Wall Street chiude in profondo rosso: Dow Jones -2,6%, S&P500 -3%, Nasdaq -3,4%. Poco prima della chiusura è arrivata la notizia che Google ha infranto la legge per consolidare il suo dominio sulle ricerche online e sugli annunci correlati. Lo ha stabilito un giudice federale nella prima vittoria del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti contro un monopolio in più di 20 anni.
Il faro dei mercati globali rimane puntato sugli Stati Uniti, ma per quanto possono essere intimoriti gli investitori, le prospettive di recessione rimangono basse. Nonostante i non farm payroll di luglio siano risultati ben sotto le attese, gli strategist di Goldman Sachs non ritengono che indichino l'inizio di un nuovo trend. Le stime di Goldman sulla crescita dei posti di lavoro rimangono attorno alle 150 mila unità e l'aumento del tasso di disoccupazione «può essere ricondotto per più del 70% a licenziamenti temporanei» che non costituiscono un buon indicatore per le prospettive di recessione, spiegano gli esperti.
I listini azionari americani continuano la giornata in rosso. Alle 18:00 il Dow Jones perde il 2,1%, l’S&P il -2,4% e il Nasdaq, l’indice messo peggio, cede il 2,8%.
Nel frattempo l'indice Ism non manifatturiero (dei servizi) degli Stati Uniti si è attestato a 51,4 punti a luglio, in aumento rispetto ai 48,8 di giugno e al di sopra del consenso a 51 punti.
A peggiorare le cose, i servizi online dei broker Charles Schwab e Fidelity Investments hanno subito un'interruzione nel corso della seduta, in una giornata in cui molti investitori hanno voluto vendere gli asset rischiosi –dalle azioni alle criptovalute – per i timori di una recessione negli Stati Uniti. Schwab ha registrato 3.400 segnalazioni di interruzione, Fidelity 3.500 e Vanguard circa 2.500.
Le ondate di estrema volatilità del mercato possono talvolta innescare questi problemi tecnici, che sollevano anche interrogativi sulla capacità dei broker di gestire volumi elevati.
Alle 16:30 le borse statunitensi procedono la seduta in territorio negativo. Il Dow Jones cede il 2,6%, l’S&P il 3,1% e il Nasdaq il 3,7%. Il Vix, invece, l’indice di volatilità misurato in base all’andamento dell’S&P è balzato dell’81,8%, tornando ai livelli degli anni della pandemia,
A innescare il ribasso di oggi è il fenomeno speculativo del carry trade yen/dollaro. Molti operatori prendono a prestito i titoli con la valuta a tassi più bassi: negli anni sono state costruite molte operazioni a leva in yen per comprare titoli azionari in dollari. Se la Bank of Japan aumenta i tassi di interesse, come è accaduto, e in prospettiva la Fed taglierà i suoi, le operazioni in prestito vengono chiuse perché il mercato diventa più caro. E se si formano in questo modo grandi operazioni, scattano le margin call, vengono cioè chiusi in automatico i prestiti perché scendono le azioni. Si crea così un eccesso di ribasso che, secondi alcuni operatori, potrebbe innescare un taglio di emergenza dei tassi da parte della Fed se il crollo dei prezzi degli asset rischiosi dovesse prolungarsi in modo significativo.
La multinazionale tedesca, produttrice di componenti per le auto e altri veicoli di trasporto, sta valutando lo spinoff e la successiva quotazione a Francoforte della propria unità automotive. La decisione interesserà anche la divisione di Contract Manufacturing della società, con gli azionisti di Continental che diventerebbero azionisti diretti del nuovo gruppo automotive.
Sulla base della valutazione, il consiglio di amministrazione dovrebbe decidere sullo scorporo nel quarto trimestre, con la scissione che verrebbe poi sottoposta all'approvazione della prossima assemblea annuale degli azionisti il 25 aprile 2025. In caso di via libera, l'obiettivo è di finalizzare lo spinoff entro la fine del 2025.
Wall Street apre la seduta del 5 agosto in contrazione sulla scia dei brutti dati macro della scorsa settimana, che hanno alimentato le preoccupazioni del mercato. Alle 15:30 il Dow Jones perde il 2,9%, l’S&P il -3,5%, e il Nasdaq il 5,6%.
«La volatilità dei titoli azionari è salita a livelli mai visti dall'inizio della pandemia Covid a marzo 2020, mentre i titoli di Stato sono in rialzo in un contesto di fuga verso asset sicuri», dice Morgane Delledonne, head di investment strategy Europa di Global X. «Dopo il rapporto sull’occupazione americana di luglio, leggermente deludente, gli operatori di mercato hanno perso fiducia nella capacità della Federal Reserve di evitare una recessione». Secondo il FedWatch del Cme, gli investitori scontano una probabilità superiore al l’86% che la Fed tagli i tassi di interesse almeno di 125 punti entro la fine dell'anno, un valore cinque volte superiore alla previsione del Fomc.
«Questo massiccio scollamento delle aspettative dei mercati dalle indicazioni della Fed è un vero e proprio banco di prova per i mercati azionari», aggiunge Delledonne. «Gli investitori sembrano sempre più preoccupati per la crescita futura a causa di un indebolimento del mercato del lavoro statunitense, mentre la posizione della Fed rimane ferma perché al momento gli ultimi dati economici non danno motivo di temere un rischio recessione. La lettura contrastante dell'economia statunitense da parte del mercato e della Fed manterrà probabilmente alta la volatilità in borsa, favorendo strategie con buffer che consentono di gestire il rischio pur restando investiti», conclude.
In un’intervista a Cnbc, il presidente della Federal Reserve di Chicago, Austan Goolsbee, ha dichiarato che la banca centrale è pronta a rispondere ai segnali di debolezza economica, lasciando intendere che gli attuali tassi di interesse potrebbero essere troppo proibitivi.
«Il compito della Fed è molto semplice: massimizzare l'occupazione, stabilizzare i prezzi e mantenere la stabilità finanziaria. Quindi, se le condizioni iniziano a presentarsi collettivamente in questo modo sulla linea passante, se c'è un deterioramento in una qualsiasi di queste parti, lo risolveremo».
Più tardi in giornata si attende l’indice Ism servizi e nei prossimi giorni si vedranno le semestrali di alcuni altri grandi titoli. Martedì 6 usciranno i conti di Caterpiller, che aiuterà i mercati a capire un po’ meglio il quadro industriale del Paese. Mercoledì invece si saprà da Disney come è andato il secondo trimestre e infine venerdì la farmaceutica Eli Lilly darà i risultati.
I rendimenti dei Treasury sono crollati nel contesto di timori generalizzati. Il costo di finanziamento del decennale Usa è al 3,69%. Il cambio euro-dollaro rimane stabile a 1,097. Il prezzo del petrolio, invece, scende nonostante le tensioni sempre più forti tra Iran e Israele. Il Brent perde l’1,7% a 75,5 dollari al barile e il Wti l’1,9% a 72 dollari.
Alle 15:30 le azioni di Apple perdono l’8,3%. Berkshire Hathaway ha venduto circa metà delle azioni del gigante tech in suo possesso, in una mossa che ha sorpreso il mercato. Questa scelta avviene dopo che Berkshire Hathaway aveva già ridotto nel primo trimestre le sue partecipazioni nella compagnia di Cupertino del 13%.
Alle 15:30 il titolo della piattaforma per le criptovalute Coinbase cede il 18,5% sotto la pressione del mercato delle monete digitali. Il bitcoin perde il 13% e scende ben sotto i 55.000 dollari a 52.394, dopo quella che è stata la peggiore settimana dal crollo di Ftx. Negli ultimi tre giorni il mercato delle criptovalute ha visto andare in fumo 313 miliardi di dollari. La cripto moneta trascina infatti con sé tutte le altre: ancora più marcato il tracollo di ethereum (-19% a 2.343 dollari, il prezzo più basso da gennaio) e di litecoin (-12,51% a 55,40 dollari).
Le azioni di BioNTech scendono del 5% alle 15:30. La biotech tedesca quotata as Nasdaq ha allargato la perdita nel secondo trimestre a 807,8 milioni di euro, contro il rosso di 190,4 milioni nello stesso perido del 2023, e ha visto calare le entrate del 23% a 128,7 milioni di euro. a causa di una minore domanda del suo vaccino anti-Covid sviluppato con Pfizer.
Il titolo di Crowdstrike perde il 5,3% alle 15:30. La società di cybersecurity ha respinto le accuse presentate da Delta Air Lines, che sostiene che la società di sicurezza informatica debba assumersi la responsabilità dell'interruzione di migliaia di voli a seguito del rilascio di un aggiornamento difettoso del software lo scorso 19 luglio.
Alle 15:30 le azioni di Tesla sono in calo del 10,7%, riprendendo il trend negativo dopo aver chiuso in rosso del 4,2% venerdì 2 agosto. La casa automobilistica di Elon Musk ha venduto 74.117 veicoli elettrici in Cina a luglio, segnando un aumento del 15,3% rispetto all'anno precedente.
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