Nuovo segnale negativo per l’economia tedesca e di conseguenza per quella europea, che resta in una situazione più difficile rispetto a quella Usa. L’indice Zew sul sentiment economico in Germania ha registrato un forte calo ad agosto. Il dato si è attestato a 19,2 punti, rispetto alle aspettative di 34, con un crollo di 22,6 punti rispetto al valore del mese precedente. L’ultima volta che le aspettative si sono deteriorate in modo simile è stato nel luglio del 2022. Anche la valutazione della situazione economica attuale in Germania è peggiorata. L’indicatore corrispondente è sceso di 8,4 punti, attestandosi a -77,3 punti.
Lo scenario mette pressione alla Bce riguardo a ulteriori tagli dei tassi, dopo la prima riduzione di giugno e la pausa di luglio. Gli analisti si aspettano sforbiciate a settembre e dicembre, con altri quattro tagli l’anno prossimo. La Germania in particolare paga le difficoltà dell’automotive, la minore domanda estera (in particolare da Cina e Stati Uniti), la politica fiscale restrittiva (a causa del cosiddetto «freno del debito» in Germania) e i tassi di interesse ancora alti. Più in generale Berlino deve completare la ristrutturazione dell’economia, sbilanciata sull’export (con ruolo ridotto invece per domanda interna e investimenti) e troppo legata al gas russo prima dell’invasione dell’Ucraina. I problemi della Germania non sono una buona notizia per l’Italia, a causa delle interconnessioni tra le due economie.
Il pil tedesco è calato dello 0,1% nel secondo trimestre soprattutto per effetto della debolezza negli investimenti per macchinari e nelle costruzioni. La Germania è stato l’unico tra i maggiori Paesi a registrare un calo del prodotto. Il pil italiano è aumentato nello stesso periodo dello 0,2%, quello francese dello 0,3% (come la media dell’Eurozona), quello spagnolo dello 0,8%.
«Le prospettive economiche della Germania si stanno sgretolando», ha osservato Achim Wambach, presidente dello Zew. «Nell’ultimo sondaggio si osserva il più forte calo delle aspettative economiche degli ultimi due anni. Anche le aspettative economiche per l’Eurozona, gli Stati Uniti e la Cina si sono deteriorate notevolmente. Di conseguenza, sono calate soprattutto le aspettative per i settori tedeschi ad alta intensità di esportazioni».
Per Wambach «è probabile che le aspettative economiche siano ancora influenzate da un’elevata incertezza, determinata dall’ambiguità della politica monetaria, dai dati economici deludenti dell’economia statunitense e dalle crescenti preoccupazioni per un'escalation del conflitto in Medio Oriente. Di recente, questa incertezza si è espressa in un’agitazione dei mercati azionari internazionali».
Per Citi «il secondo calo consecutivo dello Zew, dopo un’analoga variazione dell’indice Sentix, suggerisce che la lieve ripresa del primo semestre nell’Eurozona potrebbe già essere svanita». Nei giorni scorsi il presidente dell’Ifo Clemens Fuest ha osservato che «l’economia tedesca è bloccata nella crisi».
Ieri l’istituto Zew ha anche reso noto che il sentiment degli esperti dei mercati finanziari sullo sviluppo economico dell’area euro è sceso a 17,9 punti, con un calo di 25,8 punti rispetto a luglio. L'ultima volta che l’indicatore ha registrato un calo maggiore è stato nell’aprile del 2020.
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