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L’avvocato cambia marcia. Così l’algoritmo mette il turbo alle law firm
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L’avvocato cambia marcia. Così l’algoritmo mette il turbo alle law firm

di Lucia Benenati
13 maggio 2025, 12:00

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Dallo snellimento delle operazioni di due diligence all’analisi di dati storici per prevedere gli esiti dei casi, la genAI sta rivoluzionando il settore legale in modi che vanno oltre l’efficienza

Quando Richard Susskind, uno dei giuristi più citati al mondo sull’evoluzione dei servizi legali, preconizzò nel 1996 che avvocati e clienti avrebbero utilizzato le email come mezzo di comunicazione sconcertò il settore, tradizionalmente conservatore. Oggi le mail sono la prassi. È tornato a scuoterlo nel 2019, annunciando un decennio di cambiamenti dirompenti per l’intero sistema legale e giudiziario. Cambiamenti legati all’innovazione tecnologica, naturalmente, e all’intelligenza artificiale, che ha bussato anche alle porte delle law firm presentandosi come «facilitatore», svolgendo ricerche giurisprudenziali sofisticate, eseguendo due diligence, redigendo contenuti e documenti... 

Se è ancora presto parlare di avvocati robot, è chiaro che il settore ha abbracciato la GenAI: la ricerca globale Future Ready Lawyer 2024 condotta da Wolters Kluwer, leader mondiale nelle soluzioni di informazione, software e servizi, ha rivelato che il 76% dei professionisti che lavora in un corporate legal office la utilizza almeno una volta alla settimana. «L’industria legale attraversa un momento cruciale, poiché i progressi tecnologici continuano a ridefinire il modo in cui i professionisti lavorano», commenta Giulietta Lemmi, a.d. di Wolters Kluwer Italia.

Lo sanno bene le principali insegne italiane e internazionali, alla guida del cambiamento GenAI. «Siamo stati tra i primi ad avvicinarci alle tecnologie di IA generativa e, dopo un trial di diversi mesi, a inizio 2023 abbiamo annunciato la partnership con Harvey, la piattaforma di IA basata su Gpt-4 studiata per il mondo legale», dichiara Amilcare Sada, partner di A&O Sherman. «Subito dopo, grazie a una collaborazione con Microsoft e Harvey, abbiamo lanciato ContractMatrix, uno strumento avanzato per la redazione e negoziazione dei contratti che opera su Microsoft Azure e permette di risparmiare un buon numero di ore per la revisione contrattuale, con un netto miglioramento dell’efficienza». Nuove tecnologie implicano formazione interna. «Abbiamo costituito i legal tech champions, gruppi che aiutano a diffondere l’uso consapevole dei nuovi strumenti che abbiamo a disposizione per meglio sfruttarne le potenzialità».

Via libera all’IA anche in Clifford Chance, che da oltre un anno utilizza Copilot per Microsoft 365 e Viva Suite. «Queste tecnologie, integrate anche con lo strumento proprietario Clifford Chance Assist sviluppato sulla piattaforma Azure OpenAI, consentono di automatizzare attività quotidiane come la gestione delle mail e delle riunioni, l’accesso all’apprendimento continuo e la predisposizione di documenti», sottolinea Andrea Tuninetti Ferrari, head of tech Italy. «L’obiettivo è rendere più efficienti le operazioni interne, liberare tempo per attività a maggior valore aggiunto e offrire un servizio più rapido e soddisfacente ai clienti, ovviamente assicurando sempre una significativa supervisione umana». Orrick si avvale di un Innovation team interno che guida la selezione e l’adozione delle migliori tecnologie, incluse quelle basate sull’intelligenza artificiale, per rendere più efficienti le attività aziendali e i servizi legali. «Sottoponiamo tutte le tecnologie utilizzate a controlli di sicurezza e di crittografia dei dati. Inoltre, le aziende tech con cui lavoriamo devono rispettare i nostri requisiti sulla privacy dei dati e sicurezza delle informazioni», spiega il managing partner Attilio Mazzilli. Le policy di Orrick richiedono che gli avvocati esaminino i risultati della GenIA  per garantire che le informazioni ottenute siano veritiere, accurate, affidabili e adeguate. Ampio il kit di strumenti di IA, da Microsoft Azure, Disco, Everlaw, Hebbia, Relativity e Microsoft 365 a Westlaw Precision (ricerca potenziata dall’AI), Practical Law (Ask Practical Law AI), Harvey, Draftwise, CoCounsel. «Senza dimenticare Orrick.ai, la nostra piattaforma proprietaria di AI generativa».

Per Eversheds Sutherland l’IA è un valido aiuto nella gestione di lavori ripetitivi per la stesura di prime bozze di documenti. «Consente un notevole risparmio di tempo e risorse e per questo sta diventando sempre più uno strumento su cui gli studi dovranno necessariamente investire», afferma l’executive partner Marcello Floris. «Inoltre, può essere di supporto per affinare le indagini». PwC Tls ha sviluppato internamente Idi, Instant document interaction, soluzione avanzata che utilizza il natural language processing per categorizzare e indicizzare automaticamente i documenti, migliorando il recupero delle informazioni e riducendo gli errori. «Inoltre, strumenti come Harvey supportano nella revisione contrattuale, analisi dei dati e contenziosi, mentre per i commercialisti l’IA facilita la gestione dei dati finanziari e automatizza attività ripetitive come la fatturazione e la tenuta dei registri», precisa Alessandro Caridi, partner PwC Italia e PwC digital innovation leader. «L’introduzione di AI agent e tecnologie di visione artificiale consente inoltre di gestire anche contenuti multimediali».

In Andersen sono al lavoro per implementare soluzioni innovative in grado di garantire il rispetto delle norme e la protezione dei dati. «Abbiamo siglato una partnership con una società tech leader per sviluppare diversi casi che sfruttano l’IA, progettati per ottimizzare i processi, migliorare l’efficienza e garantire una gestione più efficace delle operazioni», comunica il partner Francesco Marconi. «Parallelamente, stiamo testando dei tool AI per le attività quotidiane di professionisti e staff per poi estenderne l’uso tra i colleghi in modo controllato e coerente».

Riassunto dei documenti e trascrizione della registrazione di riunioni online sono i principali ambiti dell’applicazione dell’IA in 42 LawFirm, insegna specializzata sulle nuove tecnologie. «Più in generale utilizziamo un’interfaccia chat-like predisposta per la gestione documentale, utilizzando i modelli più appropriati a seconda della riservatezza», precisa il partner Giuseppe Vaciago. C’è poi chi utilizza l’IA per fornire informazioni complesse e dettagliate agli studi d’affari. PBV Insights, in collaborazione con DealSuite e Tcc (The closing Club), ha sviluppato soluzioni basate su ChatGPT che vagliano competenze e relazioni dei professionisti per suggerire specifiche opportunità di business di interesse. «Gli algoritmi di machine learning, e nello specifico gli LLM, offrono molteplici opportunità di gestione e analisi di grandi basi dati attraverso l’automazione», spiega l’a.d. Ambrogio Visconti. «Per esempio, un avvocato specializzato in privacy riceve segnalazioni sulle gare di appalto, che comprendono anche i contatti da attivare o i documenti da disporre per candidarsi». Con un livello di copertura europeo, la piattaforma genera più di 500 opportunità al mese e ha attirato l’attenzione di grandi insegne come Chiomenti e Grimaldi Alliance. @riproduzione riservata



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