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Pechino fissa un target di crescita ambizioso pari al 5% per il 2025: sale il deficit, aumentano stimoli

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La Cina fissa il target del pil al 5% e alza il deficit ai massimi dal 2010. Molti più bond e spesa per le armi

05 marzo 2025, 07:50 Ultimo aggiornamento: 14:04

Il governo cinese è riunito nel meeting annuale delle Due sessioni per illustrare al Paese i target economici e politici per il 2025. Un anno caratterizzato dai dazi Usa (per ora al 20%) dalla crisi del settore immobiliare e da una deflazione persistente. Hang Seng in corsa

Asia positiva, soprattutto la Cina, mercoledì 5 marzo, sostenuta dal progetto economico del governo che prevede di alzare il deficit per far crescere del 5% circa il pil del Paese anche nel 2025 nonostante la crisi persistente del settore immobiliare e la domanda interna anemica. Intanto dagli Usa giungono notizie di trattative fra l’amministrazione Trump e i Paesi confinanti, Messico e Canada, per abbassare i dazi appena varati del 25%. Quelli sulla Cina sono appena stati raddoppiati al 20%.

Alle ore 7:40 italiane il Nikkei sale dello 0,2%, Hong Kong balza del 2,3%, Shanghai è invece positiva per lo 0,4% e i futures sul Nasdaq guadagnano lo 0,6%. 

La Cina prevede una crescita del pil 2025 attorno al 5%, deficit al 4%

Pechino ha aumentato il suo obiettivo di deficit di bilancio a «circa il 4%» del pil dal 3% dell'anno scorso, secondo quanto comunicato dal Politburo del Partito Comunista, in meeting annuale in questi giorni chiamato «Due sessioni». Il deficit del 4% segnerebbe il più alto mai registrato a partire dal 2010, secondo i dati di Wind Information. Il massimo precedente era del 3,6%, segnato nel 2020.

Il governo ha illustrato il progetto di emettere 1,3 trilioni di yuan (178,9 miliardi di dollari) in obbligazioni governative speciali a lunghissimo termine nel 2025, 300 miliardi di yuan in più rispetto all'anno scorso. Saranno collocati altri 500 miliardi di yuan di obbligazioni speciali pubbliche per supportare le grandi banche commerciali statali.

Il pacchetto fiscale include anche l'emissione di 4,4 trilioni di yuan di obbligazioni speciali degli enti locali quest'anno per alleviare le tensioni finanziarie.

La spesa per la difesa sale del 7,2% a 245 miliardi di dollari

Mercoledì la Cina ha aumentato la spesa per la difesa del 7,2% quest'anno, lo stesso tasso di crescita dei due anni precedenti, mentre Pechino cerca di «salvaguardare fermamente» la sicurezza nazionale. In un rapporto ufficiale del governo, Pechino ha proposto un bilancio per la difesa nazionale di 1,78 trilioni di yuan (244,99 miliardi di dollari) per il 2025.

L'aumento del bilancio per la difesa, ben al di sopra dell'obiettivo di crescita economica della Cina per quest'anno di circa il 5%, arriva mentre i governi occidentali cercano di aumentare gli investimenti militari per rafforzare la propria sicurezza.

Pechino ha rivisto al ribasso l’obiettivo annuale di inflazione dei prezzi al consumo a «circa il 2%», il dato più basso dal oltre vent’anni, arrivando dal 3% degli anni precedenti, secondo i dati dell'Asia Society Policy Institute. Il nuovo obiettivo di inflazione viene letto più come un limite massimo che un obiettivo da raggiungere. I prezzi al consumo sono saliti solo dello 0,2% nel 2024 e nel 2023, mentre i prezzi alla produzione sono in calo da oltre due anni.

Il governo ha sottolineato l'aumento dei consumi interni come una priorità assoluta e ha promesso di espandere il programma di permuta dei beni di consumo (lo ha già fatto con il tech e gli elettrodomestici) finanziandolo con altri 300 miliardi di yuan in obbligazioni speciali del Tesoro. Le difficoltà sul fronte geopolitico stanno crescendo, ha detto il governo cinese e che l'obiettivo del pil del 5% richiederà un «lavoro molto arduo» per essere raggiunto.

Il problema della deflazione

Chen Changsheng, membro del team del report sul lavoro, ha avvertito che se i prezzi sono troppo bassi, è difficile incentivare le aziende a investire e aumentare il reddito dei consumatori. E ha aggiunto che il governo ha davanti a sé quattro obiettivi per alzare prezzi e consumi in deflazione: espandere il sostegno fiscale, lavorare per aumentare i consumi, utilizzare la regolamentazione per prevenire le guerre dei prezzi ed effettuare uno sforzo maggiore per stabilizzare i valori immobiliari.

La Cina cerca di mantenere il tasso di disoccupazione nelle grandi città, che si attestava al 5,1% l'anno scorso, a circa il 5,5% e di creare oltre 12 milioni di posti di lavoro. Il meeting in corso delle «Due sessioni» è iniziato martedì con la cerimonia di apertura della Conferenza consultiva politica.  Il Congresso nazionale ha dato il via al suo meeting mercoledì e dovrebbe concludere la sessione annuale l'11 marzo.

Lo yuan offshore è sceso a 7,264 rispetto al dollaro mentre il premier cinese Li Qiang ha presentato il rapporto di lavoro alla riunione del Congresso nazionale del popolo in una sessione trasmessa in live streaming.  Il tasso di cambio sarà mantenuto «generalmente stabile a un livello adattabile ed equilibrato», ha spiegato Li.

L'apertura del Congresso nazionale del popolo cinese coincide con il discorso programmato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una sessione congiunta del Congresso, dove Trump potrebbe condividere il suo programma e i suoi obiettivi per il 2025.

Sulla questione di Taiwan, Pechino ha sottolineato che si «opporrà risolutamente alle attività separatiste» di indipendenza dell'isola, promuovendo al contempo uno "«viluppo pacifico delle relazioni tra le due sponde dello Stretto».

Dazi e contro dazi

Gli incontri parlamentari di quest'anno giungono mentre Trump ha imposto nuove tariffe sui prodotti cinesi, ora al 20%. Martedì Pechino ha risposto con tariffe aggiuntive fino al 15% su alcuni prodotti statunitensi a partire dal 10 marzo e restrizioni sulle esportazioni verso 15 società statunitensi. La Cina ha anche aggiunto 10 aziende statunitensi a un elenco di entità inaffidabili che potrebbero limitare la loro capacità di fare affari nel paese asiatico. Molte delle imprese statunitensi nominate lavorano nel settore aerospaziale, della difesa o con i droni. (riproduzione riservata)



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