L’Asia apre il mese di dicembre, lunedì 2, sopra la parità grazie anche alla crescita del settore industriale della Cina sostenuto dagli interventi del governo degli ultimi mesi. Alle ore 7:30 italiane il Nikkei sale dello 0,7%, Hong Kong dello 0,2%, Shanghai di quasi l’1%, mentre l’oro cede l’1,3% a 2.645 dollari l’oncia e il petrolio Wti americano guadagna lo 0.7% a 68,49 dollari il barile.
E’ di nuovo super dollaro, con la minaccia del presidente elettro Trump di applicare dazi imponenti ai Paesi Brics. L’euro cede lo 0,5% a 1,052, lo yen lo 0,48% a 150,47, mentre i futures sul Nasdaq sono in calo dello 0,2% nel giorno del Cyber Monday Usa che chiude gli sconti prima di Natale.
Il Caixin China General Manufacturing Pmi è salito a 51,5 a novembre 2024 (tutti i valori sopra 50 indicano espansione economica) da 50,3 di ottobre, superando le stime di 50,5. Questa è stata la più forte espansione dell'attività manifatturiera da giugno, sostenuta da una solida produzione e nuovi ordini, nonché da un rinnovato aumento della domanda estera. Nel frattempo, il sentiment ha raggiunto il picco degli ultimi 8 mesi.
Il dollaro Usa è salito nelle prime contrattazioni di lunedì e lo yuan cinese si è indebolito ai minimi degli ultimi quattro mesi dopo che Donald Trump ha dichiarato che imporrà tariffe del 100% sui paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, Iran, Egitto, Etiopia ed Emirati Arabi Uniti) che hanno sostenuto i tentativi di «sostituire il potente dollaro Usa» con altre valute (per esempio lo yuan).
Il dollar index ha guadagnato lunedì lo 0,5%, lo yuan è sceso dello 0,3% a 7,27, ai minimi da luglio. Le nazioni Brics hanno chiesto al gruppo di creare una valuta alternativa per il commercio e gli affari globali durante il vertice dell'anno scorso in Sud Africa. In tal senso è da leggere l'uso del yuan da parte della Cina nelle transazioni transfrontaliere che ha raggiunto livelli record quest'anno.
L'S&P Global Russia Manufacturing Pmi è aumentato a 51,3 a novembre 2024 da 50,6 di settembre, toccando i massimi da agosto poiché la produzione è tornata a crescere grazie a una domanda più forte. Si tratta poi del secondo mese consecutivo di espansione dell'attività manifatturiera, con le vendite all'estero in crescita per il quarto mese consecutivo. L'occupazione è diminuita di poco mentre gli ordini arretrati sono scesi per la quarta volta negli ultimi sei mesi grazie al fatto che le aziende sono state in grado di esaurire le commesse ricevute.
Nel frattempo, i tempi di consegna si sono allungati, ma sono stati comunque i più brevi degli ultimi cinque mesi. Per quanto riguarda i prezzi, i costi (di input) hanno accelerato al livello più rapido da ottobre 2023, complice la debolezza del tasso di cambio e i maggiori costi dei fornitori, mentre l'inflazione dei costi di output è salita al livello più alto degli ultimi dodici mesi dopo che i produttori hanno trasferito i costi più elevati ai clienti. Infine, il sentiment delle imprese è migliorato. (riproduzione riservata)