L'inflazione Usa è ancora troppo alta. Ad agosto è scesa all'8,3% su base annua, dopo l'8,5% di luglio e il 9,1% di giugno. Ma il dato Cpi (consumer price index) dell'ultimo mese è stato comunque più alto dell'8,1% atteso dai mercati. E l'inflazione core, cioè al netto di cibo ed energia, è addirittura salita al 6,3% dal 5,9% di luglio, più del previsto 6,1%. E così è dato ormai per certo ormai certo un rialzo dei tassi d'interesse di altri 75 punti base da parte della Federal Reserve mercoledì della prossima settimana. Sarebbe il terzo aumento consecutivo dello 0,75% e porterebbe i fed funds in una forchetta del 3-3,25%. Ma soprattutto non si vede quando la Fed potrà cominciare almeno a rallentare la portata degli aumenti del costo del denaro. Il dato sull'inflazione core, ancora in rialzo, è particolarmente preoccupante. Wall Street ha accusato il colpo: il Dow Jones ha chiuso in ribasso del 3,9%, il Nasdaq del 5,2% e lo S&P500 del 4,3%. L'euro è tornato sotto la parità a 0,9974 dollari, mentre il rendimento del T-bond a 10 anni è salito al 3,421%. Precipita il Bitcoin (-9,7% a 20.214 dollari) dopo una buona serie di rialzi che non si vedeva da tempo. Giù Ethereum (-7,8% a 1.589 dollari) in quella che dovrebbe essere la vigilia del Merge, ovvero il passaggio dalla Proof of Work alla Proof of Stake.
Fra i titoli che più hanno sofferto oggi da segnalare Meta (-9,4%), BlackRock (-7,5%) e Boeing (-7,2%). Mentre Twitter, dopo che i suoi azionisti hanno detto di sì all'offerta da 44 miliardi di dollari fatta da Elon Musk, ceo di Tesla e SpaceX, è riuscita a chiudere in positivo (+0,6%). Musk che nel frattempo ha cambiato idea e quindi è stato citato in giudizio dal social network. Chris Shipley, capo delle strategie di investimento per il Nord America di Northern Trust Asset Management, ha così riassunto la giornata: "Se la Fed deve muoversi in modo più significativo per affrontare l'inflazione aumentano le probabilità di recessione". (riproduzione riservata)