Investire in auto storiche
Il fondo evergreen di Azimut cresce e rilancia: rendimenti oltre il 10% e esperienze esclusive «on track» per chi aderisce

Per gli amanti delle auto da collezione Azimut ha creato alcuni mesi fa un fondo d’investimento con caratteristiche uniche. Si tratta dell’Automobile Heritage Enhancement (AHE), il primo e unico fondo d’investimento evergreen di auto storiche al mondo, uno strumento finanziario, in cui il collezionismo d’auto e gli investimenti si sposano perfettamente: è l’unico con un processo di investimento strutturato nelle diverse fasi di acquisto, restauro, conservazione e vendita. Gli uomini di Azimut sono stati così bravi nel costruirlo che il marchio più emblematico delle auto sportive, Ferrari, non solo è diventato partner dell’iniziativa ma è anche un investitore diretto. E grazie a questa partnership AHE potrà offrire a chi partecipa al fondo esperienze «on track» uniche, oltre alla possibilità di partecipare a eventi esclusivi organizzati anche con il prestigioso partner. In pratica, chi acquisisce le quote del fondo entra a fra parte di un club esclusivo.
Il fondo per i collezionisti

Il mercato delle auto storiche ha raggiunto dimensioni importanti e si stima che quest’anno toccherà i circa 43 miliardi di dollari, erano 30,9 miliardi del 2020, con una significativa decorrelazione dai mercati finanziari e dagli altri asset reali, avendo però un profilo di rischio più basso. E per fare le cose al meglio, il team creato da Azimut ha lavorato per un lungo periodo a stretto contatto con Commission de Surveillance du Sécteur Financier (la Consob lussemburghese) per creare un fondo ineccepibile sotto tutti i punti di vista. Si tratta di un fondo evergreen, ovvero a durata illimitata, con possibilità di disinvestire annualmente, mentre il calcolo del Nav (valore) è trimestrale. Le quote di investimento partono da 125mila euro o da un milione, per gli investitori collezionisti che però beneficiano di una serie di vantaggi e opportunità per le proprie collezioni, con servizi di assistenza e consulenza personalizzati. Come lo sono i rendimenti attesi «il settore cresce annualmente tra il 7 e il 10%», sottolinea Pietro Giuliani, il vulcanico presidente di Azimut Holding, «e siamo convinti che aggiungendo il nostro valore di gestione attiva genereremo dei ritorni decisamente più alti».
La scelta delle vetture
Per la parte più delicata, la scelta delle vetture da acquistare c’è un team di esperti coadiuvato da periti e advisor esterni, il principale dei quali è Alberto Schon, ceo di Rossocorsa, primo dealer Ferrari in Italia che è riconosciuto dalla casa di Maranello come fornitore ufficiale per il restauro di classic cars. Insomma, una compagine di altissimo livello e gli investitori non si sono fatti attendere, infatti nei primi sei mesi sono stati superati i 100 milioni di raccolta.
Obiettivo: pezzi unici o molto rari

Per quanto riguarda le auto su cui investire il fondo ha come obiettivo pezzi unici o molto rari con quotazioni elevate, sopra il milione di euro, per le quali è già diventato una controparte di standing internazionale. Ovviamente, nel portafoglio, i modelli Ferrari fanno la parte del leone ma tendenzialmente non supereranno i due terzi delle vetture acquisite. Attualmente gli acquisti sono indirizzati verso il settore Racing, prototipi e auto da corsa, che sono tra i più ricercati dal mercato e compongono circa la metà delle auto in portafoglio. E per quanto riguarda il futuro, «dando per assodato che il fondo è diventato un punto di riferimento mondiale, è arrivato il momento di espandere il nostro raggio d’azione», spiega Giuliani. «Stiamo lavorando per farlo sbarcare negli Usa, il mercato più grande in assoluto per quanto riguarda il collezionismo d’auto e in tutti i 18 paesi in cui siamo presenti come Azimut».
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