Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha deciso oggi, 14 dicembre, di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento (al 4,5%). «Sebbene l'inflazione sia diminuita negli ultimi mesi, è probabile che riprenda temporaneamente nel breve termine», spiegano da Francoforte.
Secondo le ultime proiezioni degli esperti dell’Eurosistema per l’area dell’euro, l’inflazione dovrebbe diminuire gradualmente nel corso del prossimo anno, prima di avvicinarsi all’obiettivo del 2% dal Consiglio direttivo nel 2025. Nel complesso, Francoforte prevede un’inflazione complessiva in media del 5,4% nel 2023, del 2,7% nel 2024, del 2,1% nel 2025 e dell’1,9% nel 2026. Rispetto alle proiezioni degli esperti di settembre, ciò equivale a una revisione al ribasso per il 2023 e soprattutto per il 2024: in precedenza aveva previsto valori del 5,6% quest’anno, 3,2% nel 2024 e 2,1% nel 2025.
Gli esperti di Eurolandia prevedono inoltre che la componente core, che esclude i beni energetici e alimentari, si attesterà in media al 5% nel 2023, al 2,7% nel 2024, al 2,3% nel 2025 e al 2,1% nel 2026.
«I passati aumenti dei tassi d'interesse continuano a trasmettersi con forza all’economia», ha ribadito poi la Bce. «L’inasprimento delle condizioni di finanziamento sta smorzando la domanda e questo sta contribuendo a spingere al ribasso l’inflazione». Su questa scia la Bce si attende una crescita economica contenuta nel breve periodo. Gli esperti hanno abbassato la stima sul pil 2023 allo 0,6%, dal precedente 0,7%, e allo 0,8% per il 2024, rispetto al precedente l’1%, resta invariata la prospettive sul 2025 all’1,5%.
Quanto al programma di acquisto di asset (Paa) e programma di acquisto per l'emergenza pandemica (Pepp), la Bce ha sottolineato che il portafoglio del Paa sta diminuendo a un ritmo «misurato e prevedibile, in quanto l'Eurosistema non reinveste più il capitale rimborsato sui titoli in scadenza».
Il Consiglio direttivo intende, inoltre, continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nell’ambito del Pepp nel corso della prima metà del 2024. Nella seconda metà dell’anno intende ridurre il portafoglio Pepp in media di 7,5 miliardi di euro al mese. Come da programma, la fine dei reinvestimenti avverrà alla fine del 2024.