Anche il Regno Unito come l’Eurozona traballa sul rischio recessione. Secondo i dati pubblicati questa mattina dall'Office for National Statistics, nel terzo trimestre dall’anno il Regno Unito ha registrato una contrazione del prodotto interno lordo dello 0,1%.
Una revisione al ribasso rispetto alle stime precedenti di crescita zero, trainata da un calo dello 0,2% nel settore dei servizi, contro lo 0,1% inizialmente previsto. Parallelamente, l’Ons ha rivisto al ribasso anche i dati relativi al secondo trimestre, stimando una crescita zero rispetto al +0,2% delle ultime previsioni. Una stima che salva il Paese da una recessione tecnica al momento. Tutto dipenderà quindi dal pil del periodo ottobre-dicembre, se questo segnerà ancora una variazione negativa il Regno Unito sarà tecnicamente in recessione.
La valutazione del pil in calo rispetto alla precedente stima di crescita nulla sarà un duro colpo per il premier inglese Rishi Sunak, che ha inserito la crescita dell’economia in uno dei suoi cinque principali impegni elettori prima delle elezioni generali previste per il prossimo anno.
Resta, comunque, ottimista il Cancelliere, Jeremy Hunt, che ha affermato che le prospettive a medio termine per l’economia del Regno Unito sono «molto più ottimistiche» di quanto mostrano i dati attuali del pil. «Abbiamo visto l’inflazione scendere nuovamente questa settimana, e l’Office for Budget Responsibilit prevede che le misure contenute nella dichiarazione autunnale, tra cui il più grande taglio delle tasse sulle imprese nella storia britannica moderna e tagli fiscali per 29 milioni di lavoratori, forniranno il il più grande impulso mai registrato alla crescita potenziale».
Ad ogni modo, stando al quadro attuale, durante l’ultima riunione di politica monetaria dell’anno, la Bank of England ha deciso di lasciare i tassi d’interesse invariati al 5,25%. Ma alla luce degli ultimi dati sulla crescita e sull’inflazione (calata a sorpresa al 3,9% in novembre), secondo gli analisti di Moneyfarm, aumentano le probabilità di un taglio dei tassi già all’inizio del 2024. (riproduzione riservata)