Exor si prepara a una nuova fase di investimenti di rilievo dopo la vendita di una quota di Ferrari. Durante la call con analisti e investitori per parlare dei conti del 2024 della holding della famiglia Agnelli-Elkann, il ceo John Elkann ha delineato una strategia chiara: la società è pronta a destinare almeno il 5% del valore patrimoniale lordo (Gav), pari a circa 2 miliardi di euro, a nuove acquisizioni, sulla scia dell’operazione condotta su Philips nell’agosto 2023 con il 15% acquisito per 2,6 miliardi (la quota è poi stata incrementata via via fino all’attuale 18,7%).
La maxi-liquidità a disposizione di Exor è stata generata dal buyback varato da Ferrari a fine febbraio che ha fruttato a Exor 3 miliardi, uno dei quali destinato a sua volta a un buyback di titoli della holding, cui parteciperà per 570 milioni la Giovanni Agnelli Bv guidata da Elkann.
«Ci concentreremo su investimenti di grande portata, come quello fatto in Philips», ha dichiarato Elkann, sottolineando che l’obiettivo di Exor rimane la costruzione di grandi società con una visione di lungo termine. Tuttavia ha precisato che non vi saranno operazioni imminenti, perché il focus attuale di Exor è sulle aziende già in portafoglio.
L’operazione Philips, che ha segnato l’ingresso di Exor nel settore healthcare, è stata indicata come un modello per future acquisizioni. Il gruppo potrebbe quindi puntare a nuovi settori strategici, diversificando ulteriormente il proprio portafoglio e consolidando la propria posizione tra le più grandi holding di investimento a livello globale.
Sicuramente però la holding non si aprirà al settore della difesa. «Non c'è nessuna volontà di Exor di investire nell'industria della difesa», ha spiegato Elkann agli analisti, ribadendo un concetto già espresso nel corso dell’audizione in Parlamento dello scorso 19 marzo. «Non ci sono affinità fra auto e difesa». E parlando di auto, a una domanda sui dazi introdotti dal presidente Usa Donald Trump, Elkann ha risposto che la posizione di Stellantis è la stessa espressa dai costruttori americani, ovvero che è importante che non salgano i prezzi per i clienti americani.
«L’American Automotive Policy Council (Aapc), di cui fanno parte Stellantis, Gm e Ford, ha rilasciato una dichiarazione molto chiara sul dialogo in corso con l'amministrazione Trump e sull'importanza della competitività del settore automobilistico nordamericano», ha spiegato Elkann, sottolineando la volontà di proseguire i contatti e il confronto con il governo Usa. L’Aapc si è espressa «sulla preoccupazione per l’accessibilità dei nostri prodotti Made in America e sulle ripercussioni che questa incertezza avrà sulla domanda negli Stati Uniti», ha aggiunto.
Elkann, come già nella lettera inviata agli azionisti di Exor, ha riconosciuto che il 2024 è stato un anno sfidante per alcune delle società partecipate, in particolare per Stellantis, che ha registrato una performance inferiore alle attese. «Il 2025 sarà un anno cruciale per la società: dobbiamo garantirle stabilità e fare in modo che realizzi il proprio potenziale», ha spiegato il capo di Exor.
Nonostante le difficoltà, il valore degli attivi della holding ha raggiunto i 42,46 miliardi di euro, con un Nav per azione in crescita del 9%, trainato soprattutto dagli eccellenti risultati di Ferrari, che si è confermato il gioiello tra le partecipazioni detenute dalla società quota ad Amsterdam, dove giovedì 26 il titolo ha reagito ai conti con un -0,25% a 90,85 euro in quello che era il primo giorno del nuovo buyback da un miliardo appena lanciato.
Il cfo di Exor, Guido de Boer, ha spiegato agli analisti che il management «non è soddisfatto dei risultati 2024, che non è stato un grande anno. Tuttavia il nostro Nav per azione è salito del 9%, grazie all’ottima performance di Ferrari, la nostra società di maggior valore e che ha superato tutti i target. Ma anche Iveco ha registrato buone performance in termini di Nav e Lingotto ha avuto solidi ritorni».
Elkann ha ribadito la vocazione imprenditoriale e disciplinata della società, sottolineando che Exor non è vincolata ai cicli di investimento e continuerà a puntare su asset strategici con una visione di lungo termine. «La nostra missione è costruire grandi società e continueremo a farlo con investimenti mirati e di alto profilo», ha affermato. (riproduzione riservata)