Come da previsione la Commissione europea nelle stime di inverno ha tagliato le prospettive sulla crescita economica dell’Eurozona, citando un ritardo nella ripresa della crescita, anche se a fronte di un rallentamento dell’inflazione più veloce delle attese.
Secondo la Commissione l’economia dell’Unione ha iniziato il 2024 a un ritmo più debole rispetto alle previsioni d’autunno. Per questo l’esecutivo ha rivisto la stima sul pil della zona euro allo 0,5% nel 2023 (rispetto al 0,6% previsto in autunno) e allo 0,8% (dal 1,2%) nel 2024. Nel 2025 si aspetta comunque che l'attività economica torni a crescere dell’1,5%.
Stesso discorso vale per l’Italia che nel 2023 e nel 2024 crescerà solo dello 0,7% (la stima della Commissione per quest’anno era in precedenza dello 0,9%). Resta inoltre invariata la previsione dell’1,2% per il 2025. I dati dell'esecutivo Ue confermano le stime autunnali per la Spagna (+2,5% nel 2023 e il +1,7% quest’anno) e la Polonia (nel 2023 +0,2% e +2,7%nel 2024). Quest’anno invece Svezia (+0,2%), Germania (+0,3%), Paesi Bassi (+0,4%), Finlandia, Austria ed Estonia (tutti a +0,6%) e Italia (+0,7%) si attestano agli ultimi posti della classifica di crescita. Al contrario, Malta (4,9%), Romania (2,9%), Cipro (+2,8%), Croazia (2,6%) e Polonia (2,7%) registrano i maggiori aumenti.
Nella classifica, Italia e Germania indossano le maglie nere nel 2025: entrambe con il +1,2% del pil, saranno ultime tra i Ventisette per crescita. Al terz’ultimo posto la Francia (+1,3%). A seguire, Austria (+1,4%), Belgio (+1,5%), Paesi Bassi, Finlandia, Danimarca e Svezia (tutte a +1,6%). A incassare i risultati migliori il prossimo anno, saranno Malta (+4,3%), Ungheria (+3,6%), Estonia, Irlanda, Polonia e Romania (+3,2%), Cipro e Lituania (+3%).
Al contrario l’inflazione è destinata a rallentare più velocemente rispetto alle previsioni autunnali. Stando alle stime della Commissione, l’indice dei prezzi al consumo decelererà dal 5,4% nel 2023 al 2,7% nel 2024 e al 2,2% nel 2025. Per l’Italia l’esecutivo ha rivisto in significativo ribasso la previsione dell’indice dei prezzi al 2% per il 2024, mentre ha confermato la stima per il 2025 al 2,3%.
In generale, le previsioni economiche della Commissione europea restano circondate dall’incertezza, a causa delle prolungate tensioni geopolitiche e del rischio di un ulteriore ampliamento del conflitto in Medio Oriente. Il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, commentando le previsioni economiche d’inverno della Commissione che detto che la previsione è che «gli investimenti reggeranno, sostenuti dall’allentamento delle condizioni di credito e dal flusso di finanziamenti del Recovery. «Nel 2025, la crescita è destinata a stabilizzarsi e l’inflazione a scendere fino a sfiorare l’obiettivo del 2% della Bce. Le tensioni geopolitiche, un clima sempre più instabile e una serie di elezioni cruciali in tutto il mondo quest'anno sono tutti fattori che aumentano l'incertezza su questa prospettiva», ha aggiunto.
Secondo Gentiloni, «la Bce sta respingendo le speculazioni su imminenti tagli dei tassi». «Tuttavia, grazie al rapido calo dell’inflazione», ha sottolineato il commissario «i mercati si aspettano che la Bce inizi a tagliare i tassi prima e con maggiore forza di quanto previsto lo scorso autunno. Di conseguenza, le condizioni finanziarie sono ora un po' più allentate rispetto all'autunno».
Quanto alla questione nel Mar Rosso, «i disordini hanno aumentato i tempi di consegna per le spedizioni tra l'Asia e l’Ue di 10-15 giorni e i costi sono aumentati di circa il 400%», ha spiegato Gentiloni, sottolineando tuttavia che, almeno finora, «né le catene di approvvigionamento globali né quelle dell'Ue appaiono sotto tensione».
Secondo Gentiloni, «l’aumento dei costi di spedizione è destinato a esercitare una limitata pressione al rialzo sull’inflazione nell’Ue, che è già nella proiezione di base della Commissione. Ulteriori interruzioni potrebbero, tuttavia, provocare nuovi colli di bottiglia nell'offerta che deprimerebbero la produzione e spingerebbero al rialzo i prezzi». La prossima previsione della Commissione sarà la previsione economica per la primavera 2024.
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