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Fabio Panetta
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Banche centrali Leggi dopo

La Bce verso un braccio di ferro sui tassi al direttivo di dicembre

di Angelo De Mattia
20 novembre 2024, 20:30 Ultimo aggiornamento: 20:47

Il governatore Fabio Panetta chiede il superamento della politica monetaria restrittiva. Ma i falchi non demordono

Dopo gli interventi milanesi del governatore Fabio Panetta non si può non esercitarsi nelle previsioni sulle decisioni del consiglio direttivo della Bce del prossimo 12 dicembre. Il problema principale è l’economia stagnante nell'area dell'euro e l'inflazione che marcia verso il 2%, situazione questa che impone il superamento di una politica monetaria restrittiva.

Da diversi mesi, mentre si andavano materializzando tali fenomeni, abbiamo scritto su queste colonne che l'allentamento monetario doveva essere più consistente di quello deciso dalla banca centrale, che bisognava superare il criterio trasformatosi in una giaculatoria delle decisioni riunione per riunione, in base ai dati e che era necessario riprendere l'impostazione della forward guidance. Sottolineavamo l'importanza di un'azione d'anticipo da parte della Bce, dato il ruolo cruciale delle aspettative. Ricordavamo che questa è la funzione principe del governo della moneta. Non sono mancate critiche nei confronti di queste tesi da parte di sostenitori di una presunta ortodossia e da plauditores di qualsiasi cosa faccia o stabilisca la Bce e, in genere, facciano le banche centrali.

Riscontrare ora che il governatore sostiene indirizzi e misure similari conferma autorevolmente, invece, la validità delle tesi rappresentate. Anzi, la conferma si estende a un'altra opinione qui manifestata ripetutamente in merito ai necessari raccordi tra politica monetaria e funzione di Vigilanza bancaria. Infatti Panetta, a proposito della crisi innescata nel 2007-2008 dai subprime e negli anni seguenti, sostiene che alla manovra di allentamento monetario corrispose una restrizione dei requisiti patrimoniali delle banche e ciò evidentemente finì con il frustrare gli intendimenti della manovra stessa. Da ciò dovrebbe discendere un'attenzione precisa, non limitata storicamente dunque al caso esaminato, al coordinamento tra le due leve, il che significa attenzione al rapporto tra stabilità monetaria e stabilità finanziaria.

Vedremo altresì se l’ipotizzata modifica del ruolo, nella nuova fase, del governo della moneta richiederà o no anche misure quali il Quantitative Easing, magari riveduto e corretto. Intanto, a proposito di tasso neutrale (tema affrontato dal governatore) dobbiamo avere presente che le norme promosse dalla stesa Bce stabiliscono comunque nel 2% il target che indica il raggiungimento della stabilità dei prezzi. Più in generale, si pone il problema della fin qui inadeguata comunicazione della Bce, continuamente stigmatizzata su queste pagine, che Panetta ora solleva sollecitando anche in questo caso, per le connessioni con tutto ciò che è stato detto, un mutamento di impostazione. Ne deriva però pure una questione ancor più delicata concernente i rapporti tra il direttivo della Bce nel suo complesso e i singoli componenti prima, durante e dopo le previste riunioni. Questi ultimi non sono terzi rispetto all’organo, ma sono essi stessi (si potrebbe dire forzando un po’) l’organo.

Se si afferma che la Bce deve compiere determinate scelte, è un po’ come se lo si dicesse a se medesimi; altro è se lo afferma un vero terzo. Osserviamo che il dibattito tra i componenti dell’organo di vertice si svolge ben prima delle sedute a mezzo stampa. È quasi un mimare quel che può avvenire per un partito politico, con la conseguenza, nel nostro caso, che, se poi il direttivo non decide nel modo in cui si è sostenuto pubblicamente prima della riunione e se la distanza tra il deliberato e queste dichiarazioni è significativo, allora dai sostenitori di queste ultime bisognerebbe votare contro e continuare la battaglia intellettuale, al di là della registrazione della posizione nei previsti sintetici resoconti.

Ma giova tutto ciò? O, nella necessaria revisione della comunicazione, bisognerà affrontare anche questo problema? Sarebbe doveroso riprendere il tema della single voice e della dissenting opinion. Se comunque le tesi anti-restrittive prevarranno (ma già si annunciano quelle dei persistenti rigoristi) allora bisognerà attendersi che il 12 dicembre il taglio dei tassi dovrà essere di 50 punti base. Sarà un test fondamentale. (riproduzione riservata)



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