Il Dow Jones chiude la seduta in rialzo (+0,6%) poiché gli investitori hanno venduto le blue chip della tecnologia (Nvidia -6,7%) a favore di altri settori come le banche e l’energia. L'indice S&P 500 cede lo 0,3%, mentre il Nasdaq lascia sul terreno l’1%.
Il settore informatico è quello che ha accusato il maggior calo giornaliero (-1,5%) mentre i comparti energia, finanza e utility sono cresciuti di oltre l'1%. Nel settore bancario in evidenza Jp Morgan e Goldman Sachs.
Borse americane ancora contrastate a oltre metà seduta. Alle 19:30 il Dow Jones guadagna lo 0,6%, l’S&P 500 cede lo 0,1% e il Nasdaq perde lo 0,7%. Sale il prezzo del petrolio con il Brent che scambia a 85,2 dollari al barile (+1%) e il Wti a 81,7 dollari al barile (+1,2%).
Alle 17:30 il Dow Jones sale dello 0,9% e S&P 500 dello 0,3%, mentre il Nasdaq cede lo 0,2%. Il listino tecnologico fatica a causa di Nvidia, che perde quasi il 5% e ha bruciato circa 300 miliardi di capitalizzazione in tre sedute, scendendo sotto i 3 trilioni di valore in borsa. Per il gigante dei chip per l’AI dovrebbe trattarsi di prese di beneficio dopo i record della settimana precedente, che l’hanno portato a essere la società più capitalizzata al mondo, titolo ora di nuovo nelle mani di Microsoft.
Le incertezze delle Fed sui tassi (leggi sotto) e i deflussi dagli etf hanno colpito invece il bitcoin. La regina delle criptovalute continua a scambiare in rosso ed è sempre più vicina alla soglia dei 60 mila punti. Le difficoltà si sono estese all’intero mercato degli asset digitali, che nella settimana precedente ha registrato il secondo peggior calo del 2024. Ether è andato incontro alla serie di perdite settimanali più lunga dal 2023 e Solana a quella più estesa dal 2022. Ma il lancio dei nuovi etf collegati a Ether potrebbe ridare slancio al settore.
Wall Street apre l’ultima settimana di giugno contrastata. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,3%, S&P è piatto e il Nasdaq cede lo 0,3%. Nei prossimi giorni le borse americane proveranno ancora ad aggiornare i massimi? Il successo nell’impresa dipenderà in particolare da due dati macro: quello sul pil del primo trimestre e quello sul deflatore pce.
Anche la Fed è in attesa di questi due indicatori. La banca centrale americana ha lasciato i tassi d’interesse al 5,25-5,5%, ai massimi da oltre vent’anni. I mercati si aspettano due tagli da 25 punti base entro fine anno, una speranza legata a stretto filo all’andamento dell’economia e dell’inflazione.
In questo contesto il cambio euro-dollaro è salito a quota 1,073 (+0,4%), mentre il rendimento del Treasury decennale è stabile al 4,6%. Seduta fiacca anche per il petrolio: il prezzo del Brent è aumentato dello 0,2% e quello del Wti dello 0,1%. Ecco cinque titoli da monitorare lunedì 24 giugno.
Alle 15:30 il titolo Apple è piatto. La Commissione Europea ha accusato la big tech di aver violato il Digital Market Act (Dma), il regolamento che tutela la concorrenza sulle piattaforme digitali. Secondo le autorità Apple ha limitato le possibilità di scelta dei suoi utenti perché ha impedito agli sviluppatori di applicazioni di avvisarli che esistono delle alternative più economiche all’App Store. Bruxelles ha acceso i fari anche sul modello di business della Mela. La Mela addebita delle commissioni agli sviluppatori per l’acquisizione di nuovi clienti che secondo l’Ue «superano lo stretto necessario».
Alle 15:30 le azioni Boeing salgono dello 0,8%. Eppure i procuratori Usa hanno chiesto al Dipartimento di Giustizia di avviare un’azione penale contro il produttore di aerei. Lo rivela Reuters. Secondo i magistrati Boeing avrebbe violato le condizioni di un accordo stretto dopo due incidenti mortali, uno del 2018 e l’altro del 2019. Anche in questo caso il jet coinvolto è il 737 Max, quello finito nell’occhio del ciclone dopo il distaccamento di un portellone a inizio 2024. Ora il Dipartimento di Giustizia avrà tempo fino al 7 luglio per decidere se perseguire il gigante dei cieli.
Alle 15:30 il titolo Ferrari sale dell’1,8%. Arrivano i primi apprezzamenti sulla svolta verso l’elettrico della casa di Maranello. Ubs ha alzato il target price sul titolo dopo aver partecipato all’inaugurazione dell’e-Building, l’impianto da 200 milioni dove saranno costruite le ferrari del futuro, comprese quelle senza motore a scoppio. Nel nuovo stabilimento, infatti, sarà prodotta da gennaio 2026 la prima super car totalmente elettrica, che sarà presentata a fine 2025.
Alle 15:30 le azioni Broadcom cedono lo 0,8%. Il gigante dei chip americano collaborerà con ByteDance, la casa madre di TikTok, per sviluppare un chip avanzato per l’AI. In questo modo la società cinese punta a garantirsi una fornitura sufficiente di chip di fascia alta e spera di mettersi al riparo dalle tensioni geopolitiche tra Pechino e Washington. La produzione rispetterà i paletti imposti dagli Usa e dovrebbe essere esternalizzata a Tsmc, la fonderia taiwanese leader mondiale nel settore.
Alle 15:30 i titoli delle banche scambiano in leggero rialzo. Le autorità di regolamentazione americane hanno riscontrato delle debolezze nei piani di risoluzione (indicano la strategia per ripartire in caso di grandi difficoltà o fallimento) di quattro degli otto maggiori istituti di credito del Paese. Le banche rimandate sono Citigroup (-0,1%), Jp Morgan (+0,8%), Goldman Sachs (+0,2%) e Bank of America (+0,8%). Le autorità hanno criticato in particolare le modalità di liquidazione dei derivati, con Citigroup che tra le quattro presentava le carenze più gravi. (riproduzione riservata)