Il prossimo 31 ottobre Intesa Sanpaolo pubblicherà i conti del terzo trimestre del 2024. Il 6 novembre toccherà a Unicredit. In attesa, gli analisti di Keffe, Bruyette & Woods hanno apportato alcune modifiche ai loro modelli e ai loro target price sulle due banche, ma hanno mantenuto invariate le raccomandazioni.
«La recente volatilità nei mercati ha sollevato preoccupazioni riguardo a possibili revisioni al ribasso delle previsioni per la maggior parte delle banche che copriamo. Si è anche speculato su una possibile tassa sugli extraprofitti delle banche italiane/contributo di solidarietà e questo non è stato d’aiuto», sottolineano gli analisti di Kbw. «Tuttavia, ci aspettiamo risultati positivi e un messaggio favorevole dalla stagione dei conti trimestrali».
Il terzo trimestre è importante. Nel complesso, «ci aspettiamo un calo modesto del margine d’interesse che dovrebbe, comunque, rimanere su livelli solidi e sostenuto da una buona dinamica delle commissioni in alcuni casi», prevedono gli analisti della banca d’affari, aspettandosi anche costi sotto controllo e qualità del credito favorevole. Inoltre, «i coefficienti patrimoniali Cet1 dovrebbero beneficiare di un altro trimestre con Rote elevati e di una crescita limitata degli asset ponderati per il rischio, Rwa».
I dati più recenti, aggiornati ad agosto, indicano che i beta dei depositi nell'Europa meridionale continuano a stabilizzarsi e sono addirittura diminuiti in Italia. «I tagli dei tassi di interesse stanno cominciando a riflettersi sui tassi sui prestiti, ma anche i costi dei depositi stanno iniziando a scendere, il che dovrebbe sostenere i margini», prevedono a Kbw. «I volumi rimangono contenuti, ma sembra che il momentum si stia riprendendo, il che dovrebbe contribuire a mitigare l'impatto dei tagli dei tassi sul margine di interesse».
Gli esperti di Kbw hanno incorporato un nuovo scenario sui tassi d’interesse nei loro modelli: a luglio del 2025 vedono il tasso di deposito della Bce al 2%. «Abbiamo anche apportato altre modifiche alle stime e ai nostri prezzi obiettivo: nel caso di Unicredit, impegnata nelle trattative con Commerbank, il target price sale da 50 a 51,70 euro e nel caso di Intesa Sanpaolo scende da 4,70 a 4,67 euro. Il rating resta outperform per entrambe».
Più in dettaglio, nel terzo trimestre del 2024 Kbw si attende da Intesa Sanpaolo ricavi totali a 6,567 miliardi di euro (+3,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio e -4,2% rispetto al precedente trimestre) con un margine di interesse a 3,88 miliardi (+1,8% e -3,3%, rispettivamente) e commissioni pari a 2,242 miliardi (+7% e -5,9%). A fronte, poi, di costi pari a 2,728 miliardi (+2,9% e +3,4%), l’utile netto è atteso a 2,237 miliardi (+17,8% e -9,2%).
Invece, per quanto riguarda Unicredit, i ricavi totali sono attesi nel trimestre a 6 miliardi di euro (+0,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio e -5,2% rispetto al precedente trimestre) con un margine di interesse a 3,46 miliardi (-3,9% e -2,9%, rispettivamente) e commissioni pari a 1,897 miliardi (+6% e -10,5%). A fronte, poi, di costi pari a 2,306 miliardi (-0,8% e +0,3%), l’utile netto è atteso a 2,199 miliardi (-5,3% e -17,9%). (riproduzione riservata)