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Due gioielli della collezione Bulgari Divas' Dream
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L’alto artigianato orafo di Bulgari incontra l’IA

di Lucia Gabriela Benenati
05 settembre 2025, 14:15 Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2025, 13:20

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Dal «digital twin» in laboratorio ai software generativi per la retail experience, così la maison integra le tecnologie più avanzate per creare interazioni più emozionali e liberare la creatività delle proprie maestranze

Design unico e riconoscibile, eccezionale tecnica orafa, collezioni storiche e atemporali. Da 141 anni Bulgari crea capolavori di alta gioielleria dal valore inestimabile, circondati da gemme rare incastonate con minuzia. «Dietro a ogni creazione ci sono le mani intelligenti dei maestri artigiani», ama ripetere Jean-Christophe Babin, amministratore delegato della maison che, dal 2011, è parte del gruppo LVMH. Anche la tradizione gioielliera tuttavia negli ultimi anni ha incontrato l’IA generativa per creare interazioni emozionali tra il prodotto, il marchio e le persone. «Siamo convinti che l’innovazione tecnologica possa portare un enorme valore differenziante, anche in un brand come il nostro, legato a doppio filo alla creatività e alla bravura dei suoi orafi. Abbiamo usato l’IA per personalizzare e ottimizzare la retail experience, creando esperienze phygital uniche per i nostri clienti e portando un po’ di boutique a casa loro», dichiara Ezio Dadone, jewellery industrialization & manufacturing senior director della maison.

Ezio Dadone
Ezio Dadone

«Abbiamo integrato l’IA anche nei processi di design e creazione, utilizzando algoritmi avanzati per analizzare milioni di combinazioni di forme, colori e materiali. Questo approccio permette ai nostri stilisti di esplorare nuove possibilità estetiche con una rapidità e precisione senza precedenti, mantenendo però inalterata la sensibilità artistica che contraddistingue ogni pezzo».

Un gemello digitale per l’incastonatura

Da oltre un anno, Bulgari lavora a uno dei suoi progetti più innovativi, il digital twin dell’artigiano incastonatore. «Sarà presentato a metà ottobre nella nostra Manifattura di Valenza». La Manifattura Bulgari è il più grande sito di produzione di gioielleria preziosa monomarca al mondo, con una superficie complessiva di 33mila metri quadrati. «Il digital twin non sostituirà i nostri artigiani, anzi: prevediamo l’assunzione di 500 nuovi orafi entro il 2029, creando nuove opportunità per le generazioni attuali e future di talentuosi maestri e perpetuando il genio e l’arte del made in Italy. L’obiettivo, piuttosto, è di alleggerire l’artigiano da fasi ripetitive, restituendogli tempo e spazio per concentrarsi sull’essenza del suo mestiere: dare forma a capolavori preziosi. Il vero progresso si realizza quando la tecnica sostiene l’ingegno e la manualità creativa».

Ezio DadoneDa sinistra: Massimo Poliero (vp The Vicenza Symposium), Eddie Bell (founder Santa Fe Symposium), Baptiste Rouxel (materials scientist at Richemont International), Damiano Zito (pres. The Vicenza Symposium), Giacomo Possamai (sindaco di Vicenza), Marco Carniello (chief business officer IEG)
Da sinistra: Massimo Poliero (vp The Vicenza Symposium), Eddie Bell (founder Santa Fe Symposium), Baptiste Rouxel (materials scientist at Richemont International), Damiano Zito (pres. The Vicenza Symposium), Giacomo Possamai (sindaco di Vicenza), Marco Carniello (chief business officer IEG)

L’annuncio del gemello digitale è arrivato durante la prima edizione di The Vicenza Symposium, evento internazionale dedicato all’innovazione nella gioielleria e nel fashion tech organizzato da Italian Exhibition Group (IEG), in partnership con Legor Group e Progold, che dal 2 al 4 settembre ha raccolto 21 speaker internazionali provenienti da Usa, Regno Unito, Italia, Francia, Svizzera, Germania e Thailandia per discutere di intelligenza artificiale, stampa 3D, sostenibilità, innovazione dei processi, materiali, design e tracciabilità. «Le trasformazioni in atto impongono una riflessione profonda su come vogliamo produrre, innovare e creare valore», spiega Damiano Zito, presidente del Simposio e chairman e ceo di Progold.

Ezio DadoneDa sinistra: Massimo Poliero (vp The Vicenza Symposium), Eddie Bell (founder Santa Fe Symposium), Baptiste Rouxel (materials scientist at Richemont International), Damiano Zito (pres. The Vicenza Symposium), Giacomo Possamai (sindaco di Vicenza), Marco Carniello (chief business officer IEG)Damiano Zito
Damiano Zito

«Abbiamo dato vita al Simposio per rispondere a questa esigenza, offrendo uno spazio di dialogo tra scienza, industria e cultura del fare. Mettere in rete le migliori competenze internazionali significa non solo anticipare il futuro, ma anche guidarlo con consapevolezza, visione e responsabilità».

Ezio DadoneDa sinistra: Massimo Poliero (vp The Vicenza Symposium), Eddie Bell (founder Santa Fe Symposium), Baptiste Rouxel (materials scientist at Richemont International), Damiano Zito (pres. The Vicenza Symposium), Giacomo Possamai (sindaco di Vicenza), Marco Carniello (chief business officer IEG)Damiano ZitoUn momento del Vicenza Symposium
Un momento del Vicenza Symposium



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