È iniziata l'era panettiana, nel tipo e nello stile degli interventi pubblici che si profilano del neo-governatore. Il discorso che Fabio Panetta ha pronunciato giovedì 30, al convegno in occasione dei 60 anni dell'Iccrea, si distingue per l’evidenziazione netta della sua persona nel sostegno di determinate tesi, per l'abbondanza delle spiegazioni nelle note al testo dell'intervento (in passato assai rare), per il mutamento della struttura del discorso stesso rispetto alla consuetudine osservata in passato: si è iniziato ieri con i temi specifici delle banche e in particolare delle bcc, il cui settore eroga un quinto dei finanziamenti alle piccole imprese e ha un particolare rapporto con l'economia del territorio, e poi si è passati a trattare argomenti di carattere generale che in precedenza costituivano, invece, la parte iniziale degli interventi. Per le Bcc non ha affrontato problematiche specifiche verosimilmente destinate ad altre sedi. Aspetti tutti formali? No, essi delineano il carattere di una personalità che ritiene di dare incisività ai propri interventi anche con promesse quale quella conclusiva in cui ha anticipato che «io stesso tornerò su di essi (sull'innovazione, la produttività, gli investimenti, il debito, ndr) con valutazioni approfondite. Il discorso, il primo dopo l'insediamento al vertice di Palazzo Koch, è denso di spunti che sollecitano riflessioni.
A proposito delle banche Panetta, premessa la considerazione secondo la quale l'attuale loro positiva situazione conferisce stabilità all'intero sistema finanziario, avverte del rischio di un aumento dei crediti deteriorati che sarebbe mostrato da proiezioni della Banca d'Italia per l'effetto congiunto del rallentamento ciclico e degli alti tassi di interesse, ma precisa che il sistema bancario, il quale dovrà provvedere a mitigare questi rischi, è comunque in grado di gestire sviluppi sfavorevoli.
Quanto alla politica monetaria, Panetta ha difeso la restrizione monetaria in considerazione degli effetti redistributivi a vasto raggio occulti e iniqui provocati dall'inflazione.
Ma ecco l'osservazione tipicamente panettiana: occore evitare, egli ha poi precisato, danni per l'attività economica e rischi per la stabilità finanziaria che si ripercuoterebbero sulla stessa stabilità dei prezzi. Poi ha messo in guardia contro una brusca contrazione del bilancio dell'eurosistema. È necessario agire con cautela nel processo di normalizzazione della politica monetaria. È vero che la restrizione va mantenuta per il tempo necessario a consolidare la disinflazione. Tuttavia se l'osservazione su danni e rischi ha un concreto riferimento, questo dovrebbe riguardare - si ritiene qui - la necessità di evitare ulteriori aumenti dei tassi e, semmai, di cominciare a pensare a un loro calibrato allentamento, a differenza di quanto ha sostenuto fino a poco tempo fa una parte dello schieramento dei membri del Direttivo della Bce appartenenti a Paesi cosiddetti frugali.
Vedremo quali saranno le decisioni che il predetto organo assumerà nella riunione del 14 dicembre.
Una trattazione, molto approfondita, il governatore ha quindi dedicato alla crescita, al rischio di ritornare agli insoddisfacenti tassi di sviluppo degli ultimi due decenni, e , in particolare, ha rimarcato l'importanza dell'aumento della produttività totale dei fattori, che finalmente viene evidenziata in un discorso rigoroso anziché limitarsi al riferimento alla produttività del lavoro. La prima produttività chiama in ballo le nuove tecnologie, i miglioramenti organizzativi, le innovazioni di prodotto, l'espansione delle imprese più efficienti. Investimenti, produttività e crescita costituiscono la triade che deve essere alla base del rilancio dell'economia italiana. Ma poi vi è il debito pubblico che va ridotto in rapporto al pil. Il peso del debito, ha detto Panetta, con tutte le sue negative conseguenze, opprime l'economia italiana da troppi anni. Dobbiamo liberarcene agendo sul fronte sia della finanza pubblica, sia della crescita, considerando altresi l'importanza di agire per il rilancio dell'economia del Mezzogiorno: insomma, agendo sui due versanti, occorre qui sottolineare, e non limitandosi al solo aumento del prodotto che per di più si prevede, per ora, non adeguato.
Siamo, come primo intervento, ancora ai concetti generali e difficilmente avrebbe potuto essere diversamente. Non a caso Panetta sin d'ora guarda ai nuovi appuntamenti. Il prossimo, importante, sarà al Forex di Genova a febbraio. Ma cruciale sarà l’indicazione dei mezzi con i quali operare per dare seguito alle analisi e alle proposte del governatore e, prima ancora, la volontà e le possibili convergenze non solo politiche, ma anche sociali ed economiche.
Più avanti diverrà più complesso valutare specifiche misure nazionali ed europee. La funzione dell'istituto di alta consulenza per gli organi costituzionali non sarà facile. La partenza del primo sessennio del governatorato appare, comunque, ben curata come il modo del comunicare la posizione della Banca d'Italia ( e personale).
Vedremo il seguito, non dimenticando non solo i contenuti, ma anche l'importanza della funzione della comunicazione anche ai livelli inferiori di Palazzo Koch. (riproduzione riservata)