Un accordo in contanti e azioni dal valore di 40,3 miliardi di dollari, che sale a 48,7 miliardi di dollari includendo il debito. Per questa cifra la multinazionale Kimberly Clare ha acquisito Kenvue, azienda statunitense produttrice del Tylenol.
Le azioni di Kenvue sono aumentate del 20% nelle contrattazioni pre-mercato di lunedì 3 novembre, mentre quelle di Kimberly-Clark sono crollate del 14%. «Questa transazione unisce due iconiche aziende americane per creare un portafoglio combinato di prodotti complementari, inclusi marchi da 10 miliardi di dollari, che raggiungono quasi metà della popolazione mondiale in ogni fase della vita», hanno scritto le due aziende in un comunicato.
Sulla base delle proiezioni attuali, la società risultante dalla fusione realizzerà nel 2025 un fatturato netto di circa 32 miliardi di dollari e un ebitda rettificato di 7 miliardi.
In base ai termini dell'accordo, approvato all'unanimità dai due cda, gli azionisti di Kenvue riceveranno 3,5 dollari per azione in contanti e 0,14625 azioni Kimberly-Clark per ogni azione Kenvue detenuta alla chiusura, per un corrispettivo totale per gli azionisti di Kenvue di 21,01 dollari per azione, sulla base del prezzo di chiusura delle azioni Kimberly-Clark al 31 ottobre 2025.
Alla chiusura della transazione, si prevede che gli attuali azionisti di Kimberly-Clark deterranno circa il 54% e quelli di Kenvue il restante 46% della società risultante dalla fusione.
La transazione dovrebbe concludersi nella seconda metà del 2026.
Kenvue e il suo marchio di punta Tylenol erano finiti alla ribalta delle cronache, dopo che a fine settembre il presidente americano Donald Trump aveva sostenuto che le donne in gravidanza non dovrebbero assumere l’antidolorifico a base di paracetamolo, tra i più diffusi negli Stati Uniti, per il rischio di sviluppare autismo nel nascituro. Una tesi che è stata smentita dalla comunità scientifica. (riproduzione riservata)