Come da previsioni, il Consiglio direttivo ha deciso giovedì di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento. «Le informazioni in arrivo hanno ampiamente confermato la precedente valutazione delle prospettive di inflazione a medio termine», ha fatto sapere Francoforte.
A parte un effetto base al rialzo sull’inflazione complessiva legato all’energia, la tendenza al ribasso dell’inflazione di fondo secondo la banca centrale è proseguita e «i passati aumenti dei tassi d’interesse continuano a trasmettersi con forza alle condizioni di finanziamento». Il Consiglio direttivo ha poi ribadito che continua ad essere determinato a riportare l’inflazione al 2% e che «continuerà a seguire un approccio basato sui dati per determinare il livello e la durata appropriati della restrizione». Al momento Francoforte ribadisce comunque che i livelli dei tassi di interesse resteranno a livelli sufficientemente restrittivi finché necessario.
La Bce ha confermato anche quanto definito sulla riduzione progressiva del programma di acquisto d’emergenza pandemica. «Il portafoglio del Paa sta diminuendo a un ritmo misurato e prevedibile, in quanto l’Eurosistema non reinveste più il capitale rimborsato sui titoli in scadenza», si legge nella nota di Francoforte che ha ribadito anche che intende continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nell'ambito del Pepp nel corso della prima metà del 2024. Nella seconda metà dell’anno intende invece ridurre il portafoglio Pepp in media di 7,5 miliardi di euro al mese. Il Consiglio direttivo intende interrompere i re-investimenti nell’ambito del Pepp alla fine del 2024.
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