L'inflazione continua ad aumentare in Italia con il dato preliminare di maggio che si assesta al 6,9% in termini tendenziali, rispetto al 6,2% atteso dagli analisti, mentre su base mensile registra un'importante accelerazione, dopo il calo di aprile, allo 0,9%. Una lettura che porta l'incremento italiano perfino superiore a quello dell'Ue pari allo 0,8% a maggio». A trainare ancora una volta il dato sui prezzi sono i beni energetici, passati dal +39,5% di aprile a un +42,2% di maggio. Gli aumenti dei prezzi si stanno però pian piano estendendo anche ad altri settori, come in quello alimentare dove i costi sono saliti del 7,1%, e quelli dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,2%). Una «Caporetto per i consumi», ha definito il dato sull'aumento dei prezzi Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori, spiegando che un'inflazione così alta rappresenta per una coppia con due figli una stangata pari a 2.421 euro all'anno. Il risultato sull'inflazione evidenzia «una grave crisi dei consumi» secondo Confcommercio, «soprattutto per i servizi legati alla domani delle famiglie, che per il secondo trimestre consecutivo hanno registrato un calo».
Intanto, nella rilevazione sui conti economici trimestrali l'Istat ha corretto al rialzo la stima preliminare sull'andamento del pil nei primi tre mesi di quest'anno. Nel primo trimestre del 2022 il prodotto interno lordo, infatti, è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e del 6,2% rispetto al primo trimestre dello scorso anno. «Si tratta di stime al rialzo rispetto alla stima preliminare dello scorso 29 aprile, quando il rilascio mostrava una diminuzione congiunturale dello 0,2% e un aumento tendenziale del 5,8%», spiega l'Istat, aggiungendo che «la ripresa è stata determinata soprattutto dalla domanda interna e in particolare dagli investimenti a fronte di un contributo negativo della domanda estera». La revisione al rialzo della stima è in linea con le più recenti stime del Mef, e porta al 2,6% la crescita acquisita per il 2022. «Per il secondo trimestre», si legge in una nota del Mef, «stimiamo un significativo aumento del pil rispetto al primo trimestre che metterebbe il percorso di crescita annua in linea con la previsione del Def o quantomeno prossimo ad essa. Per i trimestri successivi sarà fondamentale dare piena attuazione alle misure predisposte con i recenti decreti e proseguire nel percorso di realizzazione delle riforme e degli investimenti previsti dal Pnrr». (riproduzione riservata)