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La Bundesbank apre al taglio dei tassi Bce nella riunione del 17 ottobre
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La Bundesbank apre al taglio dei tassi Bce nella riunione del 17 ottobre

di Onofrio Giuffrè
08 ottobre 2024, 20:40 Ultimo aggiornamento: 21:04

Joachim Nagel (Bundesbank): sono aperto alla riduzione, gli ultimi dati sull’inflazione sono incoraggianti. Un ulteriore segnale dopo le parole di Lagarde e il cambio di direzione di Schnabel sulla crescita  | Germania, allarme del regolatore sulle piccole banche: fragilità all'ultimo stress test per oltre 50 istituti

Il presidente della Bundesbank Joachim Nagel si è detto disposto a parlare di un taglio dei tassi Bce il 17 ottobre. «Voglio aspettare fino alla riunione, ma sono certamente aperto alla possibilità di fare un altro passo avanti sui tassi», ha detto il banchiere centrale. Nagel è uno dei falchi del consiglio direttivo della Bce: la sua disponibilità a discutere di un taglio è un’apertura ulteriore alla riduzione dei tassi.

«Gli ultimi dati sono stati molto incoraggianti: ci stiamo chiaramente avvicinando all’obiettivo del 2%», ha spiegato Nagel a proposito dell'inflazione nell'area euro, che a settembre è scesa sotto il target per la prima volta da giugno 2021. «L’andamento dell'inflazione è una buona notizia» anche se quella di fondo «si sta dimostrando ancora un po’ più robusta». Nagel si è inoltre detto d'accordo con la revisione del governo tedesco delle previsioni di crescita della Germania per quest’anno, da +0,3% a -0,2%. Nagel ha aggiunto che «i dazi e il protezionismo non possono essere nell’interesse dell’Europa. Sono a favore di colloqui e negoziati con la Cina».

Il cambio di rotta dei falchi

Nei giorni scorsi anche un altro falco Bce, il membro del comitato esecutivo Isabel Schnabel, ha aperto al taglio dei tassi osservando che «non si possono ignorare i venti contrari alla crescita». Quanto all’inflazione, per Schnabel «è diventato più probabile un calo sostenibile all’obiettivo del 2% in modo tempestivo» a causa dell’indebolimento della domanda di lavoro e dei progressi nella disinflazione. In passato il membro tedesco della Bce aveva sostenuto la tesi di un «ultimo miglio» difficile sul ritorno dell’inflazione al 2%.Un altro membro del board, l’olandese Frank Elderson, ha detto che i rischi di ribasso per l’economia «si stanno materializzando» e perciò i banchieri centrali «dovranno valutare con attenzione se questo ha implicazioni per le prospettive di inflazione».

Nella Bce si è fatta così strada la posizione più attenta ai rischi di crescita e di calo dell’inflazione sotto il 2%, espressa dai governatori di Italia (Fabio Panetta), Francia (François Villeroy de Galhau), Portogallo (Mario Centeno) e dal membro Bce Piero Cipollone. La presidente Bce Christine Lagarde ha mandato un forte segnale di riduzione dei tassi nell’ultima audizione al Parlamento Ue. Ieri Centeno ha aggiunto: «Sapevamo che il tasso di inflazione di settembre sarebbe stato inferiore, ma è stato più basso di quanto previsto dalla Bce e anche dai mercati». Così per Centeno il ciclo di riduzione dei tassi «sarà più veloce di quello sul tavolo a giugno» ma in ogni caso occorre «mantenere gradualità nelle decisioni». Il taglio con ogni probabilità sarà di 25 punti base.

L’economia dell’Eurozona è di fatto ferma da fine 2022. Inoltre l’inflazione è arrivata all’1,8% a settembre e sta scendendo più velocemente del previsto, con il rischio di restare sotto l’obiettivo Bce del 2% anche nei prossimi mesi.

Secondo le stime di un’analisi Bankitalia, l’inasprimento monetario ha ridotto la crescita del pil dell’Eurozona di circa l’1% nel 2022, tra il 3,5% e il 5% nel 2023 e intorno al 2% nel 2024. La stretta avrebbe inoltre diminuito l’inflazione tra lo 0,5 e l’1% nel 2022, tra il 3 e il 4% nel 2023 e tra il 2 e il 3,5% nel 2024. Lo studio ha mostrato che gli aumenti dei tassi Bce per 450 punti base tra luglio 2022 e settembre 2023 hanno avuto un impatto significativo al ribasso su crescita e inflazione. Il canale bancario ha svolto un ruolo rilevante nella trasmissione monetaria.

Secondo Axa «la traiettoria più plausibile della Bce sarà quella di tagliare di 25 punti base a ogni riunione del consiglio fino a giugno 2025 e al raggiungimento del tasso neutrale, vicino al 2%. Affinché la Bce entri in un territorio accomodante, è necessario che si concretizzi una chiara recessione, ma c’è ancora possibilità di evitarla». (riproduzione riservata)



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