A maggio l’inflazione in Germania torna a crescere. Secondo le stime preliminari di Destatis, l’ufficio federale di statistica, l’indice dei prezzi al consumo è salito del 2,4% su anno (dopo il 2,2% di aprile) e dello 0,1% rispetto al mese precedente. Il dato sull’anno è in linea con le attese, mentre la variazione sul mese è leggermente sotto le stime di +0,2%.
L’inflazione core (che esclude i prezzi più volatili di cibo ed energia) è invece salita del 3%, mentre l’indice armonizzato è salito del 2,8% e dello 0,2% (le attese erano per +2,8% su anno e +0,3% su mese).
Gli esperti fanno notare che i dati non solo palesano l’impatto continuo degli effetti base e delle precedenti misure governative sull’inflazione, ma sottolineano anche quanto l’inflazione rimanga vischiosa. Questa rigidità sembra destinata a continuare poiché l’effetto confronto con i prezzi energetici dello scorso anno si sta esaurendo mentre l’economia sta guadagnando terreno e i salari sono in aumento. Sempre mercoledì, l’ufficio statistico ha segnalato l’aumento più elevato dei salari reali dal 2008, in crescita del 3,8% nel primo trimestre.
«L’aumento odierno dell’inflazione complessiva tedesca ci ricorda quanto sarà difficile per la Bce compiere l’ultimo miglio per riportare l’inflazione al 2%», spiegano gli analisti di Ing. «Tuttavia, con un intero coro di membri del Consiglio direttivo Bce che continua a confermare i tagli ai tassi, qualsiasi mossa diversa da un taglio di 25 punti base la prossima settimana sarebbe una grande sorpresa, per non parlare di una grave perdita di reputazione per la banca centrale». Mercati ed esperti aspettano adesso i dati di venerdì sull’inflazione dell’Eurozona, e anche dell’Italia. (riproduzione riservata)