Wall Street chiude in rialzo dopo la pubblicazione delle minute della Fed: Dow Jones +1%, S&P 500 +0,7% e tocca il nuovo record a 5.792 punti, Nasdaq +0,6%. Nei verbali della riunione di settembre si legge che i membri della banca centrale americana erano convinti di voler abbassare i tassi. L’unico dubbio riguardava l’entità della sforbiciata, alla fine dello 0,5% per via delle preoccupazioni sulla tenuta del mercato del lavoro. Alcuni banchieri centrali, invece, erano più concentrati sull’inflazione e speravano in un taglio più contenuto, dello 0,25%. Alla fine hanno vinto i membri favorevoli a un taglio jumbo, che ha dato nuova linfa ai mercati.
Poco prima della chiusura è arrivata la notizia della morte dell'imprenditore indiano Ratan Tata, che ha trasformato il gruppo che porta il suo nome in un conglomerato globale. Aveva 86 anni.
Wall Street prende tono e prosegue la seduta in rialzo. Alle 17:30 il Dow Jones sale dello 0,8% e il Nasdaq dello 0,5%. L’S&P 500 guadagna invece lo 0,6% e mette a segno un nuovo record grazie alla spinta dei titoli tech. Tra di loro spicca Super Micro Computer, che cresce del 7%, mentre Microsoft, Amazon e Apple salgono dell’1%.
Wall Street così riesce a recuperare dopo le difficoltà di inizio ottobre, provocate dalla delusione per il mancato annuncio di nuovi sostegni all’economia in Cina e prima ancora dalle tensioni in Medio Oriente. Nei giorni passati il conflitto tra Israele e Hezbollah aveva infiammato i prezzi del petrolio, che sono scesi (Brent e Wti -0,8%) dopo i nuovi dati in arrivo dagli Usa. Le riserve di greggio statunitensi sono aumentate più delle attese, dato che implica una maggiore debolezza della domanda di petrolio.
Wall Street apre la seduta debole. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,2% e l’S&P 500 dello 0,1%, mentre il Nasdaq è piatto. Le borse americane attendono i verbali dell’ultima riunione della Fed, che saranno diffusi in serata. Dalle minute potrebbero emergere dei nuovi indizi sulle mosse della banca centrale americana nella riunione del 7 novembre. L’economia statunitense resta tonica, così il Cme FedWatch ha iniziato a scommettere su un taglio dello 0,25% (ora i fed funds sono al 4,75-5%) invece di uno più deciso dello 0,5%.
Per i mercati, insomma, si prospetta un no landing (cioè niente recessione e nemmeno crescita solo modesta). Uno scenario che spingerebbe gli investitori a puntare più sulle azioni che sulle obbligazioni. Non è un caso allora che il rendimento del Treasury decennale abbia superato il 4% al posto di scendere per i possibili nuovi tagli. E di conseguenza anche il dollaro si è rafforzato: il cambio euro-dollaro è sceso a quota 1,0954 (-0,24%). Nessuna novità rilevante invece dal petrolio (Brent e Wti -0,5%), che nelle ultime sedute si è riacceso per le tensioni in Medio Oriente. Ecco cinque titoli da monitorare mercoledì 9 ottobre.
Alle 15:30 il titolo Alphabet classe A cede lo 0,1%. Lo spezzatino di Google non è più solo una remota ipotesi. Il Dipartimento di Giustizia (Doj) degli Usa potrebbe ordinare alla big tech di cedere alcune attività, come il browser Chrome e il sistema operativo Android, con cui avrebbe instaurato un monopolio illegale nella ricerca online. Se le cose andassero così sarebbe il primo tentativo di spezzettare una big tech dopo quello nei confronti di Microsoft a inizio anni Duemila.
Alle 15:30 le azioni Boeing perdono il 3%. S&P Global Ratings potrebbe declassare il rating del produttore di aerei a junk (spazzatura) a causa dello sciopero dei dipendenti. Nel 2024 la protesta potrebbe bruciare circa 10 miliardi di liquidità e ostacolare la produzione di 38 jet 737 Max al mese, obiettivo fissato dalla società per metà 2025. I sindacati chiedono un incremento dello stipendio del 40%, richiesta non accettata da Boeing che ha interrotto i negoziati e ritirato la sua proposta di un aumento del 30%.
Alle 15:30 il titolo Arcadium Lithium sale del 30%. Rio Tinto ha raggiunto un accordo per acquisire il produttore americano di litio per circa 6,7 miliardi. Così Rio Tinto diventerà il terzo fornitore al mondo di litio, metallo utilizzato in diversi prodotti come le batterie per auto ibride e gli elettrodomestici. L’acquisizione però non è priva di rischi: l’industria del litio deve affrontare un eccesso di offerta unita al calo delle vendite di veicoli elettrici. Un mix che sta facendo scendere i prezzi e costringendo le miniere a fermare o rallentare la produzione.
Alle 15:30 le azioni Tesla cedono l’1,5%. Eppure a settembre le vendite della casa automobilistica di Elon Musk in Cina sono salite del 19,2% annuo grazie agli incentivi concessi ai potenziali acquirenti. In questo modo, tra luglio e settembre, Tesla ha registrato una crescita del 12% nelle consegne di veicoli elettrici prodotti in Cina, il primo incremento trimestrale del 2024. Una boccata d’ossigeno per Musk, che deve fronteggiare la concorrenza agguerrita dei rivali locali. Soprattutto Byd, che a settembre ha messo a segno il suo mese migliore, con un aumento del 45,56% su base annua.
Alle 15:30 il titolo GitLab sale dell’8%. La piattaforma web si gode l’avvio della copertura da parte di Morgan Stanley, che le ha assegnato un rating overweight. Secondo gli analisti della banca d’affari, dopo decenni di frammentazione, GitLab è diventato un player chiave sul mercato, che ha consolidato grazie ai suoi numerosi prodotti, in grado di coprire l’intera pipeline di distribuzione del software. (riproduzione riservata)