Si tinge di rosso nel finale il colore dell’indice Dow Jones (-0,68%) poco sotto i 34 mila punti. Nasdaq leggermente positivo (+0,4%).
Nel 2024 i tassi monetari Usa scenderanno ma dopo 2 ulteriori rialzi nel 2023. Wall Street digerisce la decisione della Fed e l’annuncio delle sue prossime mosse. Mentre Jerome Powell spiegava le motivazioni della strategia della banca centrale Usa, però, le azioni hanno cominciato a scendere.
Quello che non piace al mercato è che la strada dei rialzi si conferma ancora lunga da percorrere. Si arriverà secondo le attese a un tasso finale del 5,6% entro la fine del 2023. Ci saranno almeno due aumenti di 0,25 punti, ma uno dei due potrebbe essere dello 0,50%. Lo si deduce anche dal documento compilato dai diversi membri del comitato dei banchieri Usa.
Aumentate le previsioni per gli anni futuri, il 4,6% nel 2024 e il 3,4% nel 2025. In aumento alle precedenti stime del 4,3% e del 3,1%. Le letture per l’anno futuro implicano che la Fed inizierà a tagliare i tassi di un intero punto percentuale nel 2024.
Non è una decisione chiara, ha detto uno strategist di Wall Street mostrando di non gradire l’approccio stop & go. Resta il fatto che il mercato azionario rimane improntato alla cautela. Nelle ultime settimane del resto gli indici hanno riguadagnato posizioni importanti verso le soglie di resistenza.
Sul fronte economico gli ultimi dati sui marchi al dettaglio statunitensi che vendono online in Cina sono buoni, ma non eccezionali, affermano gli analisti di UBS in una ricerca. L'indice del valore della merce lorda online in Cina è aumentato del 75% a maggio rispetto a un anno fa e ha migliorato di 1070 punti base rispetto ad aprile, ma ciò è dovuto a facili confronti, aggiungono gli analisti.
Per il mese di maggio, il tasso di crescita GMV è stato guidato da Crocs, che è salito del 336%, Nike, in aumento del 65%, Ralph Lauren, in aumento del 57%, Victoria's Secret, in aumento del 54%, Calvin Klein, in aumento del 21% e Lululemon, in aumento del 18%, aggiunge UBS.
"La riapertura della Cina è stata positiva, ma forse non è stata un fattore di vendita così grande come alcuni speravano", affermano gli analisti.
L’S&P 500 guadagna invece lo 0,3%, mentre il Nasdaq sale dello 0,4%. Sul listino tecnologico Tesla cede lo 0,2%. La casa di Elon Musk ha aumentato di 250 dollari il prezzo della Model Y negli Stati Uniti. L’auto costa ora 47.740 dollari, mentre i prezzi delle altre varianti sono rimasti invariati. Si tratta del terzo rialzo per la Model Y dal 19 aprile.
In attesa della decisione della Fed sui tassi (verrà comunicata alle 20:00), arrivano i dati sulle richieste di mutui. L’indice Market Composite della Mortgage Bankers Association (Mba) mostra un aumento del 7,2% delle richieste rispetto alla settimana precedente, mentre il mutuo a tasso fisso a 30 anni scende al 6,77%. Gli acquirenti sperano in prospettive migliori in futuro, soprattutto se la Fed deciderà di non alzare i tassi tra circa un’ora. Nel frattempo, la quota di rifinanziamento delle domande di mutuo aumenta del 6% rispetto alla settimana precedente, ma diminuisce di oltre il 40% rispetto all’anno prima.
Wall Street prosegue la seduta contrastata in attesa della Fed. Alle 17:00 il Dow Jones scende dello 0,3%. Sono sopra la parità, invece, sia l’S&P 500 (+0,4%), che il Nasdaq (+0,5%). Sul listino tecnologico si distingue Amd, che sale (+2%) perché Amazon (piatto) starebbe valutando di acquistare i suoi chip. Bene anche Microsoft e Meta (+1%). Dopo un’ora dall’avvio della seduta arrivano i dati sulle scorte di petrolio negli Stati Uniti: le riserve crescono e alimentano i timori sulla domanda. E di conseguenza il prezzo del greggio perde slancio: il Brent perde lo 0,2% e il Wti sale solo dello 0,1%.
Nel dettaglio, le scorte settimanali di greggio Usa sono pari a 467,124 milioni di barili, in aumento di 7,919 milioni di barili rispetto alla settimana precedente. Quelle di benzina si attestano a 220,923 milioni di barili, 2,108 milioni in più rispetto a sette giorni fa. Le scorte di carburante raffinato sono invece pari a 113,854 milioni di barili, in aumento di 2,123 milioni di barili rispetto alla settimana scorsa. Secondo la lettura, infine, le raffinerie americane hanno lavorato al 93,7% della capacità.
Wall Street apre la seduta contrastata. Il Dow Jones cede lo 0,4%, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq salgono di circa lo 0,1%. Le borse Usa attendono la decisione della Fed, che verrà comunicata intorno alle 20:00 italiane. Secondo le previsioni, e dopo i dati sotto le attese dell’inflazione americana di maggio, gli analisti prevedono che la banca centrale si prenda una pausa, per poi procedere con un nuovo rialzo a luglio.
La Fed ha seguito sinora un approccio basato sui dati, a cui si aggiungono quelli sui prezzi alla produzione di maggio, scesi su base mensile (-0,3%) oltre le attese dagli analisti (-0,1%). La componente core è salita dello 0,2%, in linea con le previsioni. Su base annua, invece, i prezzi alla produzione sono cresciuti dell’1,1%. Rispetto al maggio 2022 la componente core è aumentata del 2,8%.
La prospettiva di uno stop della Fed pesa sul dollaro, che arretra nei confronti della moneta unica: il cambio euro-dollaro è a 1,0835 (+0,39%). Anche il 14 giugno continua la ripresa del petrolio, con il prezzo del Brent e del Wti che sale dell’1,2%. Infine, il rendimento del Treasury decennale si lima verso il basso: è al 3,782% (-0,057%). Ecco cinque titoli da tenere sotto controllo mercoledì 14 giugno.
Alle 15:30 il titolo Alphabet cede l’1,8%. La Commissione Europea ha ordinato a Google di vendere una parte dei suoi servizi nella filiera della pubblicità online per tutelare la concorrenza. È la prima decisione di questo tipo verso una Big Tech, con la Commissione Ue che contesta a Google l’abuso di posizione dominante sul mercato. In particolare, secondo l’accusa il colosso di Mountain View avrebbe favorito i propri servizi display, come banner e video, a discapito di concorrenti, inserzionisti ed editori.
Alle 15:30 le azioni Amazon perdono lo 0,7% mentre quelle Amd salgono dello 0,5%. Amazon Web Services sta valutando i chip dedicati all’AI generativa di Advanced Micro Devices (Amd). «Stiamo ancora lavorando insieme su dove arriverà questo accordo tra Aws e Amd, ma è qualcosa su cui i nostri team stanno lavorando insieme», ha detto a Reuters Dave Brown, vicepresidente di Amazon Elastic Compute Cloud. Amd ha presentato i nuovi chip MI300 che potrebbero anche essere superiori a quelli di Nvidia.
Alle 15:30 il titolo Microsoft è piatto. La richiesta della Ftc (Federal Trade Commission) di valutare un’ingiunzione è stata accolta: un giudice americano ha bloccato, almeno per il momento, l’acquisizione da record di Activision-Blizzard da parte di Microsoft per 69 miliardi di dollari. Il 22-23 giugno si terrà a San Francisco una due giorni di udienza con le parti coinvolte, mentre il processo vero e proprio inizierà il 2 agosto. Il giudice ha spiegato che si tratta di una scelta necessaria «per mantenere lo status quo mentre il reclamo è pendente», conservando la possibilità effettiva di intervenire e bloccare l’acquisizione prima che avvenga il closing.
Alle 15:30 le azioni Logitech International cedono l’11%. La società di accessori per computer ha comunicato che il ceo Bracken Darrell lascerà l’incarico per un’opportunità esterna. Di conseguenza, gli analisti di Citi hanno declassato il titolo a neutral da buy perché ritengono che Logitech debba fornire maggiore chiarezza sui suoi piani a lungo termine dopo il cambio ai vertici.
Alle 15:30 il titolo United Health perde il 7,8%. Il chief financial officer della compagnia sanitaria e assicurativa, John Rex, ha chiarito che nel secondo trimestre fiscale sono stati registrati dei volumi elevati di interventi chirurgici non urgenti. La notizia comporta una maggiore spesa per la compagnia assicurativa. Anche le azioni di altre società di assistenza sanitaria sono crollate, con Humana in calo del 13% e Cigna del 3,2%. (riproduzione riservata)