Le ultime settimane si sono rivelate piuttosto volatili sul fronte delle commodities, con tutte le principali materie prime che hanno chiuso la settimana scorsa in rosso. Carlo Alberto De Casa, Kinesis market analyst, ha pubblicato nel suo report, la recente analisi su oro e argento. Entrambi i future hanno iniziato la nuova settimana di trading in negativo, con l'argento che perde il 2,24% a 25,218 dollari e l'oro poco sotto la parità (-0,47%) a 1806,25 dollari, nell'attesa che i governatori delle banche centrali assumano una posizione meno accomodante sui tassi.
Nei giorni scorsi la banca centrale brasiliana ha annunciato che a giugno ha acquistato oltre 40 tonnellate d'oro, il più grande ammontare dal dicembre 2000, aumentando del 50% le sue riserve, per un totale di 121,2 tonnellate. L'interesse delle banche centrali per i lingotti, così come quello degli investitori privati, rimane notevole. Nonostante ciò, il prezzo dell'oro ha iniziato la nuova sessione di trading in rosso. L'umore è lo stesso delle ultime ore della scorsa settimana, con il metallo prezioso colpiti dalla crescente pressione proveniente dal dollaro statunitense che si sta rafforzando.
Le banche centrali rimangono sotto i riflettori, dato che i trader stanno aspettando le decisioni della Bce sui tassi di interesse. Sembra ovvio che questi rimarranno ancora una volta invariati, ma i mercati cercheranno di capire qualcosa di più sull'obiettivo simmetrico di inflazione del 2% fissato dalla Banca centrale e sulla possibilità (e i tempi) di un tapering da parte di quest'ultima. La scorsa settimana Jerome Powell ha respinto l'idea di un tapering anticipato da parte della Federal Reserve. Powell ha spiegato come la Fed attenderà "ulteriori progressi sostanziali" nell'economia, aiutando il recupero dell'oro, che è stato comunque frenato venerdì dal persistente recupero del dollaro Usa sul mercato forex.
Per quanto riguarda i futures sull'argento, il sell off visto venerdì, secondo l'analista, ha indebolito lo scenario tecnico per la materia prima, in quanto il prezzo ha perso la zona di supporto dei 26 dollari. La ragione principale di questo calo può essere trovata nella forza del biglietto verde e la conseguente debolezza di tutto il settore dei metalli preziosi. Per un rapido ritorno, sarà fondamentale vedere, già questa settimana, i prezzi cercare di recuperare la soglia dei 26 dollari, mentre la prossima resistenza è posta a 26.5 dollari. Si deve comunque sottolineare che la recente correzione per gli investitori a lungo termine potrebbe generare interessanti opportunità di investimento. Infatti, qualsiasi picco nell'inflazione o qualsiasi nuova corsa sul prezzo delle materie prime, coinvolgerebbe sicuramente anche il prezzo dell'argento, che è ancora scambiato quasi il 50% al di sotto dei suoi record storici (circa 43 dollari). (riproduzione riservata)