La Banca Centrale Europea non delude il mercato e taglia ancora una volta il costo del denaro nella riunione del 12 dicembre, l’ultima dell’anno. Il board di Francoforte ha deciso una riduzione di 25 punti base, per la quarta volta nel corso del 2024, portando il tasso sui depositi al 3%.
I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale presso la banca centrale, di conseguenza, si riducono al 3,15% e al 3,45%.
Il processo disinflazionistico è ben avviato. «Secondo i nostri esperti l’inflazione si collocherebbe in media al 2,4% nel 2024, al 2,1% nel 2025, all’1,9% nel 2026 e al 2,1% nel 2027, anno dell’entrata in vigore del sistema ampliato di scambio di quote di emissione dell’Ue», si legge in una nota. L’inflazione al netto della componente energetica e alimentare è attesa al 2,9% nel 2024, al 2,3% nel 2025 e all’1,9% nel 2026 e 2027. Le misure dell’inflazione core suggeriscono che l’inflazione si attesterà stabilmente intorno all’obiettivo del Consiglio direttivo del 2% a medio termine.
Pur allentandosi, le condizioni di finanziamento restano stringenti, in quanto la politica monetaria permane restrittiva e i passati rialzi dei tassi di interesse si stanno ancora trasmettendo alle consistenze dei crediti in essere.
I membri del board si attendono ora una ripresa economica più lenta di quanto indicato nelle proiezioni di settembre. Nonostante l’aumento della crescita registrato nel terzo trimestre di quest’anno, gli indicatori basati sulle indagini congiunturali segnalano una contrazione nell’attuale trimestre. Le proiezioni degli esperti indicano una crescita economica dello 0,7% nel 2024, dell’1,1% nel 2025, dell’1,4% nel 2026 e dell’1,3% nel 2027. (riproduzione riservata)