì 22 agosto. I mercati si aspettano quattro sforbiciate dalla Fed entro dicembre, che dovrebbero portare i fed fund al 4,25/4,5%. Adesso i tassi d’interesse negli Usa sono al 5,25/5,5%, ai massimi da oltre vent’anni. Ecco cinque titoli da monitorare lunedì 19 agosto.
Alle 15:30 il titolo Amd sale del 2,3%. Il gigante americano dei semiconduttori acquisirà il produttore di server per 4,9 miliardi. L’obiettivo di Amd è espandere il suo portafoglio di chip e hardware per l’intelligenza artificiale e così sfidare Nvidia. Gli ingegneri di Zt Systems consentiranno di testare e distribuire più rapidamente le unità di elaborazione grafica (gpu) basate sull’Ai.
Alle 15:30 le azioni Estée Lauder cedono il 2%. Fabrizio Freda non sarà più ceo dalla fine dell’esercizio 2025. Il manager italiano alla guida del gigante beauty dal 2009 andrà in pensione ma rimarrà disponibile anche nel 2026 come consulente. Altra brutta notizia: Estée Lauder prevede profitti e vendite annuali inferiori alle stime a causa del calo della domanda sul mercato globale della bellezza, soprattutto in Cina.
Alle 15:30 il titolo General Motors è piatto. La casa automobilistica americana licenzierà più di mille dipendenti delle unità specializzate nei software e nell’assistenza. «Mentre costruiamo il futuro di Gm, dobbiamo semplificare per ottenere velocità ed eccellenza, fare scelte coraggiose e dare priorità agli investimenti che avranno il maggiore impatto», spiega Gm in una nota. Secondo Cnbc circa 600 licenziamenti colpiranno il campus tecnologico vicino a Detroit.
Alle 15:30 le azioni Starbucks perdono l’1%. La catena di caffè americana ha incaricato il nuo ceo, Brian Niccol, di risolvere i problemi della sua app. Le vendite di Starbucks sono state rallentate proprio dal numero eccessivo di ordini arrivati via mobile, che la società non è riuscita a gestire. Da Chipotle Mexican Grill, la catena di ristoranti guidata da Niccol negli ultimi anni, gli ordini online invece vanno a gonfie vele e garantiscono il 35% dei ricavi grazie a promozioni allettanti e corsie separate per la loro preparazione.
Alle 15:30 il titolo Icahn Enterprises è piatto. L’equivalente della Consob italiana, la Securities and Exchange Commission (Sec), ha accusato Carl Icahn di aver nascosto miliardi di prestiti garantiti da azioni Iep per un valore di circa 5 miliardi. L’investitore attivista e Icahn Enterprises pagheranno una multa da 2 milioni che gli permetterà di non ammettere né negare l’illecito. (riproduzione riservata)