Mentre la Cina è chiusa per festeggiare il Nuovo anno lunare, il Nikkei sale dello 0,18% alle ore 7:00 italiane e l'indice Asia Dow è piatto. Ieri il Nasdaq è rimbalzato del 3,4% e l'S&P 500 dell'1,89% a chiudere bene un mese difficile per Wall Street. L'S&P 500 e il Nasdaq sono scesi rispettivamente del 5,3% e dell'8,9% a gennaio, registrando il mese peggiore da marzo 2020. E anche il Dow ha ceduto il 3,3%.
Oggi le valute viaggiano laterali, l'euro a 1,1243, lo yen a 115, la sterlina a 1,3454, mentre il rendimento del T bond Usa decennale è in leggero calo all'1,776% e i futures sulla borsa americana sono per ora in rosso (-0,2% in media). Il selloff di gennaio è arrivato quando la Fed ha indicato la disponibilità a inasprire la politica monetaria, compreso l'aumento dei tassi di interesse più volte quest'anno (si parla già di 50 punti base a marzo) e a ridurre il bilancio per domare un'inflazione persistente. Il cambiamento di politica ha spinto gli investitori ad abbandonare le azioni tecnologiche orientate alla crescita.
Le azioni sembrano vulnerabili dopo lo straordinario rally che è arrivato quando la Federal Reserve e le altre più importanti banche centrali hanno iniettato 8.000 miliardi di dollari nell'economia globale per combattere l'impatto della pandemia. Una generosità che ha fatto volare il mercato azionario mondiale, secondo calcoli di Bloomberg, al picco di novembre 2021 per 1.225 miliardi di dollari, 30 trilioni di dollari in più rispetto al record pre-pandemia stabilito nel gennaio 2020.
La Reserve Bank of Australia ha mantenuto oggi invariato il tasso al minimo storico dello 0,1%, come previsto. Allo stesso tempo, il consiglio ha deciso di interrompere i programmi di acquisto di obbligazioni da 275 miliardi di dollari australiani che terminerà il 10 febbraio. Il board della Banca centrale ha notato che l'arresto del quantitative easing non implica un aumento a breve termine dei tassi di interesse dal momento che è ancora disposto a essere paziente.
Sony sta acquistando Bungie, lo sviluppatore di videogiochi statunitense dietro i famosi franchise di Destiny e Halo, da tempo però passato a Microsoft, per 3,6 miliardi di dollari. È la terza acquisizione significativa di videogiochi questo mese, dopo la mossa di Microsoft per rilevare Activision Blizzard per 69 miliardi di dollari e di Zynga su Take Two Interactive.
Intanto miliardario George Soros ha detto che il presidente Xi Jinping potrebbe non riuscire a estendere il suo governo sulla Cina entro la fine dell'anno, contrariamente a quanto si aspetta la maggior parte degli osservatori. Soros, riporta Bloomberg, ha citato i nemici di Xi all'interno del partito, una crisi immobiliare, vaccini inefficaci e un tasso di natalità in calo come fattori che agiscono contro di lui.
Le Olimpiadi invernali cinesi potrebbero essere più un freno per l'economia di Pechino che una spinta, dal momento che le riacutizzazioni dei virus e il contenimento dell'inquinamento pesano sull'attività industriale e sui consumatori. Un divieto alla presenza di spettatori in loco significa che non ci sarà il solito aumento del turismo e dei consumi che una città spera di ottenere ospitando i giochi, mentre le restrizioni sulle industrie inquinanti per garantire cieli sereni sulla capitale significano che le acciaierie stanno frenando la produzione, nota Bloomberg. Nel frattempo, il parlamento giapponese dovrebbe approvare una risoluzione che esprime preoccupazione per i diritti umani degli uiguri già oggi, con una mossa che potrebbe irritare la Cina pochi giorni prima dell'inizio dei Giochi. (riproduzione riservata)