Gli analisti di JP Morgan promuovono Unicredit da neutral a overweight e il prezzo obiettivo da 12 a 15 euro (+25%) grazie a migliori attese sul fronte del rialzo dei tassi e sulle prospettive del rendimento del capitale. Giovedì il gruppo, guidato dal ceo Andrea Orcel, presenterà il nuovo piano industriale. I mercati, spiegano i broker, hanno già scontato nei prezzi un rialzo del costo del denaro tra la fine del 2022 e l'inizio del 2023, "ma sottovalutano il ritmo cui avverranno gli ulteriori aumenti" in Ue. La banca d'affari americana si aspetta un incremento dello 0,25% a settembre 2023 e dello 0,5% nel 2024. E in tal senso Unicredit "è una delle banche più orientate al rialzo dei tassi con il 13% di utile per azione in più per ogni aumento di 50 punti base del costo del denaro".
JP Morgan prevede inoltre che le prospettive sul rendimento del capitale miglioreranno nei prossimi tre anni, dal momento che Unicredit integrerà il payout ordinario fissato al 50% con "riacquisti di azioni per 3 miliardi di euro entro la fine del 2024, il che aumenterebbe il rendimento annuo totale (total payout ratio, ndr) all'11,6% nel periodo 2022-24". Con tassi più elevati nel 2023-24 e maggiori importi di riacquisto, il Rote (redditività del titolo) è atteso salire dal 5,8% attuale al 6,7% nel 2024. E, nonostante la sovraperformance del titolo del 14% rispetto al settore da inizio anno, la banca italiana viene ancora scambiata a solo 5,8 volte il rapporto pezzo/utile ed è uno dei pochi titoli che non sono tornati ai livelli pre-crisi (15% di sottoperformance rispetto al settore dall'inizio della pandemia). Il nuovo prezzo obiettivo degli analisti si basa su un P/E di 7,2 volte e implica un rialzo del 35% sui valori attuali del titolo.
La banca d'affari americana spiega che, per ogni aumento dei tassi di 50 punti base, questo significa per il gruppo italiano registrare 500 milioni di euro in più sul fronte dei margini (Net Interest Income) e del 13% dell'utile per azione. Di conseguenza, gli analisti prevedono che i margini recuperino lo 0,4% nel 2023 e crescano del +5,8% nel 2024 a 9,38 miliardi di euro, con tassi sui prestiti che torneranno ai livelli del 2020 nel 2024. Di conseguenza, la leva operativa dovrebbe migliorare e l'utile netto salire dell'11% nel 2024. Un elemento che JP Morgan sottolinea più volte all'interno del report è "l'eccezionale piano di riacquisto delle azioni del valore di 3 miliardi di euro per spingere il payout totale al 75% e rendimento annuo totale all'11,6% nel triennio 2022-2024, a fronte di un payout ordinario totale attuale del 50% (30% da dividendi da 20% riacquisti), che implica un già interessante 7,5% di rendimento annuo nell'arco 22-24".
Secondo gli analisti, con un Cet 1 (compresa Basilea 4) atteso al 13,5% fine 2021, Unicredit ha la capacità di distribuire il capitale in eccesso oltre il pagamento ordinario del 50% cui sommare ulteriori 3 miliardi di euro di buyback entro la fine del 2024, pari a 1 miliardo l'anno, che porterebbero il payout totale al 75% e ad un rendimento totale annuo dell'11,6% con un conseguente aumento dell'utile per azione al 2024 del 15%. La stima di eps degli analisti è di circa il 7% sopra il consenso Bloomberg al 2024. Secondo JP Morgan, nonostante un payout al 75% che comprende un notevole piano di remunerazione degli azionisti, "resta ancora spazio per l'M&A nel medio/lungo termine dato l'ampio cuscinetto di liquidità per oltre 400 punti base sul minimo richiesto dalla Bce del 9,02%". E in questo senso la banca d'affari americana si allinea al team di analisti di Bloomberg Intelligence Unit. (riproduzione riservata)