Classe 1969, Rocco Benetton è l’ultimo dei quattro figli di primo letto del «signor Luciano», come chiamano a Treviso il fondatore del gruppo dei maglioncini colorati. Come i fratelli più grandi Mauro e Rossella, Rocco è meno noto rispetto al più in vista Alessandro, che dell’impero miliardario dei quattro rami della famiglia Benetton ha assunto la guida presiedendo la holding Edizione.
Eppure Rocco - che, come raccontato da MF-Milano Finanza, si è opposto alle nuove regole di successione e governance della cassaforte Ricerca potendo in futuro anche esercitare il recesso per farsi liquidare - non è meno poliedrico e attivo nel business rispetto al fratello maggiore Alessandro. Innanzitutto, ne ha seguito le orme, andando a studiare a Boston dove si è laureato in Ingegneria. Poi guidando la F1 prima che il gruppo di Ponzano uscisse dalle corse vendendo nel 2000 la scuderia alla Renault. E infine muovendo i primi passi nel mondo del lavoro partendo dalla grande finanza di Wall Street.
Il primo impiego del rampollo è stato all’investment bank Oppenheimer (il fratello invece ha iniziato a Goldman Sachs) e poi è entrato in Alpha Investment Management, dove si è occupato anche di hedge fund prima di far le valigie per l’Inghilterra e la F1. Preparazione in finanza fa rima con capitale di rischio. E così, come il fratello Alessandro, ha impiegato i propri denari in diversi investimenti finanziari. Ma non ha in mente solo i soldi; si è fatto promotore anche di vari progetti industriali (alcuni a tempo pieno).
Quali? Zero rh+ (abbigliamento tecnico-sportivo in cui ha scommesso anche la 21 Investimenti del fratello Alessandro), Gruppo Oot (web company rilevata poi dal colosso della comunicazione Wpp), Banca del Gottardo Italia (comprando nel 2003 il 4% del ramo tricolore della capogruppo elvetica finita poi a Banca Generali). E poi nel 2015 ha lanciato Mobisec Italia. È una società specializzata nella cybersecurity per smartphone dal cui capitale l’imprenditore è uscito lo scorso anno.
Nel 2023 si è unito a un team di creativi ed esperti del settore televisivo per investire in Fast Studios, startup basata a Los Angeles che sta reinventando la prossima generazione di canali tv. Come Mauro e Rossella, ha il 25% di Ricerca - ma il 16,25% è in nuda proprietà (il prescelto per la guida della cassaforte è Alessandro) - e ha una sua holding personale (Elemento) che opera nell’immobiliare, nel commercio di opere d’arte e nell’organizzazione di eventi.
Ora, secondo documenti consultati da questo giornale, Rocco Benetton potrebbe diventare anche presidente del gruppo dell’occhialeria Inspecs. È quotato (segmento Aim) alla borsa di Londra. Si tratta di una mini-Essilux che in maniera integrata produce lenti e montature, occhiali da vista e da sole a marchio proprio e in licenza, esportando in oltre 80 Paesi. Fondata a Bath nel 1998 da Robert Totterman (ex trader di Ubs e Paribas), Inspecs ha fatturato lo scorso anno 230 milioni di euro, realizzando una ventina di milioni di ebitda.
Impiega 1.700 persone negli stabilimenti situati nel Regno Unito, Italia, Vietnam e Cina. Dopo l’ipo del 2020 e una rapida crescita grazie allo shopping internazionale (lenti Norville, distributore norvegese A-Optikk e produttore tedesco di occhiali Eschenbach Optik), nel 2024 le vendite sono rallentate, andamento che ha portato alle dimissioni del cfo. In borsa, dopo i massimi del 2022 a cui il titolo era arrivato a valere anche 405 centesimi (ipo a 195 centesimi), da due anni le azioni stentano a risollevarsi: viaggiano intorno a 45 centesimi, con una perdita del 90%.
Oltre il 51% del capitale di Inspecs è in mano a quattro azionisti: Totterman (18,3%), la private bank canadese Canaccord Genuity (15,1%), il private equity britannico Downing Llp (9,7%) e Liontrust AM (8,1%). Qualche settimana fa Downing ha vestito i panni del fondo attivista mettendo nel mirino il presidente (esecutivo) Totterman.
Secondo il gestore da 2,5 miliardi di masse - investite in energie rinnovabili, infrastrutture, healthcare e immobiliare - Inspecs ha bisogno di un deciso cambio di rotta. Così ha proposto Rocco Benetton come presidente esecutivo da piazzare al posto di Totterman. In più vuole che il fondatore faccia un passo indietro anche dal cda. Per mettere a segno il ribaltone Downing ha chiesto la convocazione di un’assemblea straordinaria per inizio giugno.
Ne è nato uno scontro: il board ha respinto all’unanimità la richiesta includendo però il nome di Benetton jr nella rosa di candidati su cui sono già al lavoro gli headhunter. Il cda punta a inserire la figura di un presidente senza deleghe, ma sta spingendo affinché Totterman resti consigliere. Per il 3 giugno è in calendario l’assemblea e il rampollo Benetton potrebbe entrare nel board. Per una nuova avventura d’affari. (riproduzione riservata)