L’inflazione in Italia cala al livello più basso da gennaio, ma il carrello della spesa torna a rappresentare una nota dolente. Secondo le stime preliminari dell’Istat, a settembre l’indice dei prezzi al consumo è sceso allo 0,7% (+0,2% su base mensile), dall’1,1% di agosto, registrando il livello più basso da inizio anno . In flessione anche l’inflazione di fondo, al netto delle componenti più volatili di cibo ed energia, è scesa all’1,8% dall’1,9% registrato negli ultimi tre mesi.
Il calo del tasso d’inflazione si deve ancora all’evoluzione dei prezzi dei beni energetici (-8,7% da -6,1% di agosto), ma risente anche del rallentamento su base tendenziale dei prezzi di alcune tipologie di servizi (ricreativi, culturali e per la cura della persona e di trasporto), spiegano dall’Istituto. Per contro, nel comparto alimentare, i prezzi aumentano lievemente il loro ritmo di crescita su base annua, contribuendo all’accelerazione dei prezzi del carrello della spesa all’1,1% dal +0,6% di agosto. «L’aumento arriva dopo 18 mesi di ribassi consecutivi», fa notare Gabriel Debach, market analyst di eToro, «e seppur non drammatico, pone un freno al potere d’acquisto delle famiglie».
Secondo l’Unione Nazionale Consumatori (Unc), il calo dell’inflazione è solo un’illusione dovuta solo al fatto che le vacanze degli italiani sono finite e, quindi, sono terminate le speculazioni sulle loro ferie, che avevano portato a rincari astronomici anche a due cifre, dal trasporto marittimo che in agosto era balzato in un solo mese del 33,8% su luglio 2024, ai pacchetti vacanza nazionali, aumentati rispetto all'estate del 2023 del 37,4%.
«È preoccupante, invece, il rincaro dei prodotti alimentari e bevande analcoliche che, dopo aver interrotto a luglio e agosto una discesa che durava da dicembre 2023, con effetti anche sul carrello della spesa», commenta Massimo Dona presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. «Una spesa, questa si, sostenuta dalle famiglie, essendo obbligata». Secondo i calcoli dell’Unc, i dati di settembre si traducono per una coppia con due figli in un aumento del costo della vita complessivamente pari a 123 euro su base annua, 113 euro in più solo per i prodotti alimentari e le bevande analcoliche e 129 per il carrello della spesa. Per una coppia con un figlio, la spesa aggiuntiva annua è pari a 122 euro, ma 102 euro sono per cibo e bevande, 119 per i beni alimentari, per la cura della casa e della persona. Per una famiglia media sono 85 euro in totale, ma 81 in più sono necessari per mangiare e bere, 94 per il carrello. Il primato alle famiglie numerose, con più di 3 figli con 134 euro in più soltanto per nutrirsi e dissetarsi.
I dati potrebbero comunque essere in linea con le stime della Banca Centrale Europea, che negli ultimi mesi ha avvertito che l’inflazione di alcuni beni negli prossimi mesi dell’anno avrebbe potuto subito rialzi, salvo poi tornare a scendere nel 2025. «Per gli investitori», aggiunge ancora Debach, «è un classico bicchiere mezzo pieno: il rallentamento dell’inflazione allontana la minaccia di politiche monetarie restrittive, con le preoccupazioni che si spostano sul mercato del lavoro e sulle prospettive economiche future, aree che meritano un monitoraggio costante nei prossimi mesi».
Aumentano anche i timori relativi alla debolezza del ciclo economico. Secondo Generali Asset Management, gli obiettivi sul contenimento dell’aumento dei prezzi delle banche centrali si stanno concretizzando, mentre i segnali provenienti dagli indicatori macroeconomici fanno crescere i timori che le politiche monetarie restrittive possano frenare la crescita in modo più severo del previsto. (riproduzione riservata)