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Investimenti 2025, le 25 azioni europee a sconto e super liquide che possono battere i mercati
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Investimenti 2025, le 25 azioni europee a sconto e super liquide che possono battere i mercati

13 dicembre 2024, 20:00 Ultimo aggiornamento: 20:19

Wall Street ed Europa mai così distanti nelle valutazioni dalla crisi del debito. Ma la Bce sta tagliando rapida i tassi e i primi effetti si vedono. Ora gli analisti guardano con interesse alle azioni Ue e italiane. Il punto di Citi, Goldman Sachs, Bnp Baribas, Kepler, Xtb e Vintani | Investimenti 2025: dieci buone idee su azioni, bond, oro, immobili e private equity per cavalcare Trump e banche centrali

Bisogna tornare indietro alla crisi del debito in Eurozona, nel 2010-2011, per trovare tanta differenza nelle valutazioni fra il mercato Usa e quello europeo. Una differenza che si esprime bene nei listini, infatti l’S&P 500 e il Nasdaq quest’anno solo saliti del 30% circa, mentre lo Eurostoxx 600 del 9% scarso e il Ftse Mib del 14,4%. Il rapporto prezzo/utile delle società europee oggi viaggia a 14,5 volte contro le 25,5 volte dell’S&P e le 38 volte del Nasdaq a fronte di un rapporto storico, negli ultimi dieci anni, rispettivamente di 15,8 e 20,6 volte. Sono stati gli analisti americani di Citi fra i primi a notare il forte divario fra le due valutazioni e il fatto che i mercati pare abbiano venduto troppo l’Europa. Proprio ora che la Bce ha tagliato i tassi, giovedì 12 dicembre, al 3% contro il 4,75% della Fed. Un differenziale che dovrebbe essere la cifra del 2025, con un costo del denaro atteso in Eurozona al 2% e negli Usa vicino ai livelli attuali come conseguenza della politica inflazionistica attesa con il governo di Donald Trump, il presidente eletto, a partire dal gennaio.

Citi: l’Europa è ora Overweight

Citi ha quindi promosso l'Europa a Overweight (sovrappesare) in un contesto generale di diversificazione, che vede flussi unidirezionali di liquidità verso Wall Street. Gli analisti, pur ricordando i mercati volatiti che dovrebbero restare tali anche nei prossimi mesi, vedono l’indice Eurostoxx 600 raggiungere quota 570 entro la fine del 2025, il che implica un rialzo di circa il 10% rispetto ai livelli attuali. Milano Finanza ha voluto quindi fare il punto della situazione con alcuni analisti per capire come strutturare un portafoglio azionario europeo in vista del 2025 con 25 titoli che possono correre il prossimo anno. Fermo restando che la Bce è votata al taglio dei tassi non solo perché l’inflazione è scesa, ma per risollevare le spalle ad un’Europa debole, a partire dalle prime due economie, Germania e Francia.

Titoli con un p/e basso ma liquidi

David Pascucci, analista di mercato di Xtb, ricorda infatti che «l’anno nuovo si aprirá con sfide molto importanti per le banche centrali e per i mercati, soprattutto per quanto riguarda il mercato del lavoro e il tasso di disoccupazione, quest’ultimo sotto stretta osservazione per tutto il 2024 e che di fatto ha mostrato i primi segni di cedimento importanti in Usa e un possibile deterioramento da verificare in Europa». In questo contesto i mercati azionari non sembrano però «allentare la presa e i trend rialzisti paiono ancora intatti seppur in presenza di un quadro macroeconomico che, a paritá di condizioni, si é dimostrato storicamente sfavorevole lato tassi di interesse, inflazione e disoccupazione», riprende Pascucci.

In un’ipotetica composizione di portafoglio azionario (la tabella è in fondo al pezzo) legato ai listini europei l’esperto di Xtb considera, almeno per il lungo periodo, «titoli ad alta capitalizzazione (sopra i 10 miliardi di dollari di capitalizzazione, ndr) caratterizzati da un rapporto prezzo/utili ragionevoli, che sia per lo meno al di sotto del livello 25». Come si è visto, un p/e di 25 è il livello raggiunto oggi dall’S&P 500 (il Nasdaq viaggia oltre 38), mentre la media in Europa è di 15 circa. Fra i titoli che Pascucci ha selezionato per Milano Finanza (si veda la tabella allegata), i multipli prezzo/utile vanno da un minimo di 5,8 ad un massimo di 15. Si tratta, a detta dell’esperto, di «titoli molto interessanti, soprattutto per la loro capitalizzazione comunque importante e con un p/e relativamente basso rispetto la media del mercato. Queste due caratteristiche potrebbero essere interessanti in ottica di lungo periodo ma attenzione a possibili ribassi all’interno del prossimo anno che potrebbero coinvolgere tutti i mercati».

25 titoli (molti italiani) di Xtb fra banche ed energetici

Fra i titoli selezionati vi sono anche gruppi italiani, in diversi casi di tratta di banche, nonostante il taglio dei tassi progressivo, ma gli istituti sono riusciti nel corso degli ultimi anni a diversificare bene le fonti di ricavo (si veda la corsa al risparmio gestito, con l’opa lanciata da Banco Bpm su Anima Holding, e a cascata, quella di Unicredit su Banco Bpm) in modo da produrre utili in rialzo e remunerare bene gli azionisti. I titoli italiani presenti nella selezione dei 25 sono Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Mediobanca, Poste Italiane, Generali. A questi, si affiancano Tenaris, Cnh Industrial, Terna, Snam, StM.

In Europa, Pascucci ha selezionato ancora banche e gruppi energetici: in Spagna, BBVA, Banco Santander, Repsol; in Germania Commerzbank, Deutsche Bank, Rwe; in Francia, Bnp Paribas, Axa, Amundi, Credit Agricole, Total Energies, Engie e Orange; nel Regno Unito, Vodafone.

La selezione di Goldman Sachs e Vintani

Giorgio Vintani, analista indipendente, ha messo a punto a sua volta per Milano Finanza un portafoglio di 25 titoli europei che comprende molte azioni large cap di Piazza Affari, con un bel peso anche in questo caso di banche ed energia, ma pure la Difesa, che nel basket precedente non era presente essendo un settore che ha tanto corso negli ultimi due anni fra guerra in Ucraina e Medio Oriente. Dunque, Vintani inserisce Enel, Intesa Sanpaolo, Leonardo, Banco Bpm, Unicredit, Generali, Ferrari, Poste Italiane. In Francia l’analista sceglie Hermes International (il top del lusso) ed Essilor Luxottica; in Germania Sap (colosso del software gestionale), Schneider Electric, Deutsche Telekom, Müncherer Rückversicherung (colosso mondiale della riassicurazione), Deutsche Börse, Vonovia (gruppo immobiliare); in Olanda Ahold (grande distribuzione); in Uk, Flutter Entertainment (scommesse); in Finlandia, Nokia (tech); in Svizzera, Ubs (che ha salvato di recente Credit Suisse), Abb (robotica, automazione), Zürich (assicurazioni) e Holcim (materiali da costruzione).

Gli analisti di Goldman Sachs, invece, inseriscono nella loro ultima Conviction Buy List europea titoli quali Generali, Bnp Paribas, Lseg (Borsa di Londra), Rolls-Royce, EOn (energia), Glencore (gruppo minerario), British Telecom, Flughafen Zürich.

La nuova emergente: l’Italia

Fra gli analisti positivi sull'Europa, considerata un’alternativa alla iper valutata Wall Street, vi sono Bnp Paribas, che cita, fra i settori da tenere in considerazione, ancora la Difesa nonostante sia salita molto, la transizione energetica e l’ambito manifatturiero, che cresce meglio in un periodo di tassi bassi. Un focus particolare andrebbe fatto sull’Italia, la cui premier, Giorgia Meloni, si è già guadagnata il plauso di Donald Trump. Sul Paese, il team di Kepler Chevreaux fa il punto della situazione in un report recente chiedendosi: quale asset ha fatto meglio di recente battendo il Nasdaq 100? «Se rispondete: le banche italiane, allora avete fatto centro… L’Etn (strumento finanziario, ndr) che replica il Ftse Mib Italian Banks ha registrato una performance di quasi il doppio rispetto all’indice Nasdaq 100». Questo perché le banche italiane hanno beneficiato di una solida crescita dell’utile per azione e di elevati e crescenti ritorni per gli azionisti (dividendi e buyback), guidati da tassi, crescita delle commissioni, una qualità del credito stabile e un indice di solidità patrimoniale, il Cet 1, in miglioramento».

Su quali banche italiane punta Kepler

Il settore bancario italiano, poi, è entrato in piena fase speculativa con due opa lanciate a stretto giro a fine anno, quella di Banco Bpm su Anima Holding e quella di Unicredit su Banco Bpm. Venerdì 13 dicembre, poi, il titolo Mps ha cominciato a correre dopo l’indiscrezione che il Banco, per azione difensiva nei confronti di Unicredit, starebbe meditando una fusione con il gruppo toscano. Intanto gli analisti di Kepler si aspettano una crescita dell’utile per azione del comparto bancario a una cifra nel 2025, complice il taglio dei tassi. L’eps, quindi, dovrebbe salire del 5% anno su anno per Intesa Sanpaolo, del 4% nel caso di Unicredit, mentre Banco Bpm, Bper Banca dovrebbero vedere l’eps scendere, rispettivamente, del -6%, -7% e -14% rispetto al 2023. Bisogna infatti tenere in considerazione «la capacità delle banche di compensare i cali del margine di interesse (NII) attraverso la crescita delle commissioni, con l'acquisizione di Anima da parte di Banco Bpm in linea con il cambiamento strategico. A questo si aggiunga il progresso nell’operazione di consolidamento bancario». In questa fase, nota Kepler, Unicredit di colloca come «potenziale acquirente, Banco Bpm è sia un potenziale acquirente che un obiettivo e Mps è vista come obiettivo per l'acquisizione». Non bisogna infine escludere che Unicredit valuti la possibilità di una doppia acquisizione, Banco Bpm e Mps assieme, anche se il ceo Andrea Orcel ha più volte detto di non essere interessato a Siena. (riproduzione riservata)



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