La Cina inizia la settimana, lunedì 21 ottobre, con un doppio taglio dei tassi, a 1 e 5 anni, a nuovi minimi storici, per ravvivare un’economia che faticherà a raggiungere una crescita attorno al 5% nel 2024. Alle ore 7:30 italiane, il Nikkei è sopra la parità, Hong Kong cede l’1% circa, Shanghai sale dello 0,8%, mentre l’oro segna nuovi massimi storici a 2.742 dollari l'oncia (+0,5%) fra guerre e banche centrali in assetto di taglio dei tassi. Il petrolio Wti, intanto, guadagna lo 0,5% a 69,67 dollari il barile, mentre i futures sul Nasdaq cedono lo 0,1%.
La Banca Popolare Cinese ha tagliato i tassi a nuovi minimi a ottobre, intensificando gli sforzi per sostenere l'economia. Il tasso primario sui prestiti a 1 anno (LPR), il parametro di riferimento per la maggior parte dei prestiti societari e verso le famiglie, è stato tagliato di 25 punti base al 3,1%. Anche il tasso a 5 anni, di riferimento per i mutui immobiliari, è stato ridotto dello stesso margine al 3,6%.
Lunedì l'oro è salito a circa 2.742 dollari l'oncia (+0,5%), raggiungendo nuovi massimi record, sostenuto dalla crescente domanda di beni rifugio. Gli investitori stanno osservando attentamente gli sviluppi in Medio Oriente, dove le tensioni si sono intensificate in seguito all'annuncio di Hezbollah venerdì di entrare in una fase più intensa del conflitto con Israele, mentre nel fine settimana Israele ha colpito i sobborghi meridionali di Beirut. L'incertezza che circonda le elezioni presidenziali statunitensi di novembre sta aumentando l’interesse dei mercati per i beni rifugio. Le aspettative poi di politiche monetarie più accomodanti da parte delle maggiori banche centrali sostengono i prezzi dell'oro.
La PBoC ha abbassato lunedì due tassi chiave come misura di stimolo, mentre la Bce ha ridotto il costo del denaro la scorsa settimana per la terza volta quest'anno. Tuttavia, i recenti dati economici positivi degli Stati Uniti hanno alimentato le aspettative per una posizione meno accomodante della Federal Reserve.
I futures sul greggio Wti Usa sono saliti a circa 69,7 dollari il barile lunedì, recuperando leggermente da un cedimento di oltre l'8% della scorsa settimana. Il forte calo dipende dalle preoccupazioni per la domanda debole e dalle prospettive di un eccesso globale dopo che l'Eia e l'Opec hanno abbassato le previsioni di richiesta, citando per lo più la riduzione dei consumi del principale importatore, la Cina. Il sentiment ribassista è stato ulteriormente alimentato dalla produzione delle raffinerie cinesi in calo per il sesto mese consecutivo a causa del passaggio del paese ai veicoli elettrici.
Gli investitori continuano a monitorare i potenziali rischi per la fornitura a causa delle forti tensioni in Medio Oriente.
La compagnia assicurativa statunitense MetLife è in trattative avanzate per acquistare gli asset di PineBridge Investments al di fuori della Cina, riporta Bloomberg, un accordo che potrebbe essere valutato tra 1 e 1,5 miliardi di dollari. I colloqui fanno riferimento ad asset in gestione per un ammontare di circa 100 miliardi di dollari.
PineBridge è di proprietà della holding Pacific Century Group, che fa capo al miliardario di Hong Kong Richard Li.
MetLife pare quindi l'acquirente più probabile dopo aver sbaragliato le offerte dei concorrenti, tra cui altri gestori patrimoniali e istituzioni finanziarie. PCG ha preso in considerazione la vendita di PineBridge, escludendo però la joint venture cinese con Huatai Securities, che gestiva oltre 70 miliardi di dollari in asset alla fine di giugno.
PCG ha acquistato PineBridge da American International Group per 500 milioni di dollari nel 2010, mentre il gruppo assicurativo stava vendendo asset per rimborsare un salvataggio statale. I clienti di PineBridge sono fondi pensione, compagnie assicurative, banche private, consulenti e intermediari. (riproduzione riservata)