L'indice S&P 500 ha guadagnato lo 0,62%, chiudendo a 5.509 punti e segnando la sua prima chiusura sopra la soglia 5.500, dopo che Powell ha sottolineato i progressi nel calo dell’inflazione. Il Nasdaq
è balzato invece dello 0,84% per attestarsi a 18.029. Entrambi gli indici hanno chiuso a livelli record, sostenuti da un balzo del 10% di Tesla, sulla scia dei dati sulle vendite del secondo trimestre, migliori delle attese. Infine il Dow Jones è salito dello 0,41%, chiudendo a 39.332 punti.
Tesla ha registrato un calo delle consegne del 4,8% nel secondo trimestre, per un totale di 443.956 unità, che hanno comunque superato le aspettative del mercato.
Il produttore di auto elettriche ha segnalato, inoltre, la produzione di 410.831 unità, in calo del 14% rispetto a un anno prima. Delle 386.576 Model 3 e Y prodotte, il marchio guidato da Elon Musk ha consegnato 422.405 esemplari. Per tutti gli altri modelli, Tesla indica una produzione di 24.255 unità e 21.551 consegne.
Fra le altre blue chip, Nvidia è scesa dell'1,3%, dopo aver guadagnato circa il 147% nel 2024. Anche il gruppo farmaceutico Eli Lilly, un altro vincitore della prima metà dell'anno, ha lasciato sul terreno lo 0,8%.
Nel frattempo sul fronte delle elezioni Usa, il portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, ha dichiarato che presidente Usa Joe Biden non soffre di Alzheimer o demenza senile. "Questo presidente ha lavorato moltissimo per il popolo americano, come vicepresidente, come senatore" ha aggiunto.
Prosegue poco mossa la seduta a Wall Street. Alle 19:30 il Dow Jones è piatto mentre S&P 500 sale dello 0,25% e il Nasdaq dello 0,52%. In lieve calo il petrolio Wti, a 83,22 dollari al barile (-0,10%), stabile il Brent a 86,60 usd. Il cambio euro-dollaro è rimasto fermo a quota 1,0734. Il rendimento del Treasury decennale invece è sceso al 4,45%
Parlando da Sintra, in occasione del Central Banking Forum, il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha confermato l’atteggiamento cauto della Fed in merito all’andamento dell’inflazione, pur riconoscendo i progressi fatti.
«Abbiamo fatto significativi progressi nel riportare l’inflazione al nostro obiettivo» del 2%, con l’ultima lettura negli Stati Uniti che «suggerisce che stiamo tornando sul sentiero della disinflazione». Tuttavia, il Fomc vuole una maggiore fiducia sul movimento dell'inflazione verso il target «in modo sostenibile prima di iniziare il processo di riduzione o allentamento della politica». Gli occhi del mercato sono ora puntati sulla pubblicazione delle minute dell’ultima riunione del Fomc, attese mercoledì 3 luglio alle 20:00.
Wall Street prosegue la seduta fiacca. Alle 17:30 il Dow Jones è piatto mentre S&P 500 sale dello 0,1% e il Nasdaq dello 0,2%. Sulle borse americane cresce il nervosismo in attesa dei verbali della Fed, che saranno pubblicati domani 3 luglio. La curiosità degli investitori potrebbe essere stata soddisfatta da Jerome Powell, che ha tenuto un discorso al vertice dei banchieri centrali di Sintra (Portogallo).
Il presidente della Fed si è detto soddisfatto dei progressi sull’inflazione, ma ha spiegato che ne serviranno altri prima di ridurre i tassi. Insomma, Powell ha bisogno di maggiore fiducia sul trend deflazionistico anche se è consapevole dei rischi: «Sappiamo che se taglieremo troppo presto potremmo compromettere il buon lavoro fatto finora e che se lo faremo troppo tardi potremmo indebolire inutilmente la ripresa e l’espansione».
Il banchiere centrale inoltre ha chiarito che gli Usa «prima o poi dovranno fare qualcosa sul deficit», che ha raggiunto un livello «non sostenibile». L’occupazione invece è «piena», come confermano i dati di oggi 2 luglio. A maggio il numero delle offerte di lavoro è salito a 8,14 milioni (+221 mila unità rispetto al mese precedente), dato che ha battuto il consenso (7,91 milioni).
Wall Street apre la seduta contrastata. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,1% mentre S&P 500 cede lo 0,2% e il Nasdaq lo 0,3%. In settimana le borse americane chiuderanno giovedì 4 luglio per il giorno dell’indipendenza. Il giorno prima invece gli occhi dei mercati saranno puntati sui verbali dell’ultima riunione della Fed. Gli investitori saranno influenzati dalle parole messe nero su bianco dai banchieri centrali e cercheranno di capire quando arriverà la prima sforbiciata ai tassi d’interesse, che restano al 5,25-5,5%, ai massimi da oltre vent’anni.
Le prossime sedute saranno ricche anche di dati sull’occupazione, altro fattore molto osservato dalla Fed. Ma né il presidente Jerome Powell né l’omologa europea Christine Lagarde dovrebbero annunciare un taglio a luglio. Così il cambio euro-dollaro è rimasto fermo a quota 1,074. Il rendimento del Treasury decennale invece è sceso al 4,42% mentre il petrolio scambia in leggero rialzo (Brent e Wti +0,4%). Ecco cinque titoli da monitorare martedì 2 luglio.
Alle 15:30 il titolo Tesla sale del 5%. Nel secondo trimestre la casa di Elon Musk ha prodotto 410.831 veicoli e ne ha consegnati 443.956. Quest’ultimo dato è più alto delle stime di Wall Street ma è più basso del 4,8% rispetto ai valori dell’anno precedente. In Cina la rivale Byd ha consegnato 426.039 mezzi elettrici (+21%) e sta continuando a colmare il divario con Tesla.
Alle 15:30 le azioni Paramount classe A crescono dell’1,5%. Continua la saga per la vendita del gigante americano dell’intrattenimento. I dirigenti della società vorrebbero fondere Paramount+ con un’altra piattaforma di streaming. Secondo indiscrezioni Warner Bros. Discovery (proprietaria di Max) è interessata alla proposta perché pensa che l’alleanza tra i due colossi americani li renderà in grado di sfidare Disney e Netflix.
Alle 15:30 il titolo Goldman Sachs cede lo 0,2%. La banca americana si riaffaccia sul mercato obbligazionario retail italiano con un bond della durata di 12 anni e con un rendimento decrescente che parte dall’8,5%, passa al 4% il terzo e quarto anno, al 2,5% dal quinto all’ottavo e all’1,5% dal nono al dodicesimo. Per acquistare il titolo, il cui ammontare totale è di 80 milioni di euro, basta un taglio minimo di 100 euro (Isin XS2829752620). L’idea è quella di dare subito agli investitori la fetta principale del rendimento, per arrivare alla scadenza del bond con una cedola minima.
Alle 15:30 le azioni Novo Nordisk perdono il 4%. Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e il senatore Bernie Sanders hanno chiesto al gigante farmaceutico europeo di ridurre i prezzi dei suoi farmaci per la perdita di peso e il diabete. Moderna (+1%) invece si è aggiudicata un progetto da 176 milioni per promuovere lo sviluppo del vaccino antinfluenzale basato su mRna.
Alle 15:30 il titolo Rivian sale del 4,3%. Nel secondo trimestre la casa di auto elettriche ha prodotto 9.612 veicoli all’interno dell’impianto di Normal, Illinois. La società ha consegnato 13.790 veicoli e ha mantenuto la previsione di 57 mila veicoli costruiti nell’intero anno. Nei giorni passati le azioni Rivian sono cresciute anche grazie alla mossa di Volkswagen, che ha investito 5 miliardi per accedere al software della startup americana. (riproduzione riservata)