L'Opec e gli alleati, tra cui la Russia, hanno concordato un taglio della produzione di petrolio per sostenere i prezzi, scesi a causa dei timori di una recessione. I produttori di petrolio ridurranno la produzione di 100.000 barili al giorno, pari a solo lo 0,1% della domanda globale, per il mese di ottobre e hanno stabilito di potersi riunire in qualsiasi momento per regolare la produzione prima della prossima riunione, prevista per il 5 ottobre. La Russia, secondo produttore mondiale di petrolio e membro chiave dell'Opec+, non era favorevole a un taglio della produzione in questo momento, con Mosca già passata alle minacce: niente petrolio ai Paesi che impongono un tetto ai prezzi.
Ieri, alla chiusura delle borse europee, il prezzo del Brent, crollato del 25% negli ultimi tre mesi a causa delle preoccupazioni per un rallentamento economico, ha esteso i guadagni a un +2,5% a 95,3 dollari al barile, mentre il greggio americano, il Wti, con Wall Street chiusa per festività, è salito del 2,4% a 88,9 dollari. Per Srijan Katyal, global head of strategy e trading services di Adss si tratta di una mossa «attesa». I prezzi del petrolio probabilmente nel breve termine saliranno in scia a questo catalizzatore positivo, ha previsto Katyal, secondo cui saranno da monitorare «gli eventuali sviluppi sul tema del potenziale tetto ai prezzi che i Paesi G7 stanno cercando di applicare al petrolio russo». (riproduzione riservata)