Wall Street chiude negativa. Il Dow Jones perde l'1,14% a 41.433,48 punti, il Nasdaq cede lo 0,18% a 17.436,10 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,76% a 5.572,07 punti. L'euro avanza nei confronti del dollaro. La moneta unica sale dello 0,78% a 1,0920 dollari.
Wall Street prosegue la seduta in calo. Alle 17.30 il Dow Jones perde lo 0,92%, il Nasdaq guadagna lo 0,05% e lo S&P 500 perde lo 0,05%. In un post su Truth Social, Donald Trump ha affermato che i dazi su acciaio e alluminio dal Canada raddoppieranno dal 25% al 50%. Questa è l’ultima di una serie di mosse di politica commerciale che hanno alimentato i timori di una recessione economica negli Stati Uniti. La Casa Bianca ha imposto tariffe sulle importazioni canadesi, messicane e cinesi, causando forti perdite nei titoli azionari. Il cambio euro/dollaro cresce dello 0,78% mentre il rendimento del Treasury decennale sale dell’1,14%.
Wall Street apre la seduta poco mossa. Alle 14.30 il Dow Jones perde lo 0,41%, il Nasdaq guadagna lo 0,31% e lo S&P 500 perde lo 0,02%.
Gli investitori attendono con ansia i report economici nei prossimi giorni sul mercato del lavoro, sull’indice dei prezzi al consumo e sull’indice dei prezzi alla produzione.
Le preoccupazioni sono aumentate nel fine settimana, quando il presidente Donald Trump ha detto che i dazi potrebbero influenzare la crescita del Paese e non ha escluso la possibilità di una recessione, affermando che l’economia sta attraversando «un periodo di transizione».
Secondo Anastasia Amoroso, chief investment strategist di iCapital, la probabilità che una recessione si verifichi effettivamente sono remote. «Quali indicatori suggeriscono effettivamente una recessione? Abbiamo un rapporto sulle buste paga relativamente forte. Abbiamo una spesa dei consumatori che sta ancora procedendo al ritmo del 3% o 4%, quindi non vedo effettivamente le ragioni per temere una recessione in questo preciso momento», ha dichiarato l’analista ai microfoni di Cnbc.
Ecco cinque titoli da monitorare martedì 11 marzo.
Alle 14.30 il titolo perde il 3,6% dopo che la compagnia aerea ha tagliato le stime su utile e vendite per il trimestre in corso, a causa della minore domanda di viaggi negli Usa.
Alle 14.30 le azioni crollano del 26%, dopo che l’amministratore delegato Dustin Moskovitz ha annunciato che andrà in pensione. La società ha anche pubblicato guidance deludenti per il prossimo trimestre.
Alle 14.30 il titolo crolla del 17%. Le vendite sono diminuite nel trimestre del 9,4% a 5,18 miliardi di dollari e per l’intero 2025 la società prevede che scenderanno dal 5% al 7%.
Alle 14.30 le azioni crescono del 4,4% sulla scia di conti migliori del previsto. La società ha riportato per il secondo trimestre fiscale utili pari a 6,56 dollari per azione, oltre le attese degli analisti a 6,31 dollari.
Alle 14.30 il titolo scende del 2,49%. Il presidente Donald Trump ha dichiarato di aver acquistato un’auto Tesla in strenua difesa di Elon Musk, dopo il crollo del titolo nella sessione precedente. Gli investitori sono preoccupati per le distrazioni politiche di Musk. (riproduzione riservata)