Wall Street chiude contrastata: il Nasdaq guadagna lo 0,33% a 17.666 punti, l'S&P lo 0,21% a 5.433, mentre il Dow Jones perde lo 0,17% a 38.647.
Fra i titoli in evidenza, Broadcom sale del 12% dopo che il produttore di chip ha superato le aspettative del mercato nel secondo trimestre fiscale e ha annunciato un frazionamento azionario 10 a 1. Sul fronte opposto, Dave & Buster’s Entertainment
perde l’11% dopo i ricavi deludenti del primo trimestre.
Nel settore media, Paramount global lascia sul terreno il 7%, in seguito alla decisione di National Amusements di interrompere le discussioni con Skydance su una proposta di fusione. Male anche Salesforce e Amazon, in rosso rispettivamente del 2,9% e dell’1,6%.
Wall Street si avvia verso fine seduta contrastata. Alle 19:30 il Dow Jones cede lo 0,35%, S&P 500 è piatto mentre il Nasdaq sale dello 0,15%. Le borse americane ancora non hanno smaltito la decisione della Fed, che taglierà i tassi solo una volta nel 2024. Tra i migliori titoli di Wall Street continua a distinguersi Tesla (+3,8%) con Musk vicino a ottenere il via libera al maxi stipendio da oltre 50 miliardi (leggi sotto).
Tra le altre azioni emergono Jp Morgan (+1,1%), Home Depot (+0,8%), P&G (+0,9%), Visa (+0,4%) e Nike (+0,3%). Tra le peggiori spiccano invece Salesforce (-2,3%), Amazon (-1,5%), Boeing (-1%), Walt Disney (-1%), Caterpillar (-0,9%), American Express (-0,8%) e Intel (-0,7%).
Anche negli Usa la scena politica è dominata dal G7. La segretaria al Tesoro, Janet Yellen, ha dichiarato a Cnbc che l’incremento dell’indebitamento nazionale, salito a 34.700 miliardi, è gestibile nonostante gli alti tassi d’interesse. Nell’anno fiscale 2024 il loro costo netto si è aggirato sui 601 miliardi, più di quanto il governo abbia speso per l’assistenza sanitaria o la difesa e più di quattro volte quello che ha stanziato per l’istruzione.
Wall Street prosegue la seduta contrastata. Alle 17:30 il Dow Jones perde lo 0,5%, S&P 500 è piatto mentre il Nasdaq sale dello 0,25%. Sulle borse americane è il giorno di Tesla, che guadagna il 4% dopo mesi difficili a causa delle difficoltà nel lancio di un modello low cost e della concorrenza spietata dei rivali cinesi. Elon Musk è molto vicino a ottenere il sì desi soci al maxi stipendio da 56 miliardi (leggi sotto), un'attestato di fiducia nel suo operato che ha galvanizzato il titolo.
Ma il tema di giornata resta la Fed, che il 12 giugno ha mantenuto i tassi invariati e ha annunciato un solo taglio nel 2024. La decisione ha ridato sprint al biglietto verde, che ha guadagnato terreno sulla moneta unica (il cambio euro-dollaro è sceso a quota 1,0766, -0,38%). Il Treasury invece non ha subito contraccolpi dalle scelte di Jerome Powell. Anzi, il rendimento del decennale si è abbassato al 4,26%. Infine, il petrolio si avvia verso un finale di seduta senza scossoni: il prezzo del Brent e del Wti è salito solo dello 0,3%.
Wall Street apre la seduta contrastata. Alle 15:30 il Dow Jones cede lo 0,4%, mentre S&P 500 sale dello 0,25 e il Nasdaq dello 0,7%. Dopo i nuovi record del 13 giugno (quelli di S&P 500 e Nasdaq), le borse americane non hanno ancora digerito le mosse della Fed. La banca centrale statunitense ha mantenuto i tassi fermi al 5,25-5,5%, ai massimi da oltre vent’anni, una decisione attesa. Quel che ha preoccupato è invece la scelta di effettuare una sola sforbiciata nel 2024 e non due come previsto dagli investitori.
A nulla sono valsi i dati più incoraggianti sull’inflazione di maggio, cresciuta meno delle attese. Il 13 giugno sono arrivati anche nuovi segnali di raffreddamento del mercato del lavoro. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono salite a 242 mila unità (+13 mila), lettura che ha superato le attese (225 mila unità). L’altro dato positivo è sui prezzi alla produzione, che a maggio sono calati dello 0,2% mensile (+0,2% il consenso) e cresciuti del 2,2% annuo. I valori core invece sono rimasti invariati a livello mensile (+0,3% le attese) e sono aumentati del 2,3% su base annua. Ecco cinque titoli da monitorare giovedì 13 giugno.
Alle 15:30 il titolo Tesla sale del 6%. Elon Musk è a un passo dal vedersi riconosciuto il maxi stipendio da 56 miliardi. L’assemblea della casa automobilistica non è ancora terminata ma il suo ceo già esulta su X: «Entrambe le risoluzioni stanno per passare con un ampio margine». Musk si riferisce anche alla richiesta di spostare la sede legale dal Delaware, dove è in corso una causa sul suo mega stipendio, al Texas.
Alle 15:30 le azioni Apple guadagnano l’1,5%. La scossa arrivata dallo sbarco dell’intelligenza artificiale sui disposititvi della Mela ha rilanciato il titolo, che ora è impegnato in un testa a testa con Microsoft (+0,1%) per trono di Wall Street. Le due big tech capitalizzano quasi 3,3 trilioni e hanno staccato Nvidia, poco più in basso a 3,08 trilioni.
Alle 15:30 il titolo Broadcom balza del 13,8%. Il produttore di chip ha battuto le attese sui profitti e sui ricavi, ha alzato le stime sulle vendite dell’intero anno e ha anche annunciato un raggruppamento delle azioni (10 a 1). Nel secondo trimestre fiscale l’utile per azione rettificato di Broadcom ha toccato i 10,96 dollari, oltre i 10,84 dollari stimati. I ricavi sono arrivati a 12,49 miliardi, di nuovo oltre i 12,03 miliardi attesi.
Alle 15:30 le azioni GameStop salgono del 5,5%. Le previsioni di Roaring Kutty, l’influencer finanziario dietro il rally delle meme stock, si stanno rivelando inesatte. Keith Gill (il suo vero nome) aveva predetto un futuro roseo per il rivenditore di videogiochi, ma il titolo rimane in altalena: nella seduta precedente ha perso il 16,5%, in quella prima ancora ha guadagnato invece il 22,8%. Roaring Kutty ha svelato di aver accumulato 5 milioni di azioni GameStop, che secondo alcuni analisti potrebbe presto vendere.
Alle 15:30 il titolo Goldman Sachs perde l’1%. Nei prossimi cinque anni il gigante di Wall Street vuole raddoppiare i prestiti ai clienti ultra-ricchi delle banche private, cioè con conti di dimensioni superiori ai 10 milioni. Il denaro servirà per i grandi acquisti, dalle case di lusso alle squadre sportive. Per riuscirci però Goldman Sachs deve raccogliere più depositi da utilizzare poi per le varie erogazioni. (riproduzione riservata)