Wall Street chiude in rosso in attesa del discorso di domani del presidente della Federal Reserve Jerome Powell a Jackson Hole: Dow Jones -0,4%, S&P500 -0,9%, Nasdaq -1,7%. Powell ha l’arduo compito di abbassare l’inflazione senza portare gli Stati Uniti in recessione. Ce la farà?
Il Dipartimento del Commercio ha dichiarato che le vendite al dettaglio sono aumentate dell'1% il mese scorso, dopo un calo dello 0,2% rivisto al ribasso a giugno. È stata inoltre diffusa la notizia che 227 mila americani hanno richiesto il sussidio di disoccupazione la scorsa settimana, meno dei 235 mila previsti. Le vendite di case esistenti, infine, sono salite per la prima volta in cinque mesi a 3,95 milioni di unità.
I dati hanno ripristinato la fiducia che era stata scossa da un rapporto sull'occupazione sorprendentemente debole un paio di settimane fa e rafforzato il quadro di miglioramento dell'inflazione emerso dai dati di luglio pubblicati questa settimana.
Wall Street apre la seduta poco sopra la parità. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,2%, l’S&P 500 dello 0,3% e il Nasdaq dello 0,4%. Le borse americane attendono fiduciose il discorso di Jerome Powell da Jackson Hole, il vertice dei banchieri centrali. Il presidente della Fed parlerà domani 23 agosto, ma un preludio alle sue dichiarazioni è arrivato ieri, 21 agosto, dalle minute della banca centrale americana.
Dai verbali è emerso che la maggior parte dei membri della Fed è favorevole a un taglio dei tassi a settembre. I fed fund ora sono al 5,25-5,5%, ai massimi da oltre vent’anni. I mercati si chiedono però a quanto ammonterà la sforbiciata: secondo il Cme FedWatch i tassi scenderanno dell’1% entro dicembre.
I dati macro aiuteranno a capire che strada seguirà la Fed. Oggi, 22 agosto, i pmi di S&P Global evidenziano la tenuta del settore dei servizi ad agosto, con l’indice salito a 55,2 punti dai 55 di luglio. Il valore ha superato il consenso, che aveva indicato un calo a 54 punti.
Tutt’altra storia nel comparto manifatturiero: il pmi è sceso a 48 punti dai 49,6 punti di luglio, rimanendo sotto i 50 punti che separano la crescita dalla contrazione economica. In questo caso le previsioni erano di 49,5 punti. Così il pmi composito si è ridotto a 54,1 punti dai 54,3 punti di luglio. Il dato è comunque superiore ai 53,2 punti stimati dagli analisti.
L’altro importante dato macro di giornata è quello sulle nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. Nella settimana conclusa il 17 agosto le domande sono salite oltre le attese, a 232 mila unità. Il valore è più alto delle 228 mila unità precedenti e delle 230 mila stimate dagli analisti. Il mercato del lavoro sembra raffreddarsi, una considerazione che potrebbe indurre la Fed ad accelerare con i tagli. Ecco cinque titoli da monitorare giovedì 22 agosto.
Alle 15:30 il titolo Paramount Classe A sale dello 0,6%. Si infiamma la sfida per il gigante dell’intrattenimento. L’imprenditore Edgar Bronfman Jr., ex ceo di Warner Music, ha alzato a 6 miliardi l’offerta per strappare National Amusements, la holding della famiglia Redstone che controlla Paramount, a Skydance Media. La prima proposta di Bronfman era di 4,3 miliardi.
Alle 15:30 le azioni Vector Group cedono lo 0,2%. La quarta più grande azienda di tabacco degli Usa sarà acquisita da Japan Tobacco per 2,4 miliardi (15 dollari per azione). L’operazione permetterà alla compagnia giapponese di rafforzarsi sul mercato americano, il secondo più grande al mondo dopo la Cina. Con questa mossa Japan Tobacco triplicherà la sua quota negli Stati Uniti, passando dal 2,3% a circa l’8%.
Alle 15:30 il titolo Snowflake perde il 10,8%. Nel secondo trimestre la società di software ha battuto le attese sui profitti e sui ricavi (829,3 milioni vs 808,4 milioni) e ha alzato le previsioni sul fatturato del 2024 (3,36 miliardi da 3,3 miliardi) grazie ai maggiori clienti attirati sulla sua piattaforma cloud, potenziata con l’AI. Il titolo però soffre perché, secondo gli analisti, la crescita dei ricavi non è accompagnata da quella dei margini.
Alle 15:30 le azioni Urban Outfitters cedono il 12%. Il rivenditore di abbigliamento paga i risultati di bilancio contrastanti. Nel secondo trimestre il gruppo ha registrato un balzo sia sul fronte del fatturato, cresciuto a 1,35 miliardi (+6,3%), che dell’utile per azione, aumentato a 1,24 dollari. Entrambi i dati hanno battuto le attese (utile per azione di 1 dollaro e ricavi di 1,34 miliardi). Ma le vendite dei negozi a marchio Urban Outfitters sono scese del 9,3%, più delle previsioni. Gli analisti avevano stimato un calo dell’8,3%.
Alle 15:30 il titolo Peloton balza del 17%. Nel quarto trimestre la società di attrezzature sportive tech è riuscita a far crescere i ricavi per la prima volta dopo nove trimestri. Il fatturato di Peloton è salito da 642,1 a 643,6 milioni, sopra i 631 milioni attesi dal consenso. Anche la perdita è migliorata ed è scesa da 68 a 8 centesimi per azione, meno dei 17 centesimi previsti dagli analisti. (riproduzione riservata)